Totti e la Roma, un flirt che sa di matrimonio: ma nessuno fa il primo passo

ROMA – Si sono conosciuti da qualche mese e per ora il loro è un semplice flirt. Se poi resteranno amici, inizieranno una storia o proveranno a sposarsi, è ancora presto per dirlo. Ma Francesco Totti e Dan Friedkin non sono (più) perfetti sconosciuti. Anzi, l’ex capitano della Roma è tornato a sentirsi a casa all’Olimpico. Ci aveva provato a fare il dirigente, ma convivere con Pallotta, l’uomo a cui imputava di averlo “fatto smettere” col calcio giocato – alla veneranda età di 40 anni e 8 mesi – era impossibile. Oggi alla Roma c’è una nuova proprietà: la famiglia Friedkin, con cui anche solo per il fatto di non aver nulla a che fare col vecchio proprietario, è scattata una simpatia immediata. Oggi Totti si sente coinvolto: ha avuto a novembre una lunga conversazione con Dan Friedkin, per mezzo interprete, allo stadio. È tornato a frequentare regolarmente l’Olimpico, da cui era mancato a lungo: i proprietari gli hanno offerto di occupare i posti in tribuna autorità immediatamente sotto i loro. Era, nelle intenzioni, un gesto di grande rispetto e così lo ha ricevuto Totti, consapevole che quelli siano i posti che si garantirebbero a un alto dirigente del club. E chissà che Francesco non sia tornato ad accarezzarla l’idea di quel ruolo, lasciato sbattendo la porta nell’estate del 2019, quando si sentiva scavalcato, persino umiliato, dalla scelta di un allenatore che non conosceva come Paulo Fonseca. Di certo, è tornato a parlare della Roma come di un “noi”.

Totti-Friedkin, chi fa la prima mossa?

E allora, cosa manca? In realtà, qualcuno che faccia la prima mossa. Perché la Roma dei Friedkin è in piena ristrutturazione aziendale: la parte sportiva però è molto strutturata, dopo la potatura operata dal general manager Tiago Pinto, e trovare un ruolo operativo per lui parrebbe complicato. Altrettanto difficile è dire se Francesco sia in attesa di una chiamata, “distratto” com’è da mille impegni, come la sua agenzia di agenti e scouting, il ruolo da testimonial per siti di scommesse e di ambassador di Digitalbits, lo sponsor di maglia della Roma. È stato questo il passo che lo ha riavvicinato alla Roma.

Totti a Tirana per la finale

Da dirigente, con la precedente proprietà, facevano effetto le sue assenze nelle trasferte della squadra (a Baku, per la Champions) o della dirigenza (a Londra, per riunioni programmatiche) a cui preferiva feste di compleanno o vacanze al mare. Oggi invece la Roma è un cliente con cui tratta i calciatori (ad esempio il 18enne Volpato), eppure è pronto addirittura a seguirla il 25 maggio a Tirana nella finale di Conference League. Come un tifoso, o forse di più. “Andremo lì vogliosi e combattenti fino alla fine”, ha detto, ammettendo che sì, ci sarà. Non solo ha parlato anche di errori arbitrali contro la Roma, e sembrava quasi di sentire parlare Mourinho.

Il rapporto con Mourinho

Ecco, Mourinho. Nonostante un giudizio severo sulla sua stagione (“Gli do cinque e mezzo”) Totti ha forse per la prima volta la sensazione che il club abbia scelto il migliore degli allenatori possibili. Ne condivide la visione, le idee, il modo di creare identificazione tra squadra e pubblico. Il carattere deciso. Tutti elementi che contribuiscono al suo rivvicinamento alla Roma. Quanto, lo dirà il tempo. E il finale di un flirt tra lui e la famiglia Friedkin che, a forza di sedersi vicini, potrebbe anche diventare qualcosa di più.

Totti e la Roma, un flirt che sa di matrimonio: ma nessuno fa il primo passoFonte Repubblica.it

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