Salernitana-Venezia 2-1: Verdi porta per la prima volta i campani fuori dalla zona retrocessione

Salernitana-Venezia 2-1: Verdi porta per la prima volta i campani fuori dalla zona retrocessione

SALERNO — Per la prima volta dall’inizio della stagione la Salernitana è fuori dalla zona retrocessione, grazie alla sofferta vittoria (2-1) nello scontro diretto per la salvezza con il Venezia, giocato allo stadio Arechi davanti a 25 mila spettatori. Decisive le reti nel primo tempo di Bonazzoli su rigore e di Verdi a metà ripresa, che hanno reso inutile il momentaneo gol del pareggio di Henry. La squadra di Nicola risale al quart’ultimo posto e supera il Cagliari, alla vigilia del faccia a faccia con i sardi di domenica. Si fa invece disperata la situazione della formazione di Soncin, ultima in classifica e ormai a un passo dalla B.

Dal 6 gennaio al 5 maggio: per togliere l’ultimo asterisco dalla classifica della Serie A ci sono voluti tra un ricorso e l’altro 4 mesi e allo stadio Arechi è andato finalmente in scena il recupero della ventesima giornata del campionato, rinviata il 6 gennaio nel mezzo dell’emergenza Covid. All’epoca la Salernitana pareva spacciata e il Venezia si sentiva invece già proiettato verso una salvezza abbastanza agevole, ma nel frattempo le carte si sono molto rimescolate e sono stati i granata a scendere quindi in campo in una condizione di vantaggio, con 4 punti in più classifica rispetto ai diretti avversari e il morale alle stelle. La rilanciata squadra di Nicola, reduce da quattro risultati utili di fila, ha inoltre potuto contare sulla spinta fortissima dei suoi 25 mila tifosi: col record di presenze stagionale favorito dal ritorno alla capienza totale degli impianti, ulteriore variabile che ha preso corpo per lo slittamento della sfida dall’inverno alla primavera.

Ma è soprattutto in campo che la Salernitana ha cambiato in meglio il suo volto, per gli innesti garantiti sul mercato di riparazione (tra cui Mazzocchi, che il 6 gennaio era ancora al Venezia) della nuova proprietà di Iervolino e grazie al lavoro in panchina di Nicola. La squadra ora ha una organizzazione e una fiducia nei suoi mezzi superiore e lo ha confermato prendendo di petto pure lo scontro diretto all’Arechi, che s’è peraltro subito acceso per una conclusione in mischia (1′) di Ceccaroni, con cui la formazione veneta ha provato a non farsi intimidire in avvio di gara. I granata non si sono tuttavia impauriti e al primo assalto sono passati immediatamente in vantaggio: tocco di mani in area di Ceccaroni (segnalato dal Var) e rigore trasformato con freddezza glaciale da Bonazzoli (7′), che ha spiazzato con un rasoterra lento e beffardo il portiere Maenpaa.

Sbloccare in fretta il risultato era il principale obiettivo della Salernitana, costretta a ritornare in campo ad appena tre giorni di distanza dalla trasferta di lunedì a Bergamo contro l’Atalanta. Per questo dopo aver trovato il gol i granata hanno cercato di tenere basso il ritmo, rendendosi peraltro lo stesso pericolosi con una acrobazia in area (22′) del vicace Ederson, vicino al raddoppio di tacco. Ma le emozioni si sono diradate e la migliore chance per mettere al sicuro il risultato è capitata a Djuric (37′), il cui guizzo sotto misura è stato neutralizzato quasi sulla linea di porta dal salvataggio di Caldara. Poi ci ha provato nel finale di tempo (42′) Radovanovic: conclusione alta e imprecisa. La squadra di Nicola ha avuto però soprattutto il merito di concedere poco o niente al Venezia, con l’unico assalto di Okereke dalla segnalazione del fuorigioco (e da Sepe).

All’intervallo la Salernitana è arrivata dunque in vantaggio e senza stancarsi troppo, mostrando pure maturità nella bolgia dell’Arechi. L’unica sostituzione l’ha fatta quindi la formazione veneta: fuori Haps, sostituito da Ullmann. Ma è cambiata soprattutto la presenza sul campo della squadra di Soncin, che ha alzato di molto il suo baricentro e ha assediato l’area granata, portando subito una minaccia con una punizione dal limite di Aramu. Nicola non l’ha intesa come un campanello d’allarme e sono continuati così i pericoli per Sepe, super (13′) su un tiro dalla distanza di Okereke. Il pareggio però si è materializzato lo stesso per gli ospiti subito dopo (14′): bel colpo di testa di Caldara, tuffo miracoloso da parte di Sepe e tap-in ravvicinato di Henry sul filo del fuorigioco.

Sull’Arechi è calato per un attimo il gelo e sono arrivati con un po’ di ritardo anche i cambi di Nicola, che s’è affidato nel momento di difficoltà a Kastanos e Verdi. Dentro pure il portiere Belec al posto di Sepe, infortunatosi nell’azione del gol subito. Busio e Crnigoj sono state invece le contromosse per l’infuocato finale di Soncin. Entrambe le squadre si sono infatti disinteressate del pareggio e hanno rischiato il tutto per tutto per trovare i 3 punti. Ancora Caldara (22′) ha sfiorato il palo, di testa. Ma il colpaccio è riuscito dall’altra parte al nuovo entrato Verdi, che ha risolto l’ennesima mischia con un diagonale all’incrocio (22′), rimettendo nella partita pure i 25 mila tifosi in tribuna.

Alla Salernitana – visibilmente affaticata – è toccato però lo stesso soffrire fino alla fine della sfida. L’Arechi ha tremato soprattutto per un’altra punizione di Aramu (38′), che ha mandato il pallone ad accarezzare il palo. Il Venezia non si è arreso nemmeno dopo l’espulsione di Ampadu (fallo su Perotti) e i cinque minuti di recupero sono stati lunghissimi. Ma non ci sono state crepe nel bunker dei granata, che adesso vedono un po’ più vicina la salvezza. Domenica arriva il Cagliari e sarà uno scontro diretto decisivo.

Salernitana-Venezia 2-1: Verdi porta per la prima volta i campani fuori dalla zona retrocessioneFonte Repubblica.it

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