Wyss e Boehly, 2 miliardi di sterline per prendersi il Chelsea

Wyss e Boehly, 2 miliardi di sterline per prendersi il Chelsea

Parrebbe che il miliardario e filantropo svizzero, Hansjörg Wyss, che la scorsa settimana aveva manifestato l’interesse a subentrare a Roman Abramovich, come proprietario del Chelsea, sia sul punto di chiudere l’affare. “Wyss – scrive il quotidiano Blick di Zurigo – ha fatto un’offerta per la squadra londinese”. L’86 enne Wyss, diventato ricchissimo con Syntes, azienda specializzata nelle biotecnologie, vive tra Berna e il Wyoming ed è noto, oltre che come businessman di successo, anche come benefattore, avendo finanziato con 400 milioni di dollari una fondazione a lui intitolata, che si occupa di difesa dell’ambiente. Suo socio, nella scalata al Chelsea, un altro miliardario-filantropo, Todd Boehly. Una fortuna stimata da Forbes di 6,2 miliardi di dollari, Boehly è cofondatore e CEO di Eldridge Industries, una holding con sede nel Connecticut. Con la moglie finanzia ricerche in campo sanitario, in particolare nella lotta al cancro della prostata e all’epilessia. Entrambi, sia Wyss che Boehly, nella corsa alla proprietà del Chelsea hanno con sè altri investitori di cui, per il momento, non intendono fare il nome.

Hansjörg Wyss, che appartiene all’olimpo dei magnati, essendo molto amico di Bill Gates e Warren Buffett, con i quali condivide la campagna The Giving Place, per convincere i miliardari a donare i loro soldi in attività filantropiche, pensa di avere buoni argomenti per mettere le mani sul Chelsea. Abramovich, infatti, ha dichiarato che vuole cedere la squadra a qualcuno che sia in grado di mantenerla competitiva. Il duo Wyss-Boehly dovrà, comunque, vedersela con un altro miliardario, il britannico Nick Candy, da sempre tifoso del Chelsea, il quale avrebbe un progetto per rifare lo stadio di Stamford Bridge. Il Guardian ha, tuttavia rilevato come Candy “non ha i mezzi per operare da solo”. La sua fortuna, stimata 1,5 miliardi di sterline, è inoltre molto inferiore ai patrimoni di Wyss e Boehly.

Lo svizzero, qualche giorno fa, dichiarò che Abramovich chiedeva troppo. Ora pare che, con il suo partner statunitense, sia disposto ad offrire più di 2 miliardi di sterline. L’unico interrogativo che rimane in sospeso è perché un miliardario filantropo ultra-ottantenne, che oltretutto ha dimostrato di avere il senso degli affari, intenda investire nel calcio, che attualmente è distante anni luce dal concetto di beneficenza e fa perdere montagne di soldi ai proprietari dei club. 

Fonte Repubblica.it

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