Serie A: Pioli come Re Mida, il Milan vale di più e avvicina Juventus e Inter

Classifica | Calendario | Marcatori

Chi vincerà lo scudetto non si sa, ma è di sicuro Pioli l’allenatore che più sta arricchendo la società per cui lavora: la rosa che ha in mano oggi vale assai di più di quella che cominciò l’avventura nove mesi fa. E se vincere è importante, nell’ottica di un club (e specialmente di club che non navigano nell’oro, quindi quasi tutti quelli della Serie A) è fondamentale avere un manager che valorizzi le risorse umane, che produca ricchezza, che generi plusvalenze tecniche che possono poi eventualmente essere commutate in economiche. Confrontando le valutazioni di mercato del sito più autorevole del settore, il tedesco Transfermarkt, emerge che soltanto il Milan oggi vale di più di quanto valesse a giugno: 480 milioni rispetto a 456. Gli altri si sono svalutati: il Napoli del 2% (da 505,5 a 493,8), l‘Inter del 4,6 (da 554,4 a 528,9) e la Juventus addirittura del 13,9 (da 645,5 a 555,6). In classifica guida chi più è migliorato, non chi era meglio in partenza.

Il valore di mercato di un giocatore, che rimane un parametro del tutto aleatorio (e molto “volatile”, non uno studio con pretese scientifiche), viene determinato da un algoritmo che dipende, oltre che dalle qualità calcistiche e dalle statistiche che le misurano, dall’età, dalla lunghezza del contratto (più la scadenza s’avvicina più il valore decresce), dalle prestazioni in nazionale, dai trofei conquistati (la quotazione di Chiesa ha avuto un’impennata dopo Euro 2020), dalla partecipazione alle coppe europee, dallo stato di salute. Alla fin fine non è però un numero campato per aria: in Serie A il più prezioso è Vlahovic (85 milioni) che precede Milinkovic, Barella, Lautaro, De Ligt e Chiesa, tutti “prezzati” 70 milioni. Vlahovic in un anno si è rivalutato del 112%, ma è chiaro che la maggior parte dei meriti vadano alla Fiorentina: quando la Juve l’ha preso, valeva già 70 milioni. In generale, nella complessità di una rosa è più facile che ci sia una svalutazione rispetto a una rivalutazione, soprattutto se già si parte da una base alta e se non altro perché tutti invecchiano di un anno e si avvicinano di un anno alla scadenza: anche per questo il dato del Milan è molto significativo.

Nelle mani di Pioli, quasi tutti i giovani sono cresciuti. Il valore di Leao è raddoppiato (da 25 a 50 milioni), quello di Tomori è aumentato del 60% (oggi vale 45 milioni), quello dei Tonali del 48% (da 27 a 40 milioni), quello di Kalulu si è moltiplicato da 7 a 17 milioni. Altri giocatori come Théo Hernandez, Bennacer o Saelemaekers si erano già fortemente rivalutati l’anno scorso, mentre la prossima plusvalenza teorica riguarderà Maignan, che secondo Transfermarkt costa ancora come quando è arrivato (25 milioni), ma è una quotazione destinata a lievitare.

Anche Spalletti ha fatto un ottimo lavoro. Oggi Rrahmani è nell’élite dei difensori e difatti vale 25 milioni (a luglio erano 14), ma si sono impreziositi anche elementi già del tutto affermati come Osimhen (+20%), Fabian (+22,2%), Elmas (+41%), nonché Anguissa (da 25 a 30 milioni) e Lobotka (da 9 a 15). Soprattutto, non ci sono state svalutazioni sostanziali se non quella di Insigne che, accettando di trasferirsi in Canada, è finito ai margini del mercato, e chi è ai margini vale meno (oggi il suo prezzo è 25 milioni, dopo l’Euro era 48). 

Sono le due squadre più ricche, e quindi teoricamente più forti, a non essere cresciute: sotto Inzaghi, soltanto Dumfries e Dimarco hanno fatto dei passi avanti significativi, mentre Skriniar e Barella sono cresciuti di poco ma valevano già molto (oggi lo slovacco è a 65 e l’azzurro a 70), mentre De Vrij e Lautaro sono i giocatori che più si sono svalutati. Con Allegri è successo più o meno lo stesso, ma con tendenza negativa ancora più accentuata: pochi lievi miglioramenti (Chiesa, Vlahovic) e molti bruschi deprezzamenti (Dybala, Arthur, Kean, Morata, Rabiot, Alex Sandro), che hanno impoverito il parco giocatori di una novantina di milioni addirittura. Anche per questo la stagione juventina è negativa.

Allargando lo sguardo, si nota che gli allenatori che hanno generato più plusvalore sono Dionisi e Juric: il Sassuolo con Scamacca, Raspadori e Frattesi, il Torino con Bremer, Singo, Lukic e Pobega. Quest’ultimo è di proprietà del Milan, dove in estate tornerà: Pioli ha già dei nuovi interessi da far maturare.

Serie A: Pioli come Re Mida, il Milan vale di più e avvicina Juventus e InterFonte Repubblica.it

Voglio essere avvisato
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments