Siebert, l’arbitro di Milan-Chelsea dal rosso facile. E Van Basten propone l’espulsione a tempo come nella pallanuoto

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MILANO — “Non era rigore e tanto meno espulsione”. Daniel Siebert, trentottenne professore berlinese di educazione fisica, è l’arbitro più censurato del momento. È finito al centro delle critiche anche in Austria, dove la partita tra Milan e Chelsea veniva guardata con particolare attenzione, perché dal risultato di San Siro dipendeva la classifica del Salisburgo, che non è riuscito a vincere a Zagabria malgrado fosse andato in vantaggio, ma è comunque rimasto la sola squadra imbattuta del girone E della Champions League. Adesso si gioca la qualificazione agli ottavi di finale nelle ultime due giornate: in casa col Chelsea, che lo sopravanza di un punto, e infine al Meazza contro il Milan, che attualmente è staccato di due punti. Prescinde tuttavia dallo sciovinismo il giudizio negativo sull’arbitro Siebert da parte del più autorevole commentatore televisivo austriaco del momento, l’ex centrocampista Andreas Herzog, 54 anni, secondo per presenze in Nazionale dietro Arnautovic e già calciatore di Rapid Vienna, Werder Brema e Bayern Monaco. Herzog è stato particolarmente duro con l’arbitro: “Non era rigore e mai e poi mai espulsione. Un errore grave”.

Siebert e quei rossi a Griezmann e Felipe

L’episodio ha indotto alla ricerca sulle statistiche di Siebert in carriera. Non è tanto il numero dei cartellini rossi (3) nelle sue 11 direzioni Champions a colpire, quanto le polemiche che ne sono nate. Prima del rosso al milanista Tomori ne aveva inflitti due ad altrettanti giocatori dell’Atletico Madrid nella scorsa edizione del torneo, con annesse discussioni. Un anno fa la punizione era toccata a Griezmann per un’entrata scomposta sul volto di Firmino, attaccante del Liverpool. L’Uefa aveva poi accolto la riduzione della squalifica da due giornate a una, giudicando evidentemente non grave il fallo, e Griezmann era potuto scendere in campo proprio contro il Milan. Nei quarti di finale, durante la fase conclusiva di Atletico-Manchester City, Siebert non era riuscito a governare la rissa scatenata da un’entrata dura di Felipe su Foden e solo dopo un paio di minuti, aiutato dal quarto uomo Zwayer a ripristinare un po’ d’ordine, aveva deciso il giallo a Felipe (il secondo, con conseguente espulsione). Tra Bundesliga e coppe passa in Germania per uno dal cartellino abbastanza facile: la media è di quasi quattro ammonizioni a partita.

Cartellini a tempo, la proposta di Van Basten

In Milan-Chelsea Siebert ne ha distribuite otto, mentre il nono cartellino è stato il rosso per Tomori e su quello si concentra adesso il dibattito. La questione, al di là del nuovo lessico sul “fallo genuino o non genuino” (se “il difendente interviene per recuperare il pallone o disinteressandosene”), verte sull’eventualità di introdurre la regola dell’espulsione a tempo: un pallino di Van Basten, l’ex fuoriclasse di Olanda e Milan già consulente tecnico della Fifa. Esiste in altri sport, ad esempio la pallanuoto, la pallamano, l’hockey su ghiaccio e il rugby. L’attuale applicazione del regolamento aggiunge all’eventuale massima punizione del rigore quella del cartellino rosso, rischiando di falsare la partita come è poi accaduto a San Siro, col Milan che ha giocato in inferiorità numerica dal 19′ del primo tempo. Le opposte scuole di pensiero si stanno confrontando sul tema. Primo quesito: la trattenuta abbozzata da Tomori su Mount era da rigore? Secondo quesito: siccome Mount ha perso il passo successivamente e ha comunque tirato in porta, era opportuna l’espulsione? Dal dibattito è rinata appunto la vecchia proposta, rispolverata per l’occasione: l’espulsione temporanea, che permetterebbe alla squadra punita, in caso di fallo non grave, di limitare i danni.

