Samp, il blitz di Ferrero allo stadio: ecco perché

Samp, il blitz di Ferrero allo stadio: ecco perché

Lacerante. E’ questo l’aggettivo più diffuso nel mondo Sampdoria per definire il blitz di Ferrero allo stadio durante la partita contro la Roma, un’improvvisata, all’insaputa di tutti, a cominciare dai quattro membri del Cda, il presidente Lanna, il vice Romei e i due uomini dei conti, Panconi e Bosco, che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori, se l’assedio dei tifosi, il folto gruppo che dalla gradinata Sud, il feudo caldo, si era trasferito verso la tribuna, a pochi metri dalla zona hospitality e dallo skybox presidenziale occupato da Ferrero, fosse andato a buon fine. Per fortuna il pericoloso contatto è stato evitato: l’ancora proprietario del club blucerchiato è stato oggetto di insulti da parte di tutto lo stadio, ha rischiato, ma, convinto dalla scorta ad abbandonare la scena, è riuscito senza danni a lasciare l’impianto. La sua toccata si è tramutata presto in fuga, lasciandosi alle spalle però ferite aperte e scorie abbondanti, la rabbia della gente, l’imbarazzo degli attuali dirigenti, lo sconcerto di tutto l’ambiente, convinto di vivere uno dei momenti più bassi della storia blucerchiata, proprio nei giorni in cui si è ricordato il ventinovesimo anniversario della scomparsa di Paolo Mantovani, il presidente dello storico scudetto del 1991.

Ferrero è tornato. Si è fatto rivedere. Ha marcato di nuovo un territorio, che lui considera ancora suo, anche se, l’accoglienza ricevuta lo dimostra, ora gli è terribilmente ostile. Ma perchè, ci si chiede il giorno dopo, in attesa di qualche passo ufficiale del Cda, che a caldo avrebbe voluto dimettersi, ma che poi ha preferito lasciare spazio alla riflessione, anche perchè, in assenza di un nuovo proprietario, una mossa del genere potrebbe avvicinare di molto lo spettro del fallimento, Ferrero ha compiuto questo blitz? Perchè ha voluto sfidare la gente, sapendo che ormai a Genova (sarebbe surreale che non lo immaginasse, non fosse altro per tutti gli insulti via social ricevuti negli ultimi 10 mesi, da quando, il 6 dicembre del 2021, fu arrestato a Milano) l’aria per lui è irrespirabile? Di sicuro dietro c’è una strategia, contrariamente a quanto pensi molta gente Ferrero non agisce quasi mai d’istinto, molteplici però possono essere le chiavi di lettura scelte.

 Di sicuro, in un momento in cui tanto si parla di una possibile vendita del club (da settimane tiene banco sui social il possibile passaggio ad uno sceicco, tramite l’intermediario Di Silvio, che a più riprese parla di soldi in arrivo, senza che gli stessi però finiscano sul conto del trustee Vidal, incaricato di curare il cambio di proprietà), Ferrero con questo suo gesto ha voluto far sapere che il padrone, attraverso la figla Vanessa, la principale azionista della Sampdoria, è ancora lui. Già da tempo si parlava di un suo ritorno in sella, molti episodi lo facevano presagire, gli auguri della società al figlio Rocco, comparsi sul sito ufficiale, ai primi di agosto, in un momento in cui il suo nome era ancora off limits, nessuno all’interno del club amava pronunciarlo, oppure la sua presenza un pomeriggio a Milano, a parlare con dirigenti e procuratori, a mercato calcistico aperto, o ancora l’annunciata presenza nel ritiro della squadra (inizio ottobre), blitz abortito, ma che comunqe  aveva scatenato una feroce contestazione davanti all’albergo con 200 tifosi e diversi striscioni, o il giorno dopo, il 2 ottobre, allo stadio per la sfida contro il Monza, la partita che era costata la panchina a Giampaolo, altra comparsata mai avvenuta, ma capace di creare allerta e trambusto nell’ambiente, senza contare il placet per l’esonero di Giampaolo e soprattutto il parere favorevole (e necessario, secondo il Cda, per tutelarsi da eventuali rivalse future, essendo la famiglia ancora proprietaria) sull’assunzione di Stankovic.

La sua ombra aleggiava. Sempre più ingombrante. Decisamente più presente, rispetto ai tempi (i primi sei mesi del 2022) degli arresti domiciliari, quando si era reso protagonista solo in un’occasione, una mail di censura al comportamento del presidente Lanna e degli altri dirigenti, ad aprile, con la Sampdoria in piena lotta per non retrocedere, un segnale isolato, ma comunque capace di inquietare i reggenti e di turbare l’ambiente. La sua figura provava a sgomitare nei discorsi e nei pensieri. Ma un conto è parlare di lui, un altro è apparire di persona. I tifosi ora sono inferociti: come  ha fatto ad entrare allo stadio? Chi glielo ha permesso?  Molti ce l’hanno con  il Cda che non ha impedito l’accesso, dimenticando però che Ferrero della Sampdoria è ancora padrone e che non farlo entrare (così almeno dicono i componenti del Cda, giurando di non sapere nulla del suo arrivo) è impossibile. Il Cda, almeno parzialmente (Lanna che ha evitato qualsiasi contatto con Ferrero, abbandonando la tribuna alla notizia del suo arrivo, non viene toccato dalle critiche), è finito nel mirino, e ora sta studiando qualche mossa appropriata a sua difesa, ma al di là delle polemiche, tutto questo dimostra come Ferrero abbia ottenuto il suo scopo. Voleva dilaniare e c’è riuscito, accentuando la spaccatura in un ambiente che già si divide nel credere o meno alla trattativa con lo sceicco.

C’è però chi vede, nel blitz di Ferrero, anche dei messaggi. Forse proprio allo sceicco, o almeno all’intermediario Di Silvio: volete la Sampdoria? A parte il trustee Vidal, dovete fare i conti con me, io ci sono ancora. E chi addirittura a Edoardo Garrone, colui che regalò nel 2014 la Sampdoria a Ferrero, e che poi nel 2019 ha cercato di aiutare Vialli e il gruppo americano da lui rappresentato a riprenderla. Garrone, di fronte allo spettro di un fallimento del club, si è fatto garante di fronte ai tifosi, giurando che un attimo prima sarebbe intervenuto, evitandolo. E’ su quella promessa che si basano le poche speranze rimaste ai sostenitori. Una discesa in campo del vecchio proprietario, capace di riportare a galla la barca. Ferrero sa che Garrone alla fine potrebbe essere il salvatore. E pure a lui (è il pensiero di qualcuno) dice: se rivuoi la Sampdoria, io sono qua. Non si fa niente, se non si tratta con me. L’uomo che in molti considerano disperato, alla fine. Ma che invece vuol far credere di avere in mano ancora molte risorse. Verità o bluff, sarà il tempo a dirlo.

Fonte Repubblica.it

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