Vincere contro gli scettici e la critica: la motivazione in più del Milan

MILANO – Vincere contro l’Inter, ma anche contro gli scettici e la critica: è la motivazione in più del Milan nel derby infinito. La squadra non perde in campionato da 12 partite e più di 3 mesi. L’ultima volta, come ricordano ancora indispettiti a Milanello, fu il 17 gennaio a San Siro: 2-1 per lo Spezia, nato dal fischio improprio dell’arbitro Serra, che ignorò la regola del vantaggio un attimo prima del gol di Messias. Ma il vero dispetto dei giocatori e di Pioli, in attesa che il sospirato recupero dell’Inter col Bologna scriva una classifica non più virtuale, è per il fatto che pochi riconoscono il loro diritto di sentirsi legittimi candidati per lo scudetto, quasi che le 19 giornate trascorse in testa, 9 in coabitazione e 10 da solo, fossero il frutto del caso e non del gioco e che i 74 punti alla trentaquattresima giornata (5 in più dello scorso campionato) non fossero l’effetto tangibile di una crescita tecnica e tattica: “Nessuno, da due anni, in Italia gioca bene come noi”. Il dispetto di squadra e allenatore è accresciuto da una circostanza per nulla accessoria: la maggioranza delle avversarie della serie A in genere ha regredito, soprattutto la fascia più altolocata, rispetto alla scorsa stagione.


Corsa Scudetto: il calendario di Milan, Inter, Napoli e Juve

  recupero 35a giornata 36a giornata 37a giornata 38a giornata
Milan 74 pt Fiorentina VERONA Atalanta SASSUOLO
Inter 72 pt BOLOGNA
(27 aprile)
UDINESE Empoli CAGLIARI Sampdoria
Napoli 67 pt Sassuolo TORINO Genoa SPEZIA
Juve 66 pt Venezia GENOA Lazio FIORENTINA

In maiuscolo le partite da giocare fuori casa

Classifica Serie A | Marcatori | Calendario completo Serie A


 

Maldini e la lezione della storia

Anche Maldini, che oggi è il dirigente sportivo più alto in grado ma resta ovviamente la memoria storica del club, ha sposato la tesi della sottovalutazione altrui come stimolo supplementare: “All’inizio della stagione c’era chi non ci dava nemmeno tra le prime quattro. Noi dobbiamo usare questo come stimolo, anzi lo abbiamo usato e lo stiamo usando come stimolo. Io sono molto orgoglioso di questa squadra e dei nostri tifosi”. Ma nel suo consuntivo parziale dell’annata c’è soprattutto un altro punto fondamentale: i treni per lo scudetto non passano spesso per nessuno – in media uno ogni dieci anni – ed è bene prenderli al volo: “Il Milan negli ultimi vent’anni ha vinto due scudetti, e stiamo parlando del Milan. Non possiamo farlo passare come un obiettivo banale. Dobbiamo crederci fino in fondo. In effetti, se siamo arrivati qui a giocarcelo, è perché ci abbiamo sempre creduto, anche se non lo comunicavamo all’esterno. Quando ti capita l’occasione, devi provarci fino in fondo. Sarebbe un risultato incredibile”.

Il segreto di Pioli: “Allenare la qualità per vincere sempre”

La ricetta per lo scudetto è una sola: continuare a giocare bene fino all’ultima giornata. A Roma contro la Lazio, oltre a produrre occasioni corpose e in grande quantità, i discepoli di Pioli hanno ritrovato proprio la qualità del gioco. Prima sbagliavano troppo, in passaggi e in tiri. Non è un caso che la precisione, anche ad alti ritmi e ad alta velocità, sia l’ingrediente più invocato da Pioli durante gli allenamenti ad hoc a Milanello. “Alleniamo la qualità”, è infatti l’ossessivo mantra, da circa un mese. Alla sensazione di non essere più padrone del proprio destino, perché lo scudetto dipende dai risultati dell’Inter, il Milan non si è abituato e non fingerà che quella di Bologna sia una partita banale. Pioli, dopo la vittoria con la Lazio, si è più che mai convinto che sia necessario non avere rimpianti. Per questo ha ribadito la più essenziale delle tabelle possibili: battere Fiorentina e Atalanta in casa, Verona e Sassuolo in trasferta. E sfruttare il vantaggio di giocare 4 sole partite, rispetto alle 6 dell’Inter. La finale di Coppa Italia dell’11 maggio con la Juventus è un obiettivo in più, ma anche una spesa di energie fisiche e nervose. Quelle che il Milan può indirizzare unicamente sulla gara per lo scudetto.

Vincere contro gli scettici e la critica: la motivazione in più del MilanFonte Repubblica.it

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