Turchia-Italia 2-3: Cristante e doppietta di Raspadori, dagli azzurri qualche cenno di risveglio

Turchia-Italia 2-3: Cristante e doppietta di Raspadori, dagli azzurri qualche cenno di risveglio

KONYA – Mentre il Portogallo si guadagnava il Qatar, infilzando secondo logica la Macedonia del nord illogico killer del Mondiale azzurro, la Nazionale ha iniziato il suo nuovo esilio quadriennale dal torneo massimo con una vittoria in Anatolia, regione che sta sulla rotta per Doha, dove venerdì prossimo si svolgerà il secondo consecutivo sorteggio della malinconia. La circostanza geografica, più che alimentare i rimpianti per l’assurdo risultato di Palermo, ha trasformato l’amichevole turca nell’effettiva inaugurazione del Mancini bis, in cui la meglio gioventù del calcio italiano dovrà dimostrarsi all’altezza del compito che il ct le ha assegnato, nel discorso della sua ulteriore corona: riportare l’Italia tra le nobili del mondo. La prima è andata benino, non solo per i gol di Cristante (di testa su punizione di Biraghi) e Raspadori (sterzata e rasoterra nel primo tempo, controbalzo su sponda di Biraghi), che hanno ribaltato la precoce papera di Donnarumma (resistibile rasoterra di Under sotto le gambe dell’eroe di Wembley) e hanno reso vana la zampata in mischia di Dursun nel finale (ancora censurabile l’eroe, che però ha poi salvato la vittoria su Dursun stesso).

<<La cronaca della gara>>

L’esame, per quanto morbido sotto la pioggia di Konya che ha illanguidito più che altro la fragile difesa di Kuntz, ct tedesco della Turchia già assai criticato, l’hanno superato soprattutto Tonali e Raspadori, il che non è per nulla casuale. Se il centrocampista del Milan è diventato sia un regista verticale di sostanza sia il principale incursore potente, è infatti grazie all’apprendistato in Champions, che per sua stessa ammissione lo ha abituato a ritmi diversi dalla serie A. L’attaccante multiuso del Sassuolo ha invece confermato la predisposizione all’umiltà, che gli ha permesso di non smarrirsi, dopo un avvio titubante: ha fiuto per il tiro e per i duetti. Il terzo promosso della serata è Cristante, che non a caso Mancini considerava all’Europeo il più prezioso degli innesti per la sua capacità di entrare subito nei meccanismi del 3-2-5 offensivo, ma anche di adattarsi in fretta a qualunque altro sistema.

Rimandato Scamacca, pivot vitale ma inoffensivo al tiro, l’unico vero bocciato è dunque Zaniolo, che da ala destra del tutto marginale ha fatto rimpiangere assai Chiesa: l’assenza dello juventino è stata la causa oggettiva degli stenti dell’attacco dopo l’Europeo, visto che fino a ieri 3 dei soli 5 gol della squadra, escluso il fittizio 5-0 alla Lituania, erano nati da sue iniziative. Anche per Spinazzola si avverte nostalgia, malgrado Biraghi, qui rimpiazzo di Emerson, si sia industriato parecchio per assaltare la fascia sinistra.    

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 Degli avversari distratti, che la folla di Konya ha invano sospinto, il migliore si è confermato l’interista Çalhanoglu, stoppato dall’ondivago Donnarumma. Il passaggio di consegne tra capitani – dentro nel finale Bonucci, un saluto più affettuoso del solito dai compagni per Chiellini, quando al 31’ della ripresa ha lasciato il campo – è tra gli eventi a latere di un’esibizione durante la quale si è visto non poche volte Mancini imprecare in panchina per l’imprecisione dei suoi prodi. Il presidente della Figc Gravina ha presenziato, ma non parteciperà all’imminente comitato esecutivo Fifa a Doha (al suo posto il dg Brunelli). Sono parse estemporanee, non frutto di contestazione, le urla isolate di alcuni tifosi italiani (“dimettetevi”) a chiunque passasse nei dintorni.

Turchia-Italia 2-3 (1-2).
Turchia (3-4-2-1):
Bayindir; Kabak (9′ pt Ayhan), Demiral, Soyuncu; Muldur, Tokoz (18′ st Ozcan), Calhanoglu (33′ st Antalyali), R.Yilmaz (18′ st Dursun); Under, Akturkoglu (18′ st Kutlu); Unal (33′ st Sinik).All.: Kuntz.
Italia (4-3-3): Donnarumma; De Sciglio, Acerbi, Chiellini (32′ st A.Bastoni), Biraghi; Pessina (32′ Sensi), Cristante (32′ st Locatelli), Tonali; Zaniolo (1′ st Zaccagni), Scamacca (43′ st Belotti), Raspadori (44′ st Bonucci). All.: R.Mancini.
Arbitro: Jorgji (Albania).
Reti: nel pt 4′ Under, 35′ Cristante e 39′ Raspadori; nel st 24′ Raspadori e 38′ Dursun.
Ammoniti: Zaniolo e Muldur per gioco falloso.
Angoli: 6-4 per la Turchia.
Recupero: 1′ e 4′.
Note: spettatori 40.000 circa. Fonte Repubblica.it

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