Supercoppa, si cambia: 4 finaliste, parte l’asta tra Emirati e Arabia Saudita

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ROMA – Una nuova Supercoppa. Per essere più appetibile e sbarcare sul mercato internazionale. Il progetto della Serie A è partito e oggi sbarcherà a Riad. Con l’obiettivo di attrarre più risorse possibili, far crescere i ricavi e aumentare l’interesse per un movimento che dopo anni bui, sta ritrovando appeal: non che i problemi siano risolti, anzi, ma da qualche mese crescono gli spettatori allo stadio, aumenta l’audience in tv. E ora arrivano offerte.

Supercoppa, nuova formula con 4 squadre 

La Supercoppa si prepara a cambiare format: 4 squadre in campo, le due finaliste di Coppa Italia e le prime due classificate in campionato. Scendendo nella classifica, se dovessero essere le stesse ad essersi giocate la coppa. Un mini torneo, col meglio del calcio italiano: due semifinali e la finale tra le vincenti, in modo da rendere più appetibile anche la Coppa Italia, visto che la nuova formula darebbe diritto a nuovi incassi. Sì, perché l’Arabia Saudita s’è mossa per ospitare la nuova Supercoppa: l’agenzia Riad Sela – lo ha raccontato Milano Finanza – ha fatto arrivare un’offerta da 138 milioni di dollari (23 milioni all’anno per 6 anni). Aggiungendo una possibilità: una delle semifinalista sconfitte, giocherebbe un match dimostrativo contro i campioni locali. Così, in pratica, 3 club su 4 avrebbero garantite 2 partite. Lunedì l’ad Luigi De Siervo partirà da Milano per Riad con l’obiettivo di trattare e portare l’offerta a 150 (25 all’anno). Consapevole che, da tempo, sul tavolo della Serie A c’è una proposta analoga. Con cui magari creare una competizione, se non addirittura un’asta.  

Asta per la Supercoppa, ma prima il voto in Lega

La prima proposta era arrivata infatti dagli Emirati Arabi, già partner del campionato italiano, visto che hanno acquistato alcuni mesi fa i diritti per trasmettere la Serie A nell’area Medio Oriente e Nord Africa, per 79 milioni di dollari in 3 anni. E prevedeva esattamente lo stesso format, a un prezzo di 22 milioni all’anno. Ovviamente, la “nuova” Supercoppa si giocherebbe in una finestra tra fine dicembre e il 6 gennaio. Ma permetterebbe ai club che dovessero partecipare di svolgere sul posto anche il mini ritiro invernale prima della ripresa dopo la sosta di Natale. Anche per questo, sembra che i club più importanti preferiscano gli Emirati a Riad: Abu Dhabi è una città più occidentalizzata, il paese ha scelto il calcio italiano (il gruppo Etihad ha acquistato il Palermo), lì è possibile reperire più sponsor – il Milan, ad esempio, ha sulle maglie il marchio Emirates – e la stessa Lega Serie A sta per aprire una sede ad Abu Dhabi. Ma prima di far partire una competizione tra le due offerte, è necessario un intervento normativo: bisogna modificare il format e per farlo serve un voto in Assemblea di Lega. Dove, è noto, è spesso complicato intercettare gli interessi che muovono le decisioni. Basti pensare al caso dei fondi di investimento e di Dazn.  

Una proposta dall’Ungheria di Orban

C’è poi anche un’altra possibilità. Più light, almeno da un punto di vista organizzativo. Una proposta per ospitare la Supercoppa è arrivata anche dall’Ungheria di Orban. Che magari ascolta i venti politici che tirano dall’Italia e vorrebbe provare a cavalcarli. E come, se non col calcio, il più popolare strumento di interesse di massa. Il problema è che la proposta economica è ancora bassa, anche per questo pur desiderando il nuovo format si accontenterebbero della formula attuale, la finale in gara gara singola. Ma è un paese vicino, e non dispiace alle squadre. Più complicato forse sarebbe farlo digerire ad alcuni dirigenti, come il presidente della Lega Serie A Lorenzo Casini, di area politica non certo vicina alla destra. Sempre che alla destra italiana faccia piacere, in questa fase, essere avvicinata a Orban e alla sua Ungheria.

Supercoppa, si cambia: 4 finaliste, parte l'asta tra Emirati e Arabia SauditaFonte Repubblica.it

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