Sgroppate, cross e assist: Juve, è questo il vero Kostic

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Filip Kostic ha scelto l’occasione migliore per entrare nel cuore dei tifosi della Juventus. Nella splendida prestazione fornita dall’esterno nel derby d’Italia contro l’Inter, la partita più sentita dall’ambiente bianconero, c’è tutto il suo repertorio elevato all’ennesima potenza: sgroppate sulla fascia, cross, assist, tiri velenosi. Nel momento del bisogno, con l’infermeria leggermente svuotata rispetto ai giorni scorsi ma ancora piena di compagni, Kostic ha giocato con prudenza nella prima metà, quando il piano gara prevedeva di lasciar sfogare il possesso palla dei nerazzurri, per poi cambiare ritmo nella ripresa. Missione compiuta grazie alle sue iniziative, ad intuizioni individuali astratte dal contesto di squadra: pura intensità mista a tecnica, come in occasione del primo gol finalizzato da Rabiot dopo una sua cavalcata di 50 metri.

La fascia sinistra, il regno di Kostic

Il vantaggio bianconero è stato un piccolo capolavoro del serbo. Sugli sviluppi di un angolo per l’Inter, la palla è finita a metà strada tra lui e Barella, aggirato dalla sua veronica. Ha bruciato il centrocampista avversario con una galoppata palla al piede conclusa con il cross per Rabiot, che ha seguito l’iniziativa del compagno bruciando il campo e gli avversari: parlano la stessa lingua fatta di strappi e progressioni (33,48 km/h lo sprint per il francese, 33.33 per il serbo). Da quel momento in poi qualcosa è scattato nella sua testa diventando letteralmente imprendibile per gli avversari. Qualche minuto dopo dai suoi piedi è partito il corner su cui Danilo ha trovato la volée vincente prima che il Var annullasse il gesto tecnico del brasiliano. Un tocco di mano decisivo come quello di Onana, che ha deviato sul palo il sinistro di controbalzo con cui avrebbe potuto chiudere la partita al 77′, due minuti dopo l’occasione d’oro per il pareggio sprecata da Lautaro. I titoli di coda sono arrivati una manciata di secondi dopo, quando lo strappo di Di Maria è passato sui piedi di Kostic che ha trovato Fagioli defilato a destra per la rete che ha chiuso il derby d’Italia e che gli ha regalato una domenica da eroe bianconero.

Non solo episodi, il serbo punto di riferimento

Le sue giocate hanno deciso la partita ma sarebbe un errore limitarsi esclusivamente alla loro analisi. Kostic è stato il manifesto della prestazione bianconera, l’uomo simbolo dell’atteggiamento camaleontico della squadra. Nel primo tempo ha sofferto le iniziative di Dumfries restando agganciato nella propria metà campo: lui e Alex Sandro sono stati costretti, come tutta la Juventus, a sacrificare le sgroppate offensive per limitare il gioco nerazzurro, prima di cambiare passo nella ripresa. Un tempo a testa, come testimoniano anche le cifre: la corsia sinistra ha prodotto il 47% degli attacchi della Juventus mentre la destra, specialmente nel primo tempo, è stata responsabile del 43% delle iniziative nerazzurre. Contro i colossi Skriniar, De Vrij e Acerbi, i cross sarebbero stati preda dei loro centimetri: meglio limitarsi nei traversoni (solo 8 complessivamente per i bianconeri) e tenere bassa la palla. Una prestazione intelligente che gli ha permesso di essere il migliore in campo sia per chi la partita l’ha vissuta emotivamente sia  per le cifre prodotte: il modo migliore per presentarsi al Mondiale in Qatar.

La crescita di Kostic dopo una flessione

Arrivato  dall’Eintracht Francoforte dopo aver vinto l’Europa League la scorsa stagione, Kostic ha avuto bisogno di tempo per calarsi completamente nella nuova realtà. L’inizio è stato positivo, con la bella mezz’ora all’esordio contro il Sassuolo e i due assist con Fiorentina e Salernitana. La flessione che ne è seguita, principalmente un abbassamento della qualità media delle sue prestazioni, aveva fatto sorgere qualche dubbio sulla scelta estiva dei bianconeri, fino al cambio di sistema di gioco che l’ha  rigenerato. Da esterno alto nel tridente, posizione non ideale per lui, a esterno a tutta fascia, con Alex Sandro a coprirgli le spalle, il salto di qualità è stato evidente: anche in Germania era quello il suo ruolo, il suo modo di giocare, la sua zona di competenza. La difesa a tre scelta da Allegri è stata la base su cui costruire le prestazioni di Kostic: in 13 partite ha realizzato 1 gol e distribuito 5 assist che diventano 7 se si considerano anche quelli in campo europeo. La sua rinascita è coincisa con quella della Juventus.

Fonte Repubblica.it

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