Serie A, quanti acquisti in panchina: 220 milioni rimasti a guardare

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ROMA – Carissima panchina. Nel vero senso del termine. Il primo weekend di campionato ha detto una cosa, con certezza: una cosa è il mercato, un’altra è il campo. E non sempre costare tanto è garanzia di impiego. Anzi. Al fischio d’inizio delle partite di Serie A, gli allenatori hanno lasciato in panchina poco meno di 200 milioni di euro: tanto sono costati in questa estate le riserve – a questo punto si può dire: di lusso – delle squadre italiane.

Quanti acquisti rimasti in panchina

L’elenco è lunghissimo e comprende 64 calciatori diversi. Il più caro, il milanista De Ketelaere pagato 32 milioni. La panchina più ricca quella del Sassuolo, con 35 milioni rimasti, almeno inizialmente, a guardare: i 20 spesi per Pinamonti, i 12 di Agustin Alvarez e i 3 di Ceide. Subito dietro, Fiorentina e Lazio, con 22,7 e 22,5 milioni di rincalzi, se questa parola ha ancora senso. Sì, perché con le 5 sostituzioni e le panchine estese fino a 15 elementi (la scorsa stagione erano 12) gli allenatori scelgono quasi due squadre diverse. Una al fischio d’inizio e una a gara in corso. E quindi spesso scegliere chi resta fuori vuole dire soltanto scegliere per un’altra fase della gara. Ma c’è anche altro dietro la scelta dei tecnici di lasciare fuori molti nuovi. 

Scuola Sarri: sei nuovo? Non giochi

Ci sono sostanzialmente due scuole di allenatori. Quelli che non vedono l’ora di dare spazio ai nuovi e quelli che ritengono che chi arriva abbia bisogno di una fase di adattamento, più o meno lunga. Il profeta della seconda scuola è certamente Maurizio Sarri. Il tecnico della Lazio ha fatto a meno, almeno all’inizio, del regista che il ds Tare aveva scelto come titolare, Marcos Antonio, perché da quel ruolo pretende una conoscenza letterale delle sue richieste. E quindi prima di vedere il brasiliano titolare bisognerà aspettare un po’. Allegri al contrario non ha chiesto a Bremer e Di Maria particolari tempi d’inserimento in squadra. A parte Gatti, per ora alternativa ai difensori titolari, dei nuovi giocatori a disposizione (Pogba è infortunato) è rimasto fuori solo Kostic, arrivato a Torino giusto qualche ora prima del match. 

I 220 milioni in panchina

In tutto, gli esclusi (almeno dal 1′) sono costati 219,45 milioni. Curioso forse che nella Roma regina dell’estate l’unica novità fosse Paulo Dybala, con Celik, Matic e soprattutto Wijnaldum lasciati almeno in partenza a fare da spettatori in panchina. Anche il Torio, in cui ha giocato dall’inizio e segnato il russo Miranchuk, arrivato solo tre giorni prima della sfida col Monza, per gli altri nuovi – Vlasic, Lazaro, Bayeye e il talentino turco Ilkhan – non c’è stato verso di trovare posto al via. Il caso più eclatante però è quello della Fiorentina: fuori Dodo, costato 14,5 milioni e Mandragora, proprio il centrocampista ex Toro e Juve alla fine ha deciso la partita, col cross che ha generato il goffissimo autogol del portiere Radu. Uno dei nuovi che la Cremonese aveva lanciato dall’inizio. Ignorando forse che a volte il vero tesoro può essere in panchina. 

Serie A, quanti acquisti in panchina: 220 milioni rimasti a guardareFonte Repubblica.it

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