Spalletti: “Siamo a un bivio, essere dimenticati in fretta o diventare degli eroi”

CASTEL VOLTURNO – Luciano Spalletti parla alla vigilia della sfida all’Olimpico con la Lazio. Il Napoli si presenta al cospetto dell’ex Sarri reduce dalla pesante sconfitta con il Barcellona che è costata l’uscita dall’Europa League. Dopo i pareggi di Milan e Inter gli azzurri hanno nuovamente l’occasione di agganciare la vetta della classifica.

La sconfitta con il Barcellona ha lasciato scorie?
“Il ko con il Barcellona ci deve mortificare, ma non perché siamo stati inferiori agli spanoli. C’è la delusione per non essere stati all’altezza di noi stessi. Questo mi dà fastidio, noi abbiamo una identità di gioco, che finora ci ha dato soddisfazioni. Dobbiamo metterci tanta qualità, se invece viene a mancare anche in fase di non possesso, è un boomerang che ci torna addosso. E si rischiano brutte figure”.

C’è un’ennesima occasione dopo i risultati delle milanesi per puntare al primo posto.
“Per quello che riguarda il futuro, vedo una bella bagarre. Può diventare una giostra bella e crudele, adatta ad anime forti. Ci sono molte squadre che possono lottare nella lotta Champions, molte squadre possono invece provare a vincere il campionato. I miei calciatori sono abituati a fare tutto. Sanno riconoscere il momento, da qui in avanti deve essere una corsa a perdifiato“.

A Napoli si dice, chi ha paura, non dorme con le belle donne. Qual è la paura del Napoli adesso?
“Abbiamo già avuto dei momenti difficili da superare, la soluzione è sempre dentro di noi. Tutto dipende da noi. Non so cosa accadrà nel futuro e non mi pronuncio sulla nostra possibilità di vincere il campionato. Abbiamo perso delle energie, questo è vero, ma allo stesso tempo dentro la mia squadra vedo tante fonti misteriose da sfruttare, che possono darci delle soluzioni alternative per tante cose. Contro la Lazio è una chance che ci dobbiamo giocare: a Roma verificheremo se la nostra forza può portarci più avanti, al di là delle difficoltà”.

Il Napoli ha staccato la spina? Cosa sta succedendo?
“Ho detto che abbiamo avuto delle difficoltà, in questo periodo. Ma non abbiamo staccato la spina assolutamente. Sono io il generatore che deve dare la corrente. Ci hanno condizionato i due gol presi in poco tempo col Barcellona. C’è qualcosa da rivedere e ne abbiamo anche parlato. La scelta di andare ad affrontarli a viso aperto può essere stata anche sbagliata, ci sta, ma l’ho voluto io. Ho chiesto anche lo schema sul calcio d’angolo, da cui è nato il primo gol del Barcellona. Ho chiesto io di stare alti e per questo abbiamo preso pure il secondo. C’è mancato qualcosa, dentro questa scelta che abbiamo fatto. Abbiamo speso delle energie e ora siamo di fronte a una partita che ci può dare tanto e la soluzione è riuscire a giocare da squadra forte, dimostrare di essere il Napoli. L’atteggiamento tattico era quello più corretto, anche se poi non abbiamo proprio iniziato la partita a causa degli errori commessi in avvio”.

Lei ha allenato in Russia. Vuole dire qualcosa sulla guerra in Ucraina?
“Non conosco le cause che hanno portato a una situazione così drammatica. Ma non c’è un motivo che spieghi ciò che sta accadendo, costringendo le persone a diventare profughi oppure a rischiare di essere schiacciati dalle bombe. Penso ai bambini obbligati a lasciare le loro camerette, scaraventati a dormire sotto i ponti, questo mi fa pensare che il motivo per una guerra non ci sia mai”.

Come sta Osimhen?
“Sta molto bene dal punto di vista fisico, ha la possibilità di giocare 90 minuti in questa partita”.

Quando rientreranno Lobotka, Anguissa e Lozano?
“Lobotka lo portiamo a Roma, ma ha fatto ancora un po’ di allenamento personalizzato. E’ convocato e viene con noi, poi valuteremo le sue sensazioni. Lozano? Gli ho parlato stamattina, si sente meglio, è convinto di aver fatto bene a non operarsi alla spalla. Anguissa ha bisogno di questa settimana e poi capiremo se è pronto”.

Quali sono le fonti misteriose di cui parlava, per dimostrare chi è il Napoli in questo campionato?
“Valuto la mia squadra in generale, a prescindere dai risultati. Sono convinto che i miei giocatori possano meritare la mia fiducia e tutta la stima che ho nei loro confronti. Non dobbiamo smettere di lottare, anche se arriva un momento difficile. Rimango fiducioso sulle nostre capacità. Dobbiamo restare agganciati alla possibilità di dare una felicità che non venga mai dimenticata dai nostri tifosi. Siamo a un bivio: se essere dimenticati velocemente o rimanere nella mente dei tifosi come degli eroi”.

Affrontate Maurizio Sarri, ex mai dimenticato a Napoli: ha un peso particolare nella sfida di domani?
“Probabilmente ha un peso particolare perché Sarri ha fatto giocare la squadra del Napoli come nessuno mai, quelli che c’erano ora se lo ritrovano di fronte e il ricordo ritorna in superficie. Ma è un avversario, la Lazio gioca un buon calcio e il Napoli può andare a confrontarsi e metterlo in difficoltà”.

Quanto è forte la voglia di entrare nella storia o c’è appagamento per l’obiettivo Champions centrato?
“Noi non abbiamo centrato proprio nulla. Restare agganciati nella posizione di vincere lo scudetto significa anche guardarsi le spalle. Se scendiamo da quel carro lì, poi bisogna stare attenti dietro. La strategia è sempre la stessa. Vogliamo vincere più partite possibili. L’appagamento non esiste, di cosa stiamo parlando. De Laurentiis ribalterebbe tutto, se ci fosse davvero. Abbiamo tutti la stessa visione del nostro presidente”.

Spalletti: "Siamo a un bivio, essere dimenticati in fretta o diventare degli eroi"Fonte Repubblica.it

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