Scudetto, che noia: a Bayern e Psg servirebbe la Superlega

Scudetto, che noia: a Bayern e Psg servirebbe la Superlega

In due città d’Europa i tifosi si sono stufati di vincere lo scudetto. in Francia e Germania la vittoria del campionato non rende più felice nessuno. Copioni scontati, successi senza emozione, svuotati dell’adrenalina di un sorpasso, di un inseguimento, di una vittoria inattesa. A un anno esatto dalle manifestazioni di piazza in cui la gente, a Londra e Manchester, protestava contro la propria squadra del cuore in nome della difesa dei campionati nazionali e del calcio del popolo, a Parigi e Monaco di Baviera il “popolo” si è stufato di vincere facile.

La formula noia

A un anno dal naufragio catastrofico della Superlega, le uniche due grandi d’Europa che non avevano aderito al progetto iniziale sembrano le due che ne avrebbero più bisogno. Perché Bundesliga e Ligue 1, in Germania e Francia, sono diventate vialoni senza ostacoli per Bayern e Psg. In Baviera, poche ore prima di un trionfo annunciato, il presidente onorario Uli Hoeness si lamentava di come “nonostante abbiamo nove punti di vantaggio qui nessuno è contento”. Il Bayern ha tagliato il traguardo dei 10 titoli di fila e gli unici a far festa erano i giocatori. Per carità, anche a Torino dopo il 9° titolo di fila, con Sarri, i tifosi della Juvetus sbadigliavano. A Parigi invece sono andati anche oltre. Al Parc des Princes, dove fino al 2013 avevano visto solo due titoli di Francia, l’ultimo 19 anni prima, ora si permettono di accogliere il decimo trionfo della loro storia fischiando nientemeno che sua maestà Leo Messi. E Neymar, che quasi sfida il pubblico: “Fischiate pure, tanto resto qui altri tre anni”. Unico a salvarsi dagli strali, Mbappé, l’unico che potrebbe andarsene davvero. 

Conta solo la Champions

Il motivo della rabbia dei tifosi del Psg e del Bayern è la stessa: la delusione europea. In Baviera non riescono a digerire l’eliminazione ai quarti di Champions subita dal piccolo Villarreal che li ha fermati a un passo dalla semifinale. Come se la storia recente – negli ottavi aveva eliminato la Juventus, un anno fa aveva vinto l’Europa League battendo in finale il Manchester United – non avesse insegnato nulla. I tifosi del Psg invece, nuovamente frustrati in Champions nonostante il mercato dei sogni, con la rimonta più eliminazione agli ottavi di finale al Bernabeu – in pratica, nella casa della storia del calcio europeo – chiamano i loro giocatori “mercenari”: ma forse avrebbe più senso prendersela con un club che a colpi di centinaia di milioni ha scavato un solco incolmabile col resto del movimento calcistico francese, di fatto azzerando la competizione (ma un anno fa ha vinto il Lille…) solo per inseguire un’ossessione. E senza nemmeno trovare la formula giusta per soddisfarla. 

Gli scudetti non contano più

Ma questo atteggiamento certifica una tendenza: praticamente è il superamento dei campionati nazionali già “suggerito” dalla Superlega. Che, come la definì qualche settimana fa Gabriele Gravina, n.1 della Figc, è “La risposta sbagliata a un problema reale”. Il paradosso opposto è che dove la Superlega aveva – almeno inizialmente – attecchito, la tenzone è ancora accesa: la Premier vivie un testa a testa mozzafiato a colpi di sorpassi e controsorpassi tra Manchester City e Liverpool. La Serie A cerca ancora un padrone dopo mesi di incertezza, per la verità dovuti più ai limiti delle prime che ai loro meriti. In Spagna il Real può vincere sabato un campionato in cui non ha avuto grossi rivali, ma che negli ultimi 4 anni aveva vinto una volta soltanto. Resta però la “questione reale” a cui rispondere: come restituire interesse a dei campionati da sbadigli per tutti. Anche per chi li vince. 

Fonte Repubblica.it

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