Venezia-Sassuolo 1-4: gli emiliani vincono la sfida dei rigori

Terza vittoria consecutiva per il Sassuolo che, dopo aver sconfitto Inter e Fiorentina, sbanca anche Venezia per 4-1 e sale a quota 39 punti in classifica. La gara si mette subito bene per gli emiliani che segnano con Raspadori dopo soli 2′. Quindi Berardi e Scamacca portano la squadra di Dionisi sullo 0-3 con due calci di rigore. Per i padroni di casa accorcia Henry. Nella ripresa altro penalty che il numero 25 ospite trasforma. Nel finale chance per i lagunari per accorciare, sempre dagli 11 metri. Ma Consigli dice di no ad Aramu. Il Venezia resta così inchiodato a quota 22 al terzultimo posto in classifica.

<< La cronaca della partita >>

Lampo Raspadori

Zanetti schiera il suo 4-3-1-2 con Vacca in cabina di regia affiancato da Fiordilino e Kiyine. Esordio sulla corsia di destra in difesa per Mateju, Svoboda viene preferito a Caldara. In attacco il duo Okereke-Henry supportato da Aramu. Dionisi risponde col suo classico 4-2-3-1 con due cambi fondamentali rispetto al solito: fuori Chiriches e Maxime Lopez, giocano Ayhan e Henrique. Non passano nemmeno due minuti e il Sassuolo segna: errore di Svoboda, Raspadori attacca centralmente, penetra in area e insacca. La squadra lagunare non è entrata in campo e gli ospiti sfiorano il bis quando Berardi serve Traore che rientra sul destro: rasoterra respinto da Romero.

Berardi e Scamacca di rigore, Henry accorcia

Il 2-0 arriva comunque quando l’arbitro Pairetto viene richiamato al Var per vedere un fallo di mano di Aramu su una punizione. Il direttore di gara assegna il calcio di rigore che Berardi trasforma. Al 25′ il Venezia accorcia ma il gol viene annullato per una posizione di offside da parte di Fiordilino sul cross di Aramu. Il Sassuolo torna in attacco e arriva un secondo calcio di rigore: ripartenza di Muldur, cross troppo profondo per Berardi che però cade a contatto con Romero in uscita. Sul dischetto stavolta ci va Scamacca che non sbaglia. Poco dopo la mezz’ora il Venezia accorcia veramente: scambio sulla destra tra Okereke e Mateju, e Henry schiaccia di testa alle spalle di Consigli. Il portiere ospite è invece bravissimo al 40′ quando salva di istinto su un colpo di testa ravvicinato di Mateju.

Ancora un rigore, ancora Berardi

Il primo tempo si chiude con un’altra rete annullata, stavolta al Sassuolo: Traore infila Romero con un rasoterra ma c’era fuorigioco. Comincia la ripresa e il Venezia ha una doppia occasione poco prima dell’ora di gioco quando Fiordilino ci prova col destro ma una deviazione di Ferrari salva. Si batte il corner e Svoboda di testa manda la sfera alta. Dopo un salvataggio di Romero su Traore, arriva il terzo rigore per il Sassuolo con Svoboda che scivola in area agganciando Raspadori. Sul dischetto torna Berardi che firma la doppietta personale. C’è anche il tempo per un quarto penalty, stavolta per i lagunari: Pairetto prima espelle Zanetti per proteste, quindi consulta il Var e punisce un fallo di Ayhan. Il rigore lo calcia Aramu ma Consigli si distende e para.

Venezia-Sassuolo 1-4 (1-3)
Venezia (4-3-1-2): Romero, Mateju, Svoboda, Ceccaroni, Haps, Fiordilino, Vacca (29′ st Tessmann), Kyine (19′ st Ampadu), Aramu (41′ st Sigurdsson), Okereke (41′ st Nani), Henry (dal 29′ st Nsame) (1 Maenpaa; 13 Modolo, 19 Ullmann, 31 Caldara; 33 Crnigoj). All. P. Zanetti
Sassuolo (4-2-3-1): Consigli, Muldur (37′ st Ruan), Ayhan, Ferrari, Kyriakopoulos, Frattesi (37′ st Harroui), Henrique, Berardi (45′ st Magnanelli), Raspadori, Traorè (45′ st Ceide); Scamacca (27′ st Defrel) (24 Satalino, 56 Pegolo; 13 Peluso, 70 Paz; 11 Ciervo; 7 Oddei). All. A. Dionisi
Arbitro: Luca Pairetto di Nichelino
Reti: nel pt 2′ Raspadori, 17′ Berardi (rig.), 30′ Scamacca (rig.), 35′ Henry; nel st 26′ Berardi (rig.)
Recupero: 2′ e 5′
Angoli: 8-6 per il Venezia
Espulsi: al 39′ st Zanetti per proteste
Ammoniti: Aramu , Vaccal, Scamacca Svoboda per gioco falloso; Fiordilino per proteste
Spettatori: 5732 (238 ospiti), per un incasso di 114.072,57 euro.

Venezia-Sassuolo 1-4: gli emiliani vincono la sfida dei rigoriFonte Repubblica.it

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