Torino-Inter 1-1: Sanchez risponde in extremis a Bremer tra le polemiche, ma per i nerazzurri la vetta è più lontana

Torino-Inter 1-1: Sanchez risponde in extremis a Bremer tra le polemiche, ma per i nerazzurri la vetta è più lontana

Torino-Inter 1-1: Sanchez risponde in extremis a Bremer tra le polemiche, ma per i nerazzurri la vetta è più lontana

TORINO – L’Inter ha guadagnato un punto in una partita in cui non me meritava nessuno, ma ne ha persi due nei confronti di chi lotta con lei per vincere lo scudetto. Con il pareggino artigliato da Sanchez tre minuti dopo il 90′ perde anche un po’ di credibilità, perché la mediocre prestazione si ricollega a quelle precedenti al successo sulla Salernitana, che visto a posteriori è stato forse troppo facile per essere vero. La sensazione è che i nerazzurri più di tutti si gioveranno dell’uscita dall’Europa: la squadra ha bisogno di prendere fiato, e confidenza con se stessa. “Per lo scudetto serve un approccio diverso – ammonisce Inzaghi – . Non c’è una favorita, siamo in tante lì a giocarcela. La stanchezza non basta come attenuante”.

<<La cronaca della gara>>

A Torino, l’Inter ha rischiato di perdere per mancanza di energie, difetto che l’energico Toro – imbufalito con l’arbitro per un rigore negato a Belotti – non perdona mai, ma anche per mancanza di un piano B, sia per l’incapacità di Inzaghi di sottrarsi a un trappola tattica per altro preventivabile (la marcatura di Buongiorno su Barella) sia per quella di rimediare al brusco calo di rendimento se solo manca un titolare. Stavolta addirittura due, De Vrij e Brozovic: un deficit cui squadra e allenatore non sono abituati, visto il numero ridotto di infortuni finora.

L’Inter è un meccanismo che non prevede l’imprevisto, tant’è che ogni intoppo lo dissesta e ieri in qualità di intoppo c’erano sì le assenze ma prima di tutto la piega che la partita ha preso e che i nerazzurri non hanno saputo né spiegare né stirare, se non nell’arrembaggio finale. Non è stato il gol di Bremer (tocco sotto misura tra interisti imbambolati) a cambiare il corso della serata perché quel corso l’avrebbe imboccato comunque, visto il modo di stare in campo del Toro e quello dell’Inter. Juric ha francobollato i suoi uno a uno sull’avversario designato. Inzaghi lo sapeva (all’andata era stata la marcatura su Vidal a mandargli in tilt gli schemi) e c’è ricascato.

Dati per scontati i testa a testa tra gli esterni e tra difensori e attaccanti, è stato di nuovo il depistaggio dello stopperone Buongiorno su Barella a irrigidire il gioco dell’Inter, incapace di modificare la propria ripetitività. Tallonato per ogni dove, il sardo s’è innervosito, ha sbuffato, s’è sbracciato ed è rimasto isolato dai compagni, ognuno dei quali aveva per altro addosso la sua bella gatta da pelare. Liverpool dev’essere stata una faticaccia perché l’Inter ci ha messo un secolo ad adattarsi ai ritmi che il Torino aveva imposto e nel frattempo s’è trovata sotto di un gol (e Handanovic ne ha evitati altri, mentre nella ripresa ci saranno grandi sciali di Brekalo), in difficoltà tattica e persino con la coscienza sporca per un clamoroso rigore negato ai granata, che non hanno ancora avuto un penalty a favore, per un evidentissimo sgambetto di Ranocchia a Belotti. “Ennesima situazione in cui siamo stati penalizzati, questa è completamente inspiegabile”, dirà Juric.

L’episodio ha tenuto in piedi l’Inter, mentre il Toro è stato tenuto in vantaggio da Berisha, finalmente titolare al posto dell’estemporaneo Vanja Milinkovic e autore di quattro eccellenti parate (due per tempo: Lautaro, Ranocchia, Dimarco, Vidal). Con i cambi, Inzaghi ha perlomeno meno restituito freschezza alla squadra e il finale con il tridente ha squadernato il Toro, che s’è fatto raggiungere in pieno recupero da una combinazione Dzeko-Sanchez nella prima circostanza in cui è stato pescato con la difesa aperta: all’origine del tutto, una palla banalmente persa da Sanabria. Un vizio, visto che è la sesta volta che i granata prendono un gol decisivo negli attimi finali. C’è invece da approfondire le indagini sulle attuali virtù dell’Inter.

Torino-Inter 1-1 (1-0).
Torino (3-4-2-1):
Berisha; Djidji (6′ st Izzo), Bremer, Buongiorno (31′ st Rodriguez); Singo (31′ st Ansaldi), Lukic (37′ st Ricci), Mandragora, Vojvoda; Pobega, Brekalo; Belotti (37′ st Sanabria). All.: Juric.
Inter (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Skriniar, Bastoni (1′ st Dimarco); Darmian, Barella, Vecino (23′ st Vidal), Calhanoglu (31′ st Correa), Perisic (1′ st Gosens); Dzeko, Lautaro (23′ st Sanchez). All. S.Inzaghi.
Arbitro: Guida di Torre Annunziata.
Reti: nel pt 12′ Bremer; nel st 48′ A.Sanchez.
Angoli: 4-3 per l’Inter.
Recupero: 1′ e 5′.
Ammoniti: Bastoni, Ranocchia, Izzo, Dimarco, Gosens per gioco falloso, Barella per proteste, dalla panchina Juric per proteste Note: spettatori 15.363, per un incasso di 470.824 euro.

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Fonte Repubblica.it

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