Udinese-Inter 3-1: Bijol e Arslan affondano in nerazzurri

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Udinese-Inter 3-1: Bijol e Arslan affondano in nerazzurri

UDINE – Il disastro dell’Inter, il trionfo dell’Udinese. Dopo Mourinho e la Roma, Sottil e i ragazzi terribili dell’Udinese mettono sotto anche Inzaghi e i nerazzurri. Un dominio fatto di corsa, fisico, idee, velocità d’esecuzione. Calcio, in una parola. Che per gli ospiti sarebbe stata dura lo aveva detto chiaro prima della partita Rodrigo Becao: “Siamo a casa nostra, qui comandiamo noi”. Poteva sembrare una sbruffonata, invece si è rivelata semplicemente una previsione corretta. Il 3-1 con cui i bianconeri sono volati in testa alla Serie A, in attesa dei match della sera, è  frutto di una gara in totale controllo: 20 tiri totali contro 14, di cui sei in porta a tre, e sette calci d’angolo a quattro. E a essere razionali c’era da aspettarselo. All’Udinese, che con quella di oggi ha messo in fila cinque vittorie consecutive, non capitava da otto stagioni di presentarsi contro l’Inter in vantaggio. A parzialissima giustificazione per i nerazzurri, si può osservare che erano reduci dalla lunga trasferta di Plzen. Ma le scuse per la squadra di Inzaghi finiscono qua: ha perso tre delle ultime quattro gare di campionato e si è dimostrata incapace di pareggiare le partite che non riesce a vincere.

<<La cronaca della gara>>

La sveglia di Barella e l’autorete di Skriniar

Nel primo tempo, pronti via, la partita è stata svegliata da un ceffone: Darmian fermato in qualche modo al limite dell’area, Brozovic e Barella alla battuta, pallonetto del sardo sopra alla barriera e gol. Una punizione alla Platini, aiutata anche dal fatto che Silvestri, evidentemente allergico al berretto con visiera, continuasse a stropicciarsi gli occhi per difendersi dal sole in faccia. Superato lo shock, l’Udinese ha ricominciato a palleggiare, con Delofeu e soprattutto Pereyra che hanno sistematicamente costretto i giocatori interisti al fallo. E così è arrivato il pareggio dei padroni di casa, al minuto 21′, su punizione calciata dallo stesso Pereyra, deviata da Skriniar. Per il fallo è stato ammonito Mkhitaryan e Inzaghi, per non rischiare di restare in dieci, ha fatto sedere in panchina tanto lui quanto Bastoni, che aveva preso un giallo, mettendo in campo Gagliardini e Dimarco. Nonostante i numeri in equilibrio – dal possesso palla ai tiri in porta – nel primo tempo l’Udinese ha complessivamente giocato meglio, soprattutto sulla fascia destra. In ombra invece Udogie.  L’Inter ha peccato di nervosismo in difesa, incertezze a centrocampo e qualche evitabile errore sulle fasce. Tanto Darmian quanto Dumfries hanno sprecato con cross senza senso né misura le azioni costruite con fatica.

Nella ripresa solo Udinese

Nel secondo tempo, molto presto, l’Udinese ha dilagato. Il gol di Dzeko in avvio è stato di fatto il canto del cigno degli ospiti, mai più in grado da lì in poi di far pensare di poter vincere. Ai cambi anticipati di Inzaghi, Sottil ha risposto mettendo in campo l’intelligente costruttore Samardzic per il solido distruttore Makengo, e le occasioni bianconere si sono moltiplicate. L’Inter è andata molto presto in affanno, Brozovic ha definitivamente perso il pallino del centrocampo, e la sostituzione del centravanti bosniaco con Correa ha tolto un punto di riferimento senza aggiungere nulla. Il palo ha salvato Handanovic su un bel tiro di Deulofeu. Il portiere sloveno ha in qualche modo salvato la porta su una botta da fuori di Walace. Ma da lì in poi la sua performance si è allineata a quella, pessima, della difesa interista. L’unico giocatore in palla fra i tre dietro, Acerbi, è stato sostituito al 24′ da De Vrij, che ha prima regalato corner all’Udinese e poi sulla battuta si è lasciato scappare Bijol che ha incornato in rete. Il 3-1 di Arslan su cross di Deulofeu nel finale, sempre di testa, ha certificato oltre ogni ragionevole dubbio la superiorità dei friulani. L’Inter, a causa della  pausa delle nazionali, avrà due settimane per leccarsi le ferite.

Udinese-Inter 3-1: Bijol e Arslan affondano in nerazzurriFonte Repubblica.it

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