Viktoria Plzen-Inter 0-2: Dzeko e Dumfries firmano il successo nerazzurro

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Viktoria Plzen-Inter 0-2: Dzeko e Dumfries firmano il successo nerazzurro

PLZEN – Ne mancano sette. Se le previsioni di Simone Inzaghi sono esatte, per accedere agli ottavi di finale di Champions all’Inter serviranno almeno dieci punti. Realisticamente, altri tre dovrà strapparli il 26 ottobre prossimo a San Siro al Viktoria Plzen, battuto 2-0 in Boemia senza troppi patemi, squadra arrendevole e senza idee, arroccata a difesa della propria area in modo scolastico e spesso pasticcione. Aggressivi nelle dichiarazioni della vigilia, i cechi in campo si sono dimostrati tutto il contrario. L’Inter così ha avuto buon gioco a mettere in mostra tutto quello di cui è capace, e che nel passato recente sembrava avere dimenticato: possesso palla superiore al 70 per cento, incessanti cross dalle fasce, due gol rotondi e perfetti, uno per tempo, entrambi plasmati dalla manovra collettiva. L’1-0 lo ha segnato Dzeko, che qui è vissuto come un incubo, avendo in passato strapazzato il Viktoria Plzen già con le maglie di Manchester City e Roma. Il 2-0, nella ripresa, lo ha fatto Dumfries. Un gol da punta vera, come gli capita di farne quando è in serata.

<< La cronaca della partita >>

Questa nuova Inter, scesa in campo con solo quattro giocatori della squadra che due stagioni fa ha vinto lo scudetto, sembra avere finito il periodo di rodaggio. I nuovi arrivati sono ormai bene intrecciati alla trama che già c’era. Ce n’è abbastanza quantomeno per sognare di potere superare quello che correttamente Inzaghi ha definito “il girone più duro di tutta la Champions”. Oltre a battere di nuovo il modesto Viktoria, dovrà cavare in qualche modo altri quattro punti dalle due gare col Barcellona ed eventualmente dal proibitivo ritorno alla Allianz Arena di Monaco, moderno Colosseo in terra bavarese. In ogni caso, la sconfitta a Milano con la squadra di Nagelsmann con ogni probabilità metterà l’Inter nella condizione di essere svantaggiata negli scorsi diretti in caso di parità. La missione è quindi ancor più contenere i blaugrana di Lewandowski, impedendo loro di schizzare in testa al gruppo.

Dopo gli scivoloni con Lazio e Milan, tutte le risposte che Inzaghi cercava le ha avute, e sono state positive. Ogni azzardo è stato premiato. Dopo l’ottima prestazione di Handanovic col Torino in campionato, la buona serata di Onana conferma che l’alternanza fra portieri può funzionare. Almeno per ora, poi si vedrà. Acerbi in mezzo alla difesa ha gestito con autorevolezza, tenendo alto il gioco quando toccava a lui portar palla e concedendosi il divertimento di una semirovesciata alla Ibra. Tanto Gosens quanto Mkhitaryan sono parte del gioco. Il tedesco, come ai tempi dell’Atalanta, quando serve sa occupare l’area. L’armeno mostra quelle giocate per cui è stato portato a Milano. Menzioni d’onore anche per Brozovic, calato nel ruolo di capitano, e Barella, che dopo qualche partita così così è tornato a essere un tornado. Per cercare di contenerne la furia, il goffo centrocampista Bucha ha dovuto intervenire con il piede a martello: l’arbitro ha prima generosamente estratto il cartellino giallo e poi, richiamato al Var, lo ha sostituito con il rosso.

Inzaghi fa i complimenti ai suoi: “Hanno reso semplice una gara che non lo era”. E con un Dzeko così, guardando alla gara di domenica a Udine, non si dispera all’idea di non potere schierare Lukaku: “Rientrerà dopo la sosta delle nazionali. Di volta in volta sceglierò che coppia d’attacco migliore”. Il pelo nell’uovo è stata la partita opaca di Correa, che ha sì servito l’assist del primo gol, ma che è ancora in cerca del suo posto nel gioco interista. Così come in cerca di futuro resta l’Inter, sulle voci di cambio di proprietà è tornato l’ad Marotta: “Sono situazioni che passano sopra la nostra testa e sono in ballo da due anni, la decisione verrà presa dalla famiglia Zhang che ha rispetto della storia dell’Inter e per questo sono tranquillo”.

Viktoria Plzen-Inter 0-2 (0-1)
Viktoria Plzen (4-2-3-1): Stanek; Havel (31′ st Holik), Hejda, Pernica, Jemelka; Kalvach (31′ st Ndiaye), Bucha; Sykora (26′ st Jirka), Vlkanova (39′ st Cermak), Mosquera; Chory (26′ st Bassey) (13 Tvrdon, 16 Jedlicka, 3 Tijani, 6 Pilar). All.: Bilek.
Inter (3-5-2): Onana; Skriniar, Acerbi, Bastoni (19′ st D’Ambrosio); Dumfries, Barella (26′ Gagliardini), Brozovic (39′ st Asllani), Mkhitaryan (26′ st Calhanoglu) Gosens; Dzeko, Correa (26′ st Lautaro) (1 Handanovic, 21 Cordaz, 6 De Vrij, 12 Bellanova, 32 Dimarco, 36 Darmian). All.: Inzaghi.
Arbitro: Scharer (Svizzera).
Reti: nel pt 20′ Dzeko; nel st 25′ Dumfries.
Angoli: 6-3 per l’Inter.
Recupero: 0′ e 3′.
Espulso: Bucha per gioco falloso.
Ammoniti: Sykora, Kalvach, Jemelka e Gagliardini per gioco falloso, Bastoni per proteste

Fonte Repubblica.it

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castigamatti
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castigamatti
2 mesi fa

1) sul gol di dumfries il passaggio di dzeko passa tra le gambe di un difensore, quindi passaggio fortunato per uan 20ina di cm
2) dzeko si é mangiato un gol davanti al portiere con il suo solito tiro smortino rasoterra da “dama della caritá con l’influenza”.
riusciremo a vedere una volta un tiro di dzeko potene all’incorcio?
3) dumfries corre, corre ma poi solo davanti al portiere rischia di farselo parare…
sta imparando a tirare le ciabattate telefonate di dzeko invece di imparare i tiri all’incrocio di barella o calhanoglu
4) correa é una larvetta slavata. non ha grinta, non conclude e ci impiega due stagioni per girarsi in area e fare un passaggio.
5) era il plzen. bisognava fare almeno 4 gol. fosse stata soltanto una squadra di serie a sarebbe finita 0 a 0
6) se vedere la realtá significa essere disfattisti, allora sono contento di essere disfattista…