Milan, a Zagabria difesa da reiventare

Il Milan ha protestato subito sul campo, con Pioli che ha chiesto spiegazioni all’arbitro sul mancato ricorso al Var. Anche se Siebert ha già una buona esperienza internazionale, con 62 partite dirette tra le quali spicca la semifinale Francia-Belgio della Final Four di Nations League poco più di un anno fa, la situazione ha qualche analogia con la serie di partite della scorsa stagione (su tutte quella con lo Spezia) in cui il Milan si lamentò di arbitri non ancora esperti. La principale accusa mossa a Siebert è quella di non sapere governare le partite europee, più complicate di quelle della Bundesliga tedesca. Il meccanismo delle squalifiche Uefa rende certa la sospensione per una giornata di Tomori, che salterà la trasferta di Zagabria, nella quale, se Kjaer non recupererà, Pioli schiererà il duo centrale Gabbia-Kalulu. Scatta invece la diffida per Krunic e Ballo-Touré, che hanno già collezionato due gialli: al terzo scatta la squalifica.

Chelsea su Leao. Milan, idea Loftus-Cheek

Non è però soltanto di natura disciplinare l tema post-Chelsea, in casa Milan, né di rinnovo dei contratti e di mercato. Maldini ha preannunciato l’accelerazione delle trattative con Pioli e Leao, la prima dall’esito scontato, la seconda un po’ meno, mentre la stampa inglese ha virato dal tormentone Chelsea-Leao alla presunta idea del Milan di ingaggiare nella prossima stagione Loftus-Cheek, centrocampista inglese schierato a Stamford Bridge come titolare e a San Siro come staffetta di Sterling dall’allenatore Potter. Il quale è preoccupato dall’infortunio di James (ginocchio), ma ha comunque una rosa più ricca rispetto a quella di Pioli, che nella fase dell’emergenza infortuni ha schierato per l’undicesima volta consecutiva Giroud dall’inizio. Per il centravanti trentaseienne, che nelle prime due giornate di campionato è comunque entrato dalla panchina per un totale di 13 presenze su 13 gare del Milan da inizio stagione, le partite giocate da titolare consecutivamente, inclusa la Nazionale francese, sono ancora 13 in 45 giorni, una ogni tre giorni e mezzo. Il rendimento è sempre alto, ma un po’ di stanchezza è lecita.

Milan, si scaldano Rebic e Origi

Si affaccia dunque, in vista dei prossimi appuntamenti di campionato con Verona e Monza e prima della fondamentale trasferta di Zagabria, l’ipotesi che Pioli gli possa concedere respiro, ricorrendo a Rebic e Origi, che d’altronde sono in rosa anche per questo. Il loro curriculum li cataloga come i classici titolari aggiunti. Era prevedibile che la regola delle cinque sostituzioni, diventando stabile, potesse cambiare il calcio. È successo: ormai si gioca in sedici, si possono stravolgere la formazione e il sistema tattico di partenza. Questa norma, assieme alla già datata abolizione del retropassaggio, al tempo di recupero sempre più dilatato e naturalmente al Var, ha disegnato uno sport completamente nuovo. Nel quale una panchina di alto livello, con sostituzioni azzeccate, può risultare determinante perfino più della squadra titolare.

Giroud può riposare, tocca a Rebic e Origi

Decimato dalle assenze, il Milan può contare su due esperti in materia. Per Origi parla la storia della Champions. Quella vinta dal Liverpool nel 2019 porta la sua firma: per la famosa doppietta inflitta al Barcellona nella favolosa rimonta in semifinale ad Anfield e per il gol, segnato al Tottenham entrando dopo un’ora, che  chiuse la finale di Madrid. E due dei suoi tre gol col Belgio li ha fatti entrando da riserva: è storico quello della vittoria sulla Russia (1-0) al Mondiale 2014. Anche per Rebic i dati sono espliciti, soprattutto con Pioli. Entrando dalla panchina, è stato decisivo in ben sei occasioni: con la doppietta all’Udinese nel gennaio 2020 (3-2) e poi nell’1-0 al Brescia, nel 3-0 alla Lazio, nel 3-0 alla Juve, nel 2-2 alla Salernitana e nel recente 3-1 di Empoli. Ma i titolari aggiunti sanno anche fare i titolari. E il loro momento può arrivare adesso.

Fonte Repubblica.it

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