Thomas Tuchel: “Tra il Chelsea e Lukaku finora non ha funzionato. I guai di Abramovich restano lontano”

Thomas Tuchel: "Tra il Chelsea e Lukaku finora non ha funzionato. I guai di Abramovich restano lontano"

COBHAM (INGHILTERRA) — Il tormentone Lukaku e il rapporto con lui, le conseguenze dei guai di Abramovich sul Chelsea, la furia e la notte insonne dopo il disastro contro il Real mercoledì sera in Champions che ha seguito di pochi giorni il crollo (1-4) con il Brentford. Thomas Tuchel è l’allenatore del Chelsea campione d’Europa e del mondo, ma anche un personaggio raro nel calcio di oggi: mai evasivo, risponde (quasi) sempre nella maniera più franca e argomentata possibile. Del resto, tre sere fa, dopo il flop contro Ancelotti, era così sconcertato che ha criticato la squadra, accusando: “Inutile andare a giocarsi il ritorno dei quarti a Madrid”. “Ma io sono così”, dice il 48enne allenatore tedesco ad alcuni giornalisti inglesi e a Repubblica, a margine della conferenza stampa al centro sportivo dei blues, a Cobham, pre match di sabato contro il Southampton in Premier League. “Fatico a nascondere le emozioni e ciò che penso”. 

Tuchel, ha ancora i fantasmi della serataccia di mercoledì?
“Sono stato sveglio tutta la notte dopo la partita. Me la sono rivista in tv, mangiando cioccolata, mentre prendevo appunti. Ma ero così furioso che ogni tanto ho dovuto fare una pausa in cucina. La mattina dopo mi sono svegliato. Ho rivisto il match”. 

E cosa è successo?
“Ero di nuovo una furia”.

Come si spiega una performance così disastrosa?
“L’ho capito dal primo minuto. Non occupavamo gli spazi, né facevamo i movimenti giusti. Abbiamo difeso male, attaccato male, non abbiamo mai preso il giusto ritmo né l’intensità. Spesso fuori posizione, abbiamo sbagliato cose elementari, come il terzo gol subito. Diverse prestazioni individuali non sono state all’altezza. Sono rimasto molto sorpreso. Ma capita”.

E la squadra come ha reagito alla sua furia?
“Ieri l’ho detto ai ragazzi. In genere discutiamo. Stavolta ho parlato solo io. Ho cercato di dare una scossa. Non è normale giocare così contro il Real Madrid. Non è normale. Ero deluso e arrabbiato. Ma supereremo questo momento”.

Come hanno reagito i giocatori? Alcuni come Kanté e Lukaku sembrano fuori forma.
“Hanno reagito bene ma ora me lo devono dimostrare. Ngolo è in ramadan e questo lo ha un po’ indebolito. Romelu ha un fastidio al tendine di achille. Ma non sono i soli, e ciò influisce sul gruppo. Capita di essere sfiniti: siamo la squadra che ha giocato più partite e supplementari nell’ultimo anno. Forse ci è mancata la lucidità e la mentalità di lottare su ogni palla. Ma bisogna superare la stanchezza, anche mentale. Perciò mi sono fatto sentire: a porte chiuse e a mente fredda le critiche sono migliori. Ma non cercavo colpevoli. Amo questo club e i giocatori”.

Anche Lukaku? Il suo arrivo è sembrato destabilizzante, sia dal punto di vista tattico che per suoi comportamenti.
“Non possiamo dare la colpa a Romelu. Tra l’altro, è entrato sull’1-3, anche se poi ha fallito una buona occasione. Lukaku non ci ha destabilizzato. È un professionista e di recente si è allenato molto bene. L’abbiamo comprato perché credevamo e ancora crediamo in lui. Certo, sinora il “matrimonio” non è andato bene. Bisogna ammetterlo. Ma quest’anno abbiamo vinto il Mondiale per club, siamo arrivati in finale di Coppa di Lega, siamo terzi in campionato e ancora ai quarti di Champions. Non è finita. Nel calcio tutto può cambiare in un attimo. Lo stesso per la stagione di un attaccante come Romelu”.

Quindi non più è così pessimista per il ritorno di martedì a Madrid?
“Sono molto realista. Almeno non c’è più la regola dei gol fuori casa. Certo, non ricordo chi ha segnato tre gol al Bernabeu di recente”.

Beh, la Juventus qualche anno fa. Prima del rigore di Ronaldo al 97′.
“Ah sì. Sarà difficilissimo. Certo, nel calcio niente è impossibile. Ma non voglio essere trascinato nella retorica del miracolo”. 

La preoccupano i casi di Jorginho in scadenza di contratto, e Kanté l’anno prossimo?
“Sono situazioni da evitare. Anche Rudiger, lo stesso. Speriamo di risolvere la situazione entro l’estate. Ma certo, ora il momento è un po’ difficile…”.

Le vicissitudini societarie e del presidente russo Abramovich possono aver influito? È appena arrivata la notizia che la cessione del club è stata rinviata ancora.
“Davvero? Non lo sapevo. In ogni caso, no. Non credo proprio. Sinora non è stato così. Ci alleniamo come sempre qui a Cobham, giochiamo allo Stamford Bridge, ci prepariamo ai match alla stessa maniera. Non deve essere una scusa. Perché per noi non è cambiato niente”. Fonte Repubblica.it

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