Thiago Motta, una salvezza da separato in casa. Ma ora con lo Spezia sarà addio

Lo Spezia festeggia, Motta saluta. Si conclude in maniera paradossale l’annata di un tecnico con smania di “grandeur”, ma arrivato nel Golfo per mancanza di alternative, quando già si stava programmando la stagione con Vincenzo Italiano, e, in definitiva, mai capace di vincere le perplessità iniziali. Ha saputo superare tanti ostacoli sul campo, è riuscito a centrare il traguardo con una giornata d’anticipo, come il suo illustre predecessore, ma non basterà per restare.

Da mesi separato in casa, ha chiuso con un sorriso e la vittoria di Udine. Il capitano Maggiore lo ha liquidato dopo il triplice fischio finale, seppure in modo affettuoso: “Ha dato tutto, si è meritato questa gioia”. Il diretto interessato ha fornito, più o meno consapevolmente conferma: “La festa? Se i giocatori non mi invitano, mi arrabbio. Anzi, mi invito da solo”.

La vittoria a Napoli fa girare la stagione

Motta era arrivato con la fama di offensivista ed innovatore, ma ha saputo incidere poco. Il Covid gli ha complicato la partenza già in ritiro. Ha esordito in Coppa Italia senza neppure un test amichevole, il 2-2 di Cagliari alla prima in serie A, a ranghi ridottissimi, aveva, però, lasciato ben sperare. Si erano intuite le basi di una formazione molto organizzata, capace di tenere il gioco, ma le premesse non hanno avuto seguito. Lo Spezia ha, però, avuto la capacità di non sbagliare gli scontri diretti, le vittorie di Venezia e con la Salernitana e quella più convincente con il Torino hanno permesso al tecnico di arrivare a Natale. Dopo il pareggio con l’Empoli del 19 dicembre, al termine, però, di una gara dominata dai toscani, il suo destino era segnato. Riccardo Pecini aveva deciso di sostituirlo, non erano stati apprezzati certi atteggiamenti troppo autoritari, i troppi giocatori “dimenticati” ed i tanti infortuni. La prima scelta era Marco Giampaolo. Tre giorni dopo, però, lo Spezia espugna il “Maradona”, batte il Napoli senza neppure un tiro in porta, grazie ad un’autorete incredibile, e cambia tutto.

La svolta tattica

L’attuale tecnico della Sampdoria rinuncia, anche per le pressioni dei collaboratori, le alternative non convincono e soprattutto Motta centra tre vittorie consecutive con Genoa, Milan e Sampdoria, che capovolgono la stagione. La svolta a livello tattico è mettere un difensore centrale, il polacco Kiwior, davanti alla difesa. Si è completata la capriola di Thiago il trasformista, dal “tiqi taqa” al “verrou”, il catenaccio di un tempo.

Una stagione sui carboni ardenti

Le vittorie con Cagliari e Venezia al “Picco” fanno passare in secondo piano le nove sconfitte in tredici partite. Ad Udine centra la salvezza a quota 36, tre punti in meno di quelli raccolti lo scorso anno da Italiano con l’organico più scarso della categoria. Il commiato è dolce, non come una stagione passata sui carboni ardenti. Tanti giocatori esulteranno, a partire dal luciferino Nzola, con cui non ha mai legato, Strelec, capace di esordire con la Slovacchia e, nello stesso tempo, non giocare un minuto per mesi nello Spezia, e poi Verde, Antiste, Bourabia. I grandi calciatori non diventano spesso grandi allenatori. Chissà se Thiago rappresenta un’eccezione alla regola. Almeno a La Spezia non lo hanno capito.

Thiago Motta, una salvezza da separato in casa. Ma ora con lo Spezia sarà addioFonte Repubblica.it

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