Sampdoria-Roma 0-1: rigore di Pellegrini, Mourinho è quarto

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GENOVA — Nel saloon di Marassi è normale che la posta si decida alle mani. I baci sono finiti prima del fischio d’inizio, con quello di José Mourinho sulla testona rasata di Dejan Stankovic, quasi a replicare una foto del giorno in cui portarono l’Inter sul tetto d’Europa. Convenevoli affettuosi, “Ti ricordi che gol hai fatto qui da giocatore?”, “Ti voglio bene mister”, e così via. Ma come insegna la storia, a volte dietro un bacio si nasconde una caccia all’uomo: è bastato che il pallone iniziasse a rotolare perché a Marassi s’infiammasse una tonnara inestricabile di gambe intrecciate, salti sgomitati, scivolate energiche. Ne è uscita la partita più cattiva dall’inizio del campionato: 40 falli perfettamente ridistribuiti tra le due parti (altrettanti in Samp-Monza), come una partita a scacchi in cui l’unico scopo non sia prendere il Re ma mangiare più pedoni possibili.

Il bacio di Josè Mourinho a Dejan Stankovic Il bacio di Josè Mourinho a Dejan Stankovic
Il bacio di Josè Mourinho a Dejan Stankovic 

Il rigore fischiato alla Roma

Sembrerà paradossale, ma mentre tutti vengono alle mani, basta un dito alla Roma per sbilanciare irrimediabilmente questa rissa itinerante. O forse un’unghia. Quando Alex Ferrari sfiora col medio della mano destra un cross di Abraham, molti chiedono il rigore, lo vede il Var Aureliano, a cui forse di fronte a quelle immagini tornano in mente vecchi episodi simili e discussi: un tocco con l’unghia di Juan Jesus del Napoli in Europa League contro il Barcellona a febbraio. Il polpastrello di Vitor Hugo della Fiorentina in una vecchia sfida contro l’Inter. Simili e puniti, come quello di lunedì sera, perché non conta l’entità del tocco con la mano ma la posizione del braccio. E quindi, rigore, Pellegrini che aveva sbagliato a Empoli stavolta tiene il sangue gelido e di fatto decide l’incontro che per regalare emozioni dovrà aspettare Massimo Ferrero. Sì, perché a inizio ripresa lo stadio ha scoperto che lì, in un box della tribuna, l’ex presidente aveva deciso di ricomparire. Era la prima volta dall’arresto del 6 dicembre, ma questa non è più casa sua e i 20 mila tifosi glielo hanno urlato: girandosi, anche a pochi metri da lui, urlandogli in faccia quel coro che lo accomuna alla materia in cui ha lasciato la Sampdoria. È servita la scorta della polizia – degna di un capo di stato in visita in un Paese in guerra – per evitare che finisse molto peggio, con tifosi già pronti a raggiungerlo.

Roma al quarto posto

Alla fine, la Roma si scopre quarta, felice e sola: davanti alla Lazio e a due punti appena dal secondo posto. Non si poteva capitalizzare meglio quel rigore, nonostante i lampi di Zaniolo, bravo e ugualmente sciagurato nel costruire e dissipare il bis. Per la Samp la notte è invece nerissima: ultimo posto, da sola, senza attaccanti in grado di far gol e senza una proprietà. Mourinho giura, “Una squadra che lotta come la Samp si salverà”. Ai tifosi, forse, basterebbe evitare l’umiliazione di vedere allo stadio chi l’ha ridotta così.

Il tabellino di Sampdoria-Roma

Sampdoria 0

Roma 1 

9’ pt rig. Pellegrini

Sampdoria (4-4-2): Audero 6 – Bereszinski 6, Ferrari 5, Colley 6, Augello 5 (1’ st Murru 5) – Leris 5 (1’ st Pussetto 6), Rincon 5 (14’ st Verre 6), Villar 5, Djuricic 5.5 (30’ st Sabiri sv) – Gabbiadini 5 (14’ st Quagliarella 5.5), Caputo 5. All. Stankovic 5.  

Roma (3-5-2): Rui Patricio sv – Mancini 6.5, Smalling 6.5, Ibañez 5.5 – Zalewski 6 (39’ st Karsdorp sv), Camara 6 (24’ st Matic 5.5), Cristante 6, Pellegrini 6.5, El Shaarawy 5 (30’ st Spinazzola sv) – Abraham 5 (24’ st Zaniolo 6), Belotti 5 (39’ st Bove sv). All. Mourinho 6.  

Arbitro: Di Bello 6. 

Note: ammoniti Ibañez, Rincon, Stankovic, Verre, Pellegrini, Pussetto, Colley, Zaniolo. Spettatori 20.803.

Fonte Repubblica.it

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