Udinese-Spezia 2-3: liguri matematicamente salvi

UDINE – Finisce con il mucchio selvaggio di maglie nere e bianche che si abbracciano. Finisce con il capolavoro dell’allenatore che non ci doveva essere, esonerato, poi no, riabilitato, nel ruolo e dai risultati. Lo Spezia porta il mare a Udine, una marea di tifosi festanti che cantano la loro gioia per 90′ e recupero. Bello e meritato. Un capolavoro di pane e coraggio. Di fatica e forza di gruppo. La puntata decisiva ha per protagonisti quel Manaj che oltre il 90′ sbaglia un rigore, ma che è protagonista assoluto del match; quel Kiwior che davanti alla difesa è un frangiflutti inespugnabile; quel Amian che toglie il dominio di fascia alle zebrette. Il resto è un concentrato di forti motivazioni, il succo che non c’è nella bibita insapore dei ragazzi di Cioffi, assenti in fondo giustificati, dopo una serie interminabile di belle prestazioni e di gioco convincente.  

<<La cronaca della gara>>

Le motivazioni fanno la differenza

Il primo tempo è dominato dalle motivazioni alte dello Spezia, rispetto a un’Udinese che ormai ha digerito il campionato. I liguri cercano il punto della matematica salvezza, ma anche qualcosa di più. Elo cercano – bravamente – facendo leva su una splendida collaborazione tra reparti, dialoghi stretti e precisi; sull’arrivare sempre per primi sul pallone conteso, segno che evidenzia la diversità in cui le squadre si calano nella parte. Alzarsi dai blocchi con destrezza e grinta è marchio di fabbrica per il gruppo di Thiago Motta, ma stavolta – dopo una flessione fisiologica nel ritmo nella parte centrale del tempo – lo Spezia trova ancora molta intensità applicata alla qualità nella parte finale del tempo, per rovesciare l’equilibrio della gara. Parte subito bene Manaj che al 9′ salta Marì e invita al tiro Agudelo, Silvestri ribatte distendendosi. La replica è immediata, un minuto dopo, dialogo stretto in area spezzina tra Udogie e Pereira e Pussetto con cross dal fondo di Pereyra senza destinatario. Un errore di Kiwior, minuto 17′, consente all’Udinese di invitare al tiro Pussetto, la conclusione non prende il giro giusto e finisce fuori. Un istante dopo Nuytinck in versione Klaus DiBiasi in area spezzina si becca il giallo per simulazione dall’ottimo arbitro Aureliano.

Molina illude i friulani

Al 26′ il match si stappa. Deulofeu effettua un cross dal fondo alla sua maniera, d’effetto, Udogie sul secondo palo incorna e chiede un gol sulla smanacciata di Provedel (ma la palla non è entrata), particolare che – forse – deconcentra Maggiore il cui rinvio finisce proprio su Udogie e da questi sui piedi di Molina, la cui giocata a giro si infila sotto l’incrocio opposto. Uno a zero. E’ un curioso evento, l’infortunio di Reca, che consente allo Spezia di trovare il genio della lampada e cambiare il corso della partita. 

Ferrer, il genio della lampada

Un genio catalano, quello pescato per caso da Motta. Salva Ferrer, a sinistra, cioè dalla parte non abituale, al 35′ fila via, alza la testa e vede Verde sul palo opposto, palla al bacio, Udogie è al bar, e l’1 a 1 è servito di volèe (per Verde ottavo gol stagionale).  In chiusura di tempo il terzino per caso si ripete: in scivolata contende la palla e la vince su Mari – in area di rigore – premia il taglio di Gyasi, la cui giocata è splendida, veronica e diagonale vincente sul palo lontano. Sorpasso. Tutto molto bello, avrebbe detto il furlan Bruno Pizzul. 

Maggiore, gol da kot 

In avvio di ripresa, quando l’Udinese deve ancora impostare la risalita, subito il tris spezzino crea un solco profondo, insuperabile per una squadra le cui energie mentali sono in riserva: la fascia su cui lo Spezia costruisce il suo sogno è la stessa, la sinistra, dove stavolta è Verde a filtrare per mettere un cross basso, dove c’è Maggiore, sul primo palo, dimenticato davanti a Silvestri: piattone non assorbito e palla in gol: 1 a 3. In piena trance agonistica, un minuto dopo, Verde cerca la “bicicletta” su cross di Gyasi, lisciando di pochissimo la sfera da bustina di figurine. 

Udinese non pervenuta. 

L’Udinese non c’è più, Cioffi cerca energie mentali e voglia con Nestorovski e Samardzic prima (53′), con Soppy e Arslan dopo, ma non c’è nulla da fare. Ci vuole più voglia dell’ospite, mission impossible. Pochi i guizzi furlan nella seconda parte di gara, quasi tutti firmati da Molina che prima impegna Provedel (53′) poi cicca due volte da posizione ravvicinata, prima al volo e poi di testa, su traversoni del solito Deulofeu. Lo Spezia è un paguro chiuso nel suo guscio, il predatore di casa trova sempre la conchiglia ben chiusa.  Thiago Motta fa persino debuttare il 19enne Bertola, per alzare la trincea a fianco del superlativo Kiwior, mentre Manaj, lotta su ogni pallone con impegno esemplare. L’Udinese è sistematicamente anticipata, specie sui lati dove ha costruito le sue fortune.  Anche Cioffi lancia un giovane, il corato Benkovic, un’altra torre. 

 Occhi verso al cielo

L’area di Provedel sembra cristallizzata, il match finito, invece… occhi rivolti al cielo per le emozioni finali. In cielo finisce il rigore di Manaj fischiato da Aureliano per spintone malizioso di Benkovic su Kovalenko, in cielo si arrampica Marì per incornare il cross del solito Deulofeu, al 93′. Ma la sabbia nella clessidra è finita e la festa spezzina, con un turno di anticipo, può cominciare.  

Udinese (3-5-2): Silvestri; Perez, Marì, Nuytinck (41′ st Benkovic); Molina, Pereyra (30′ st Arslan), Walace, Makengo (8′ st Samardzic), Udogie (30′ st Soppy); Pussetto (8′ st Nestorovski), Deulofeu. All. Cioffi.
Spezia (4-2-3-1): Provedel; Amian, Erlic, Nikolaou, Reca (29′ pt Ferrer); Maggiore (37′ st Salcedo), Kiwior; Verde (22′ st Antiste), Agudelo (22′ st Bertola), Gyasi (37′ st Kovalenko), Manaj.   All. Thiago Motta.
Arbitro: Aureliano di Bologna.
Reti: nel pt 26′ Molina, 35′ Verde, 47′ Gyasi; nel st 2′ Maggiore 49′ Marì.

NOTE: Angoli: 5 a 2 per l’Udinese. Recupero: 2′ e 3′. Ammoniti: Gyasi, Pereyra, Kiwior, Nuytinck e Arslan.

Spettatori 20 mila circa. 

Udinese-Spezia 2-3: liguri matematicamente salviFonte Repubblica.it

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