Vlahovic, per due volte ad un passo dalla firma: tutti i retroscena dell’accordo saltato

“Vlahovic ha rifiutato il rinnovo del contratto”. Con una nota ufficiale, la Fiorentina ha messo un punto all’ultimo tormentone di mercato.

Erano mesi che la situazione del rinnovo di contratto di Dusan Vlahovic si era di fatto incrinata, molto prima dell’uscita di ieri di Commisso che ha messo la parola fine (o quasi) a ogni speranza. All’inizio di questa estate la Fiorentina aveva raggiunto un accordo col giocatore e il suo procuratore Darko Ristic sulla base di un prolungamento fino al 2026 da 4 milioni di euro a stagione, clausola a 80 milioni e 2,5 milioni di commissioni. Al momento della firma, era tutto pronto, salta il banco.

Il giocatore pretende due bonus: uno da due milioni al momento della firma sul contratto e una buonuscita alta in caso di cessione. Il suo agente alza le commissioni e vorrebbe ribassare la clausola. Qui si incrina la trattativa perché la Fiorentina inizia a riflettere.

L’estate scorre, arriva l’offerta da 60 milioni dell’Atletico Madrid, respinta da Commisso, e soprattutto l’interessamento delle big inglesi. Su tutte, il Tottenham del ds Paratici che stravede per Vlahovic già dai tempi in cui era alla Juventus. Così, dopo una seconda parte di stagione, quella scorsa, nella quale il serbo esplode letteralmente a suon di gol e di punti pesanti per la salvezza della Fiorentina, il suo cartellino schizza verso l’alto ma Commisso dice no alla cessione.

I contratti si rispettano e lo ribadisce anche nella nota ufficiale di ieri con la quale prende atto che il giocatore non rinnoverà. “In ogni caso Dusan Vlahovic ha un contratto che lo lega alla Fiorentina per i prossimi 21 mesi e siamo sicuri che il calciatore, come ha sempre dimostrato, darà il suo contributo per aiutare la squadra nel raggiungere i propri obiettivi, dimostrando la professionalità che lo ha contraddistinto da quando è arrivato a Firenze con il massimo rispetto dei nostri tifosi, dei suoi compagni, del mister e di tutta la Società viola”.

La lunga trattativa per il rinnovo era iniziata con largo anticipo. Vlahovic un anno fa faticava a trovare continuità, l’allora allenatore Iachini lo alternava in attacco e lui non poteva esprimersi ed emergere. Con l’arrivo di Prandelli, come sottolineato dallo stesso giocatore, la sua carriera è svoltata. La continuità, soprattutto. La possibilità di sbagliare e di aggiustare la mira. La determinazione e quei 21 gol finali che contribuirono in maniera decisiva alla salvezza della Fiorentina in una stagione davvero complicata.

Vlahovic ha dichiarato di recente di essere rimasto in viola, in estate, per proseguire la sua crescita. “A Firenze si sta da Dio, è la mia seconda casa”. Fin qui quattro gol nelle prime sette giornate di campionato. Infallibile su calcio di rigore, con Prandelli che glieli faceva battere apposta per fargli trovare fiducia e consapevolezza dei propri mezzi. Nel ritiro di Moena, in estate, aveva risposto a un tifoso che gli chiedeva quando avesse firmato il rinnovo. “Quando mi offrono, firmo”. Dichiarazioni che già allora infastidirono la Fiorentina, che aveva già messo sul tavolo la proposta di rinnovo.

La più alta mai fatta dal club viola nella sua storia, come ribadito da Commisso. “Mi sto un po’ infastidendo, la Fiorentina non è soltanto Vlahovic”, le parole del presidente soltanto qualche giorno fa”. Eppure proprio Commisso, ripartito per gli Stati Uniti, nel suo ultimo mese e mezzo fiorentino aveva rilanciato cercando di arrivare a un accordo. L’ultima offerta, di pochi giorni fa, prevedeva il prolungamento fino al 2026 a 4 milioni netti il primo anno e 5 netti per gli ulteriori quattro anni. Totale: da 24 milioni netti (48 milioni lordi). Commissioni da 3 milioni al suo agente e clausola da 75 milioni. Anche in questo caso, quando l’accordo pareva raggiunto, salta tutto. Il procuratore vorrebbe 5 milioni di commissioni e il 10% (tutto per sé) sulla futura rivendita del calciatore.

Commisso stavolta non ci sta ed esce allo scoperto, pubblicamente. Infine, ieri, il comunicato ufficiale mentre il giocatore è in Serbia con la sua Nazionale. È rottura, l’addio anticipato di un gioiello che ha detto no sul più bello.

Fonte Repubblica.it

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