Vlahovic e la pubalgia, l’incubo torna alla vigilia del mondiale

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È molto sottile, per Dusan Vlahovic, la linea di confine tra un semplice malanno e la riedizione di un incubo chiamato pubalgia. “Ha un’infiammazione al pube” è stata la spiegazione di ieri di Allegri, quasi a non voler ripetere quella parola terribile, per i calciatori e per i club: pubalgia. La conferma è arrivata con le convocazioni in vista del derby d’Italia con l’Inter: il serbo non figura tra i calciatori a disposizione di Allegri. Già lo scorso aprile il centravanti serbo iniziò ad avere un fastidio persistente in quella zona, stringendo i denti e sopportando per il bene suo e della squadra. Alla fine della stagione Vlahovic alzò bandiera bianca, si fermò sottoponendosi ad un intervento chirurgico per risolvere il problema. Eppure la pubalgia non è propriamente un “problema”, ma una conseguenza: postura, noie muscolari e articolari possono far insorgere questo fastidioso contrattempo. Questa sera contro l’Inter non ci sarà, decisione preannunciata ieri in conferenza stampa: “Se sta bene e mi darà la disponibilità verrà in panchina altrimenti è inutile portare un giocatore che non può giocare”. Il calvario di Vlahovic è ricominciato.

I dilemmi di Vlahovic tra Juve e Serbia

Al  termine della scorsa stagione, Vlahovic si è sottoposto ad intervento chirurgico, saltando la fase finale di Nations League con la maglia della Serbia. Pur conoscendo il suo attaccamento per la maglia della nazionale, DV9 ha rinunciato all’atto conclusivo per il bene suo e, di conseguenza, della Juventus. Oggi la situazione è molto simile, anche se a differenza di sei mesi fa l’infiammazione non è ancora in stato avanzato: ecco perché nella scelta del calciatore non può essere sottovalutato l’imminente Mondiale, il primo da osservato speciale per lui. Vlahovic ha saltato la sfida con il Lecce dopo essere uscito dolorante dal match di Lisbona contro il Benfica, e da quel momento non è più rientrato in campo, saltando anche il Psg. Beffardo il destino, che ha rinviato ulteriormente la “reunion” con Chiesa in maglia bianconera: quando è arrivato Vlahovic, Chiesa si è infortunato mentre quando è tornato l’esterno è toccato al centravanti fermarsi. Con due partite da giocare, Verona e Lazio, i dubbi affollano la sua testa: mettere sotto sforzo il proprio fisico, in questo momento delicato, potrebbe compromettere il suo rendimento e la sua condizione atletica in vista del Mondiale, distante soltanto due settimane. Una di queste, però,  sarà decisiva per il prosieguo della stagione bianconera.

L’apporto fondamentale di Vlahovic, segna il 33% dei gol della Juve

I problemi di Vlahovic sono anche della Juventus. I bianconeri hanno l’ottavo attacco della Serie A con 18  gol segnati, un terzo dei quali realizzati dal centravanti serbo. Leader per gol realizzati ma anche per la capacità di trascinare i compagni, di suonare la carica e di non indietreggiare quando il clima si fa pesante in campo: un suo stop prolungato sarebbe pesante per Allegri e per la Juventus. Nei piani estivi del tecnico, Vlahovic è sempre stato il punto di riferimento centrale, il finalizzatore della manovra che sarebbe dovuta passare dai piedi di Pogba, Di Maria, Chiesa. Oggi, con il dubbio Vlahovic, l’unica certezza è proprio l’esterno azzurro, che ha iniziato la stagione da infortunato ma ha recuperato con tutta la calma del mondo, vedendo paradossalmente cadere tutti i compagni uno dopo l’altro. A gennaio, quando si ricomincerà a giocare dopo il Mondiale, saranno nuovamente tutti a disposizione di Allegri: per quanto riguarda Vlahovic molto dipenderà dal suo impegno in Qatar, da come ritornerà dalla rassegna mondiale. Intanto oggi non sarà neanche in panchina, terzo forfait da quando i fantasmi del recente passato sono tornati a bussare alla sua porta.

Fonte Repubblica.it

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