Serie C, Casertana con 15 positivi al Covid e solo 9 giocatori disponibili: Asl allo stadio per i tamponi, ma si gioca

CASERTA – Rabbia Casertana per essere stata costretta a disputare lo stesso il match di serie C con la Viterbese (ore 17.30) malgrado avesse chiesto il rinvio a causa di 15 casi di positività al Covid. La settimana scorsa i campani avevano ottenuto, per questo stesso motivo, il rinvio della partita contro il Bisceglie spendendo l’unica opportunità a disposizione. I contagiati sono aumentati e la Casertana sperava in una deroga, non concessa dal club laziale, che alla fine si è imposto 3-0.

La Asl è arrivata allo stadio

Allo stadio, poco prima del fischio d’inizio, si è presentata la Asl per verificare lo stato di salute dei nove calciatori in distinta della Casertana ed effettuare nuovi tamponi. Per questi motivi la partita contro la Viterbese è stata posticipata in attesa dell’esito dei test, ma poi ha avuto regolare inizio. I calciatori a disposizione della Casertana sono nove in virtù delle quindici positività, a cui si aggiungono le squalifiche di Buschiazzo e Konate e l’infortunio di Matarese. La Lega Pro ha spiegato che non c’erano le condizioni per il rinvio della gara: “Riteniamo opportuno evidenziare – è scritto in una nota – che in base al comunicato ufficiale n. 54/L del 6 ottobre 2020, “DISPOSIZIONI GARE LEGA PRO – EMERGENZA COVID-19″, che riprende la regolamentazione approvata dal Comitato Esecutivo Uefa del 3 agosto 2020, viene previsto al punto 2 che qualora vi siano meno di 13 calciatori della rosa della prima squadra che siano risultati negativi al virus Sars-CoV-2, su istanza del club interessato, la Lega potrà autorizzare il rinvio della gara e la riprogrammazione della stessa alla prima data utile. In tale conteggio, per prassi consolidata, devono essere presi in considerazione anche i calciatori squalificati e infortunati facenti parte della rosa della prima squadra. La società Casertana, all’esito dei test effettuati, risulta avere un totale di 16 calciatori negativi al virus Sars-CoV-2 facenti parte della rosa della prima squadra. Tale situazione non ha pertanto consentito il rinvio della gara”.

“Oltre ai 15 positivi abbiamo anche alcuni giocatori febbricitanti”

Il club campano si aspettava un atteggiamento diverso dalla Viterbese: “Sono stati giorni difficili, carichi di paura e preoccupazione per tutti i tesserati della Casertana FC nonché per le proprie famiglie. Un gruppo di lavoro falcidiato e decimato da un virus pericoloso e subdolo – si legge in una nota diramata dalla società poco prima della gara -. Ben 15 positivi al Covid-19. Al cospetto di una situazione di questo tipo, le dinamiche di competizione ed agonismo dovrebbero lasciare spazio ad un’inevitabile presa di coscienza. Ed, invece, a poche ore dal calcio d’inizio del match valevole per la sedicesima giornata del campionato di Serie C, la Casertana FC è costretta a prendere atto del diniego della US Viterbese 1908 rispetto a quello che logica vorrebbe fosse un inevitabile rinvio della partita e che per la stessa Lega Pro non è ritenuto necessario. Nel rispetto dell’art 48 comma 3 delle NOIF che prevede “l’obbligo di schierare in campo la migliore formazione consentita dalla propria situazione tecnica”, la Casertana FC si vede costretta a scendere in campo contro la Viterbese con un numero inferiore di calciatori rispetto agli 11 titolari. A ciò va aggiunto che alcuni di essi sono febbricitanti, sebbene risultati negativi all’ultimo ciclo di tamponi”.

“Ci aspettavamo un maggior rispetto”

“Un pericolo per se stessi e per gli altri – prosegue il comunicato -. Ci saremmo augurati un rispetto maggiore per i veri protagonisti di questo sport, coloro che vanno in campo ogni giorno e che danno da vivere alle proprie famiglie grazie a quello che è un vero lavoro. In un momento storico in cui si invitano, anzi si obbligano, i cittadini italiani a restare a casa, una squadra di calcio, falcidiata da un nemico invisibile, si vede costretta a scendere in campo a tutti i costi. Un segnale imbarazzante all’intera comunità. Alla luce di ciò la salute pubblica non diventa più priorità, ma passa in secondo piano rispetto ad altri interessi. Chiediamo scusa ai nostri tifosi, vittime impotenti come noi al cospetto di una decisione che dire assurda è poco”, conclude la nota.

Fonte Repubblica.it

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