Verona-Milan 1-2: i rossoneri rischiano grosso, poi ci pensa Tonali

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Verona-Milan 1-2: i rossoneri rischiano grosso, poi ci pensa Tonali

L’Italia non è il Paese del Bentegodi, disse qualche anno fa il presidente di un noto club di serie A sulla porta dell’ascensore dell’allora Lega calcio: intendeva dire a modo suo che era ora di finirla con certi giocatori stranieri mediocri pagati oltre il lecito. Però il Bentegodi è lo stadio di Tonali. Quello strafalcione assurto ad aforisma è tornato alla mente, riveduto e corretto, quando il giovane calciatore italiano che più è progredito nell’ultimo biennio, essendo tra i pochi sopravvissuti all’ulteriore invasione esterofila anche grazie alla palese dimensione internazionale acquisita grazie alla Champions, ha affondato il Verona per il secondo anno di seguito, al culmine di un contropiede che sommava tutte le virtù sue e del Milan:  la tenacia, la voglia di vincere, l’impeto, l’intuito. Fiondandosi in area per scagliare in porta il diagonale in corsa del 2-1 sull’imbucata di prima di Rebic, imbeccato a sua volta da Leao nella veste occasionale di regista arretrato, l’erede ancora virtuale di Franco Baresi – tutti e due lombardi, nati a quarant’anni esatti di distanza l’uno dall’altro – non ha soltanto cavato dagli impicci la sua squadra, che molto ha faticato per vincere una partita in teoria scritta. Tonali, che nel finale si è avvicinato alla doppietta dello scorso anno propedeutica allo scudetto, ha  soprattutto scritto la continua scalata alla classifica. Il tentativo di aggancio al Napoli, a conclusione troncone di campionato prima della sosta per il Mondiale, proseguirà già sabato nel duello di San Siro col Monza di Berlusconi e Galliani, amarcord più suggestivo che felliniano.

<<La cronaca della gara>>

Intanto i milanisti in trasferta nello stadio degli antichi dolori (i due famosi scudetti smarriti da Rocco e Sacchi) hanno celebrato il loro nuovo eroe con la dovuta enfasi canora. L’approdo favorito pure dal caso (quando Tonali ha segnato, stava per essere sostituito da Messias)  non è stato per nulla semplice contro l’ex Bocchetti, trentacinquenne neofita della panchina che ha saputo trasmettere carattere e organizzazione al Verona ereditato da Cioffi, pur senza stravolgerne tattica e interpreti, con l’eccezione del ripescato difensore Magnani.

L’avvio pareva suggerire la goleada, visti il rapido 1-0 su classica fuga di Leao con scalognata autorete di Veloso e il quasi immediato 2-0 sprecato da Giroud. Invece, complice l’assetto ultraoffensivo con la ripetizione della mossa più spregiudicata di Pioli, la conversione di Theo Hernandez in mezzala e il frequente allargamento di Tomori sulla fascia sinistra in fase di costruzione, gli scompensi del Milan negli annessi scivolamenti hanno favorito il pari: da destra a sinistra il pallone è arrivato a Gunter terzino d’ala liberissimo, sul cui diagonale è stata fatale la deviazione di Gabbia.

Né il seguito della partita incoraggiava i propositi del Milan, in cui Pioli aveva azzardato il lancio dal primo minuto di Adli: l’ex oggetto misterioso, schierato trequartista per dare riposo a Bennacer, è or un po’ meno misterioso, ma ha fallito l’occasione, suggerendo via via la piena metamorfosi con i graduali innesti di Rebic, Origi, Pobega e dello stesso Bennacer, decisivo non meno di Thiaw nel finale (salvataggio a corpo morto su Depaoli). Stavano funzionando di più le mosse di Bocchetti: il centravanti di scorta Piccoli, appena entrato, ha colpito la traversa di testa. Poi, quando ormai il 3-4-3 di Pioli sanciva l’offensivismo spinto, ha deciso tutto Tonali, la cui chiosa è perfetta: “Vincere partite come questa è fondamentale. Noi lo sappiamo meglio di tutti”.

Verona-Milan 1-2 (1-1)
Verona (3-4-2-1): Montipò, Hien, Gunter, Magnani (25’st Kallon), Depaoli, Tameze (20′ st Hongla), Veloso, Faraoni, Hrustic (9′ st Piccoli), Verdi (25′ st Cabal), Henry (20′ st Djuric). All: Bocchetti.
Milan (4-2-3-1):  Tatarusanu, Kalulu, Gabbia, Tomori, Hernandez, Krunic (15′ st Pobega), Tonali, Diaz (1′ st Rebic), Adli (15′ st Bennacer), Leao (37′ st Thiaw), Giroud (1′ st Origi). All: Pioli
Arbitro: Massa di Imperia
Reti: nel pt 9′ Veloso (autorete), 19′ Gunter, 36’st Tonali Angoli: 8-3 per il Verona
Recupero: 1′ e 5′
Ammoniti: Bocchetti per proteste, Magnani, Hongla, Faraoni, Rebic e Theo Hernandez per gioco falloso Spettatori: 22.000.

Fonte Repubblica.it

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