Serie A, corsa al presidente: Lorenzo Casini in vantaggio, ma c’è una pista a sorpresa

ROMA – La riunione che doveva servire a scegliere un presidente per la Lega del calcio, è servita soprattutto ad eliminare candidati. La discussione tra i club era stata convocata per analizzare i profili dei tre profili superstiti, dopo la rinuncia di Carlo Bonomi: Lorenzo Casini, capo di gabinetto del Mibact, dove ha conquistato la fiducia del ministro Dario Franceschini. Lorenzo Bini Smaghi, per 6 anni del comitato esecutivo della Bce. E Mauro Masi, ex direttore generale della Rai. Con una quarta pista, di cui nessuno parla apertamente, ma che resta sullo sfondo come ciambella di salvataggio.

Presidente di Lega: Lorenzo Casini in vantaggio

Una cosa, è emersa: che la lista è tutt’altro che chiusa, e se da qui al 3 marzo dovesse nascere una candidatura forte, sarebbe ovviamente presa in considerazione. Anche perché il triumvirato ha convinto relativamente. Se si votasse oggi, l’unico ad avere chance sarebbe Lorenzo Casini: 46 anni, uomo di legge, esperienza nel governo e in strettissimo contatto con il cinema, industria che il calcio guarda soprattutto in chiave ristori. Lo ha portato De Laurentiis, lo ha sposato Lotito, con loro e con Barone della Fiorentina si è incontrato nei giorni scorsi in una sorta di incoronazione preventiva. Insomma, oggi è il favorito, anche perché a molti club il suo profilo ha lasciato un’impressione positiva.

Masi e Bini Smaghi non attecchiscono

Ma, per usare un’immagine abusata, non sempre arrivare papi al conclave garantisce l’incoronazione. Anzi. Certo, difficilmente attecchiranno gli altri due profili: Masi non ha convinto (per usare un eufemismo), nella riunione sono state persino rivangate vecchie indagini su di lui, poi archiviate. Bini Smaghi, invece, sembra semplicemente troppo “lontano” dal mondo della Lega Serie A, non proprio una confindustria del pallone, per toni ed equilibri (c’è anche chi pensa possa fare un passo indietro). Basti pensare che anche Bonomi s’è tirato indietro: per i problemi che la guerra crea e creerà alle aziende italiane, ovviamente, ma anche dopo alcuni colloqui – in particolare uno con Lotito – che gli hanno restituito il clima non esattamente sereno che si respira nell’assemblea dei club.

La pista a sorpresa: Percassi

Il problema? Semplice: chi dei candidati può mettere d’accordo una maggioranza? Bastano 11 voti per essere eletti, è vero. E Casini sembra poterli raccogliere. Ma sarebbe auspicabile che un presidente si presentasse con un senso più largo. E oggi nessuno sembra poterlo garantire. Per questo, resta sullo sfondo una pista “segreta”: quella che porta alla nomina di una figura interna al movimento: Luca Percassi, ceo dell’Atalanta, sarebbe più che disponibile. E metterebbe d’accordo tutti e 20 i club. Il problema è che a oggi lo Statuto della Lega non lo permette. Ma se fosse davvero l’unica soluzione percorribile, qualcuno disposto a proporne la modifica si troverebbe. Poi certo, l’ultima parola spetterebbe alla Federcalcio.

Serie A, corsa al presidente: Lorenzo Casini in vantaggio, ma c'è una pista a sorpresaFonte Repubblica.it

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