Torino, Juric: “Siamo carichi e rabbiosi, contro il Genoa mi aspetto i tre punti”

Ivan Juric è pronto ad affrontare la partita del cuore. Domani al Grande Torino, inizio alle 18,30, i granata affrontano il Genoa che rappresenta il suo grande amore del passato, visto che ha difeso i colori rossoblù prima da giocatore (quattro stagioni con 111 presenze e un gol) e poi da allenatore. “A livello personale mi sto abituando ad affrontare il Genoa, semmai l’emozione la provo ancora quando mi capita di tornare a Marassi. Per il resto, in campo affronteremo una squadra che dispone di tante opzioni, di numerosi giovani interessanti e che sta bene” è l’avvertimento di Juric.

Bando alle emozioni, l’allenatore croato ha le idee chiare sulla sfida di domani sera, cui il Torino si approccia dopo le due sconfitte rimediate nel finale di gara contro Juve e Napoli: “Domani mi aspetto i tre punti: siamo carichi e rabbiosi, sappiamo di dover vincere, anche perché se non vinci poi le belle prestazioni si dimenticano in fretta e tutto diventa un problema”. Juric spiega anche quale sia la strada migliore per ottenere i punti: “Nel calcio sono sempre i progressi nel gioco che portano le vittorie; e noi siamo consapevoli che oggi giochiamo molto meglio rispetto agli anni passati”.

A proposito di formazione, il tecnico croato recupera Praet, deve ancora fare a meno di Pjaca e Verdi, e non ha ancora deciso se lanciare dal primo minuto Belotti: “Ci sto pensando – risponde -. Il Gallo non è ancora al meglio, vedo che ogni tanto ha bisogno di pause ma sta diventando una opzione seria sia dall’inizio che a partita in corso. L’importante in questa fase è che non si faccia di nuovo male e che continui a crescere”. Finora il campo ha parlato di un Toro tosto, coriaceo, che subisce poco ma che fatica a buttarla dentro: “Su questo incidono parecchie cose, e a Napoli mi è spiaciuto per Brekalo che in allenamento in quelle situazioni è un cecchino, fa sempre gol. Noi dobbiamo creare ancora di più sapendo che poi il recupero di giocatori come Belotti ci aiuterà molto perché in avanti molto dipende dalle qualità individuali degli interpreti”.

Fonte Repubblica.it

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