Salvezza, è corsa a cinque: i jolly della Salernitana, la Sampdoria rischia grosso

ROMA – A fine dicembre la Salernitana non aveva alcun futuro: dopo la gestione Lotito doveva essere venduta in fretta per non farsi escludere a stagione in corso dal campionato di Serie A e con 8 punti appena il destino pareva comunque segnato. Ora, a un mese esatto dalla fine del campionato, la Salernitana non solo può salvarsi: è padrona di riuscirci senza dover contare su passi falsi di altri. 

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L’effetto del mercato di gennaio

Dodici calciatori e un allenatore nuovi: se la squadra è passata dall’illusione alla speranza è per l’effetto della rivoluzione firmata dal nuovo presidente, Danilo Iervolino, e dal ds Walter Sabatini. Ma nuova è soprattutto l’anima della Salernitana. In 5 giorni, la squadra ha battuto prima la Samp a Marassi e poi l’Udinese nel recupero dell’ultima giornata del girone di andata (saltata a dicembre per l’epidemia di Covid). In entrambi i casi, decisivi gli acquisti di gennaio: Fazio ed Ederson contro la Samp, Verdi contro l’Udinese, tutti arrivati nelle ultime ore del calciomercato invernale, in quella giostra frenetica di operazioni con cui il ds Sabatini ha cercato come un alchimista di produrre una miscela per rendere possibile l’impossibile. 

Recuperi e calendario: perché può sperare

In due partite, la Salernitana ha raccolto 6 punti, solo uno in meno di quanti ne avesse raccolti in tutto il girone di ritorno. E adesso è padrona del proprio destino. Deve infatti affrontare ancora il Venezia nel recupero della prima giornata di ritorno fissato per mercoledì prossimo (ma i veneti hanno impugnato al Collegio di garanzia la decisione con cui la Corte d’Appello Figc ha imposto di giocare, chiedendo anche un’ordinanza cautelare per rinviare la partita) e poi cercare di non perdere terreno per giocarsi la salvezza l’8 maggio col Cagliari. In casa, all’Arechi, la partita potrebbe essere a tutti gli effetti uno scontro salvezza: due partite che, se vinte, potrebbero azzerare il distacco dei granata dalla formazione sarda. E grazie all’1-1 dell’andata, le basterebbe arrivare a pari punti coi sardi per salvarsi.

La corsa salvezza

La corsa però è più ampia, e prevede alla fine un incrocio di scontri diretti. La Samp, che ha oggi 7 punti di vantaggio su Salernitana e Venezia, ma lo scontro diretto tra le due può ridurre il vantaggio a 4 lunghezze. In più, Giampaolo appare in caduta libera: ha perso 6 delle ultime 7 gare e nelle ultime 4 avrà il derby con un Genoa disperato, poi Lazio, Fiorentina e Inter, tutte in piena lotta per Europa e titolo. Il Venezia, reduce da 7 ko di fila, resta aggrappato al recupero con la Salernitana. Il Cagliari da qui alla fine avrà tre scontri diretti: con Salernitana, appunto, ma prima il Genoa e poi, all’ultima, il Venezia. Proprio la Salernitana ha, paradossalmente, il calendario migliore, visto che le ultime due le giocherà con Empoli e Udinese, che al campionato non hanno più molto da chiedere. 

La giustizia sportiva e la sportività dei club

Tutto ciò, però, riporta d’attualità la questione dei tempi della giustizia sportiva. Come sia possibile che partite rinviate a dicembre si giochino ad aprile, è tutto nelle maglie dei procedimenti sportivi, che prevedono tempi biblici per decidere se presentare ricorso. E le squadre, consapevolmente di quanto possa tornare loro utile (o meno) dal punto di vista della classiffica aspettare a giocare, si prendono tutto il tempo possibile. Come ha fatto il Venezia, che a 8 giorni dalla partita con la Salernitana ha presentato ricorso al Collegio di garanzia del Coni, chiedendo la vittoria a tavolino e un’ordinanza cautelare per rinviare il match in attesa del pronunciamento. Una pratica che hanno adottato tanti, a cominciare dai campioni d’Italia dell’Inter per giocare più in là possibile col Bologna. Tutto legittimo: ma non parlate di sportività. 

Salvezza, è corsa a cinque: i jolly della Salernitana, la Sampdoria rischia grossoFonte Repubblica.it

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