Tra sindaci tifosi e colpi proibiti: Nizza-Marsiglia diventa un caso politico

PARIGI – “Un duello, però con rispetto”. Così titolava il giornale La Provence presentando qualche giorno fa il derby del sud tra Nizza e Marsiglia. Pessimo profeta. Dopo che domenica sera la partita di Ligue 1 è stata sospesa dall’arbitro per la maxi-rissa seguita all’invasione di campo dei tifosi di casa, le polemiche sono diventate politiche, la procura ha aperto un’inchiesta e mercoledì la Commissione disciplinare della Lfp, la Lega calcio francese, convocherà i due club per decidere se e come sanzionare loro, i singoli giocatori e le curve (in ballo c’è anche la convalida del risultato: il Nizza rischia ovviamente lo 0-3, il Marsiglia dovrebbe perdere a tavolino per non esser tornato in campo, ma si potrebbe anche rigiocare).  Dopo i lanci di oggetti nel primo tempo, al 75esimo minuto, con il Nizza avanti 1 a 0, il marsigliese Dimitri Payet è stato colpito alla schiena da una bottiglietta mentre stava per battere un corner. Rialzatosi, ha reagito riscagliandola contro gli ultras. È esplosa la bagarre, tra tifosi, giocatori e membri dello staff, e dopo un’ora e mezza d’interruzione l’incontro è stato definitivamente chiuso dall’arbitro – che era contrario alla ripresa ma ha dovuto seguire le istruzioni della Lega, consultatasi con il prefetto – quando si è capito che il Marsiglia non sarebbe tornato in campo. “Non ci sentivamo sicuri”, ha detto il capitano Steve Mandanda (tre suoi compagni sono rimasti feriti negli scontri).  

Sindaci contro

Il “match di pugilato”, come è stato chiamato, è continuato in tribuna, dove i presidenti delle due società sono quasi venuti alle mani, e poi in politica, dove i sindaci delle due città hanno gettato benzina sul fuoco con dichiarazioni da tifosi. Il socialista Benoît Payan, primo cittadino di Marsiglia, si è detto fiero dei “suoi” giocatori, che non si sono prestati alla “farsa” del ritorno in campo. Christian Estrosi, il suo omologo nizzardo, repubblicano, se l’è presa invece su Twitter con i dirigenti dell’Olympique de Marseille e ha esaltato il comportamento dei giocatori e dell’allenatore del Nizza. La Francia guarda inorridita. La ministra dello Sport Roxana Maracineanu ha definito gli incidenti “un insulto al calcio”, ha chiesto sanzioni e osservato che “quei tifosi non sarebbero mai dovuti entrare in campo”: “Vedere cose del genere già dalle prime partite con il ritorno del pubblico è penoso, è intollerabile”, ha detto, specificando che i responsabili della sicurezza sono le società padrone di casa.

Effetto Covid

In uno stadio quasi pieno (32mila spettatori) il calcio francese ha assistito così ad una scena umiliante proprio nei giorni in cui, con l’arrivo di Lionel Messi al Psg, cerca di fare il salto definitivo nell’élite dei campionati europei. Esperti e sociologi dibattono sulle ragioni del ritorno delle violenze degli ultras proprio in coincidenza con la riapertura degli stadi. “Si ha l’impressione che, in un contesto difficile a livello sanitario e sociale, lo stadio ha potuto fungere ancora di più da valvola di sfogo”, ha detto a Le Monde Nicolas Hourcade, sociologo dell’Ecole centrale di Lione, mentre c’è chi ricorda come le violenze non siano affatto nuove nel calcio francese: nel 2017 i giocatori del Lione vennero aggrediti dai tifosi del Bastia, e l’anno dopo toccò a quelli del Lille, minacciati dai propri stessi supporter. Ma anche quando, causa Covid, non si poteva andare negli stadi, gli ultras hanno trovato il modo di farsi sentire. Il 30 gennaio scorso 300 tifosi si sono ammassati fuori dal centro sportivo del Marsiglia per chiedere le dimissioni dell’allora presidente. Tirarono fumogeni e fuochi d’artificio, e alcuni arrivarono fino agli spogliatoi, provocando 87mila euro di danni.

Storia di una rivalità

E pensare che Marsiglia e Nizza non sono nemmeno particolarmente “nemiche”. È vero, le due città distano solo 200 chilometri. Nizza è una media cittadina ex savoiarda, Marsiglia è porto multiculturale. Le due città non si amano. Nel calcio, però, l’OM ha grandi tradizioni (9 campionati, 1 Champions vinta nel 1993 contro il Milan) e si sente rivale anzitutto di Psg e Lione. Mentre il piccolo Nizza ha conquistato i suoi unici scudetti negli anni 50, è stato in Ligue 2 fino agli inizi del 2000 e oggi ambisce a nuovi orizzonti grazie all’arrivo del miliardario britannico Jim Ratcliffe. Sono insomma soprattutto i nizzardi a sentire la rivalità con l’OM. Non sono però gli unici. Secondo l’edizione 2021 dello studio di Statista European Football Benchmark, il Marsiglia è la squadra più odiata di Francia.

Fonte Repubblica.it

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