Spalletti: “Resto a Napoli. Gli striscioni? Di questa squadra bisogna essere orgogliosi”

CASTEL VOLTUNO – Domenica al Maradona arriva il Genoa e Luciano Spalletti ha anticipato di un giorno la sua tradizionale conferenza della vigilia.

Dica, Spalletti: cosa fa se le restituiscono l’auto che le hanno rubato in autunno?
“La Panda prima di tutto bisogna vedere in che stato ce la ridanno, quanti chilometri hanno fatto, se ci sono i cd di Pino Daniele dentro. Valuteremo quando accadrà”.

C’è aria di contestazione, dopo lo scudetto sfumato…
“Può darsi, ricordo però che al mio arrivo non avevo trovato aria di contestazione, ma solo indifferenza: che è peggio. Molti tifosi non sentivano più il legame con il Napoli. In certi momenti sembravo da solo a credere in questa squadra. Oggi invece in Champions c’è il rammarico per non aver lottato fino alla fine per lo scudetto e se è qualcosa è cambiato, mi sento meno solo. Sono molti di più ora quelli che credono in questo Napoli, altrimenti riprendiamo le griglie di partenza della Champions fatte dai giornali a inizio stagione. Volevo portarle all’ultima giornata, ma posso farlo anche ora. Dopo che Sarri era andato alla Lazio e Mourinho alla Roma, ci mettevate addirittura settimi! Poi sono cambiate tante cose, però, al punto che speravamo tutti nello scudetto”.

L’ambiente può condizionare le sue scelte per il futuro? Perché vive ancora in albergo?
“Vivere in hotel è una scelta per dedicarsi pienamente al lavoro, c’è più opportunità per socializzare in albergo rispetto alle mura domestiche. Ho trovato la soluzione: ho ricevuto il preventivo per un camper ed il prossimo anno girerò il quartiere ogni mese così partecipo a tutte le feste rionali. Una sosta la farò a Piazza Dante di fronte alla storica libreria Pironti”.

Lo striscione sull’auto che le hanno rubato è inqualificabile…
“Ma ho trovato anche un foglio benevolo sul cruscotto della mia macchina. Ve lo faccio leggere e potete farci degli articoli, se vi va: hanno la stessa valenza di quelli che ho letto oggi, perché anche in due possono mettere uno striscione. Noi del Napoli il nostro striscione l’abbiamo fatto firmando tutti insieme un campionato intenso e difficile, raggiungendo un traguardo importante, il più importante dopo il titolo. C’è anche un comprensibile rammarico per quel periodo in cui credevamo allo scudetto, siamo i primi a essere dispiaciuti, ma di strada ne è stata fatta tanta e i calciatori hanno superato avversità importanti. Siamo andati a giocare a Torino in dodici, quei risultati lì sono importanti, abbiamo fatto vittorie esterne importanti, invece ci si ricorda solo di quelle sbagliate in casa. Di questa squadra bisogna essere orgogliosi”.

Sta pensando già al futuro?
“Certo, c’è il ds Giuntoli qui, parliamo tutti i giorni, guarda gli allenamenti, come di recente ha fatto anche De Laurentiis. Si riuscirà a essere forti se ci sono giocatori forti che pensano nella maniera giusta, con un comportamento professionale, ma anche con tifosi che ci sostengono sempre, perché sono importanti. Come un’informazione che ci rispetti e non che crei duemila dubbi ad arte, se si prendono tutte le cose di questa settimana non si fa in tempo. Buttano la miccia per far scoppiare qualcosa. L’ambiente deve essere più pulito possibile. Serve tutto questo, solo così dei passi in avanti si possono fare”.

Domenica sarà l’ultima di Insigne al Maradona…
“C’è intanto una gara difficilissima e il podio da raggiungere. Il calcio ha una sola chance per sopravvivere nel cuore della gente, essere credibile. Noi vogliamo fare una gara intensa, vera, per i nostri tifosi che ci vogliono bene. Dobbiamo restituirgli una prestazione di livello. Ricordo partite difficilissime come quella col Verona che ha dato merito al calcio a Napoli, quella della Roma col Genoa quando lottava per la Champions, ci sono tutti i motivi per fare una bella partita, oltre all’ultima di Lorenzo in casa. Tra i tanti motivi che mi hanno spinto ad accettare Napoli c’è stata anche il poter lavorare con Insigne, sia pure solo per un anno. È motivo di orgoglio e lo ringrazio per la professionalità e la disponibilità nei miei confronti e dei compagni, è stato un riferimento importante e naturalmente come tutti gli altri ha il merito di aver prodotto questo risultato, sempre col rammarico di quel periodo di calo”.

Si vede ancora a Napoli per molto tempo?
“Io sono l’allenatore del Napoli e ho un contratto per il secondo anno, se avete dei dubbi ditelo, io non ne ho. Il terzo è troppo in là, qui ci sono novità tutte le mattine quando ci alziamo e c’è qualcosa di nuovo. Apprezzo chi vuole stimolarci, chi punta a obiettivi sempre più ambiziosi, però a volte si deve combattere con cose che sono fuori misura, a volte fatte anche ad arte per distruggere i miglioramenti fatti dall’anno scorso. Bisogna perdere un po’ di energie per difenderci, ma noi andiamo avanti per costruire un Napoli ancora più forte”.

Perché c’è questo clima intorno al Napoli?
“Ditemelo voi. Chi lo ha detto che saremmo andati a Torino a fare una gita? Non è vero. Lavoro ogni giorno e comincio alle 8. Non sono tornato a casa dopo Empoli, non vedo mia madre da un anno. Perché dare importanza ad uno striscione che potrebbero aver messo due persone? De Laurentiis ha detto che sono un bravo allenatore e che ero poco Partenope e voi avete preso solo che sono poco Partenope. Avete scelto solo questo particolare. Vuol dire alzare la polvere. Non so perché ci sia questo atteggiamento nei nostri confronti, leggo che ci siano contrapposizioni tra i tifosi. Poi io incontro la gente andando in hotel e vedo altro. E’ dispiaciuta per quel periodo lì proprio come noi, ma è contenta per il lavoro fatto. Personalmente tento di far avvicinare più gente possibile al calcio. Secondo me se i bambini vedono la contestazione a una squadra terza in classifica, non va bene. E’ giusto dire che non dovevamo perdere a Empoli e se ne pagano le conseguenze. Comunque succede che una partita possa essere ribaltata in pochi minuti, lo abbiamo visto pure in Champions League”.

Come descriverebbe Lorenzo Insigne con un aggettivo?
“Lorenzo è un grande professionista in tutto quello che ha fatto. Ha un piede importante”.

Ghoulam saluterà il pubblico domenica?
“Devo badare al risultato, Ghoulam può farmi comodo per il risultato. Si è allenato sempre al massimo. Sicuramente faremo il giro di campo alla fine”.

Chi farebbe rinnovare tra Ospina o Mertens?
“E’ una domanda a cui non posso rispondere. Mi sento tra due fuochi. Il budget va fatto per 24 calciatori”.

Qualche ragazzo della Primavera potrà giocare?
“Ce ne sono tre o quattro che seguiamo. Il mio secondo va a vedere tutte le partite e siamo in contatto con l’allenatore della Primavera. Ne ho anche molti dei miei cui dare spazio”.

Spalletti resta?
“Io non ho dubbi. L’ho detto più di una volta. Io sono l’allenatore del Napoli. Datemela voi la soluzione”.

Spalletti: "Resto a Napoli. Gli striscioni? Di questa squadra bisogna essere orgogliosi"Fonte Repubblica.it

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