San Siro scoppia di salute: anche contro la Salernitana l’Inter fa l’esaurito

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San Siro scoppia di salute: anche contro la Salernitana l'Inter fa l'esaurito

Non è una domenica qualunque per  il vecchio stadio di San Siro, che domani sarà oggetto della quarta tappa del dibattito pubblico sul suo futuro abbattimento e della sua sostituzione, in una data che oscilla tra il 2028 o il 2030. La discussione è un pro forma, sostengono i critici del percorso scelto dal sindaco Sala, che ne rivendica invece la trasparenza e l’utilità. Si chiuderà il 18 novembre con la relazione conclusiva a Palazzo Marino, tuttavia il finale non è ancora scontato, anche se il Milan, col presidente Scaroni, e l’Inter, con l’ad Antonello, sono irremovibili: se sono i club a finanziare l’opera (da 1,3 miliardi di euro, incluse la Cittadella dello sport e le aree commerciale e edilizia) per corrispondere al Comune un canone annuo da 2 milioni di euro per il diritto di superficie, hanno il diritto di scegliere luogo e dimensioni del nuovo impianto, per ottenerne i ricavi necessari a sostenere i costi.

Ma se il Milan, appena ceduto al fondo americano Red Bird di Gerry Cardinale dall’altro fondo americano Elliott anche attraverso un prestito di 600 milioni che gli conserva una pesante presenza nel Cda, pare potersi impegnare in un business a lungo termine, l’Inter cinese degli Zhang, assillata dai debiti, è sempre più vicina al cambio di proprietà, con tre banche d’affari internazionali incaricate di reclutare un acquirente da 1,2 miliardi, la stessa cifra dell’operazione Elliott-Red Bird al Milan. Dal mondo finanziario trapela la notizia di una gara tra due fondi Usa e uno degli Emirati Arabi, pronti alla due diligence, l’esame dei conti del club, per procedere al closing nei primi tre mesi del 2023.

Il Milan, mentre insegue la moltiplicazione dei ricavi avviando la sinergia commerciale con i New York Yankees franchigia del baseball Usa, vuole chiudere la questione presto. Però l’eventualità di trasferire il progetto a Sesto San Giovanni, causa eccesso di burocrazia, e di lasciare l’Inter al Meazza, di fatto non snellirebbe i tempi. Il tema parallelo è la capienza. Quella attuale, 75 mila spettatori, è stata più volte raggiunta o sfiorata in questa stagione da entrambe le squadre. Anche oggi per Inter-Salernitana ci sarà il tutto esaurito. Nel 2016, come da inchiesta di Repubblica, venivano gonfiati i dati sulle presenze, per un totale di 300 mila spettatori fantasma a stagione: la tendenza si è capovolta. Eppure il progetto del nuovo stadio – da 63 mila persone – non pare tenerne conto. Per garantire i legittimi ricavi ai club, aumenta la percentuale dei posti più cari, col taglio dei settori più economici. La mutazione, per lo sport popolare per definizione, è epocale: tanti tifosi davanti al video e pochi dal vivo, con biglietti molto più cari. Il dato di Milan-Chelsea (75.051 spettatori, 6,8 milioni di incasso) fa riflettere: il prezzo medio è stato di 90,6 euro.  

Popolare resta l’attesa per oggi. Il Milan, non abbattuto dalla batosta di Champions, cerca la rimonta al primo posto, assaggiando in casa del Verona di Bocchetti  l’ultimo favorevole spicchio di calendario prima della sosta mondiale. L’Inter settima, reduce dal felice 3-3 di Barcellona, prova con la Salernitana ad accorciare una distanza pericolosa. Giroud o Rebic davanti e Asllani o Çalhanoglu in regia sono i dubbi (relativi) di Pioli e Simone Inzaghi.

Fonte Repubblica.it

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