Salernitana, Ribery lascia il calcio: la Champions col Bayern, la coppia con Robben, la cicatrice sul volto

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Salernitana, Ribery lascia il calcio: la Champions col Bayern, la coppia con Robben, la cicatrice sul volto

Robben-Ribery, tutto d’un fiato. La coppia di esterni d’attacco tra le più forti della storia del calcio, le ali che ogni allenatore appassionato di 4-3-3 ha sognato di avere. L’olandese ha lasciato il calcio un anno fa, oggi tocca al francese della Salernitana. Dopo una serie di problemi fisici che da agosto lo tormentano, rinviando sempre più avanti il suo ritorno in campo, Franck Ribery ha deciso di dire basta a 39 anni. Resterà legato alla società granata come collaboratore del tecnico Davide Nicola.

Ribery e il ciclo d’oro del Bayern Monaco

Ha fatto la storia del Bayern Monaco con una Champions, una Supercoppa europea, nove titoli tedeschi, sei Coppe di Germania, miglior calciatore Uefa nel 2013 negli anni del dominio di Messi e Cristiano Ronaldo. Delle sue giocate, dei suoi assist perfetti da trasformare in gol con un tocco semplice hanno goduto Luca Toni, Klose, Mario Gomez, Lewandowski. Dribbling letali, nello stretto, mentre gli avversari perdevano tempo a osservare la cicatrice che gli segna il volto, lascito di un incidente d’auto coi genitori quando aveva appena due anni. I tifosi del Galatasaray, sua squadra degli inizi insieme al Marsiglia, avevano sostituito la sua faccia con quella di Al Pacino nella locandina del film “Scarface”. Da lì, Scarface per sempre. Ma non solo: Franck Ribery si chiama anche Bilal Yusuf Mohammed da quando ha abbracciato la fede islamica per sposare Wahiba Belhami, con cui ha avuto quattro figli.

Ribery, la Fiorentina e la Salernitana: l’attrazione per le piazze passionali

Mancino sopraffino, carattere forte e uomo da scelte decise. Per questo nell’ultima parte della carriera, dopo l’addio al Bayern, ha scelto piazze dalle ambizioni minori ma comunque passionali, con progetti di rilancio incentrati sulle sue capacità tecniche e sulla sua grande esperienza internazionale. È stato il simbolo della prima Fiorentina americana di Rocco Commisso, accolto in una calda sera d’estate al Franchi tra luci stroboscopiche, fuochi d’artificio e oltre diecimila tifosi a gridare il suo nome. Non ha fatto mai mancare impegno e dedizione al lavoro, nonostante i capricci del suo fisico. Nei momenti di difficoltà ha sempre preso le sue squadre per mano, nei due anni a Firenze come nei due a Salerno.

Ribery, la salvezza della Salernitana e un’impresa da ripetere

La scorsa stagione, pur contribuendo poco in campo a causa di vari acciacchi, insieme a Nicola ha guidato la squadra verso una salvezza su cui nessuno a dicembre – quando il club ha rischiato di fallire prima dell’arrivo di Iervolino – avrebbe scommesso un euro. Adesso la sfida si ripropone, anche se Ribery la affronterà osservandola da un’altra prospettiva. Mentre generazioni di bambini, per imparare a scartare un avversario, guarderanno a ripetizione le sue giocate su YouTube: palla sul sinistro, gioco di gambe, tocco d’esterno e passaggio tagliato per il centravanti. Sempre la stessa finta, in pochi sono riusciti a non abboccare. La firma di Scarface, più indelebile di qualsiasi cicatrice.

Salernitana, Ribery lascia il calcio: la Champions col Bayern, la coppia con Robben, la cicatrice sul voltoFonte Repubblica.it

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