Ronaldo inquieto: “Non si scherza col mio nome, basta chiacchiere”, Il Real si sfila. Ancelotti: “Affetto e rispetto, mai pensato a lui”

TORINO. Sono due anni che Ronaldo cerca di andarsene dalla Juve. Ha bussato a molte porte, ma invano: non gli hanno aperto all’Old Trafford, non gli hanno aperto al Bernabeu (ma lui insiste, non si sa mai) e non gli hanno mai aperto a Parigi, spiegandogli dallo spioncino che non c’erano soldi per sfamare un tridente così vorace (lui con Neymar e Mbappé). “Al limita ripassa casomai vendessimo Mbappé”. Poi è arrivato Messi, ha dato due colpetti alla porta e gliel’hanno subito spalancata. Anche se Leo guadagna più di Cristiano e anche se Mbappé è ancora lì.

Il messaggio su Instagram

“Chi mi conosce sa quanto sono concentrato sul mio lavoro. Meno chiacchiere e più azione, questo è stato il mio motto sin dall’inizio della mia carriera. Tuttavia, alla luce di tutto ciò che è stato detto e scritto di recente, devo esporre la mia posizione. Più che la mancanza di rispetto per me come uomo e come giocatore, il modo frivolo con cui il mio futuro è coperto dai media è irrispettoso per tutti i club coinvolti in queste voci, così come per i loro giocatori e il loro staff”.

“La mia storia al Real Madrid è stata scritta”, sottolinea Cr7. “In parole e numeri, in trofei e titoli, nei record e nei titoli. E’ nel Museo dello Stadio Bernabeu ed è anche nella mente di ogni tifoso del club. E al di là di ciò che ho ottenuto, ricordo che in quei nove anni ho avuto un rapporto di profondo affetto e rispetto per i ‘merengue’, un affetto e un rispetto che conservo ancora oggi e che custodirò sempre. So che i veri tifosi del Real Madrid continueranno ad avermi nel cuore e io li avrò nel mio”.

Oltre a questo episodio più recente in Spagna, aggiunge Cristiano Ronaldo, “ci sono state frequenti notizie e storie che mi associavano a un certo numero di club in molti campionati diversi, senza che nessuno si fosse mai preoccupato di cercare di scoprire la verità. Sto rompendo il mio silenzio ora per dire che non posso permettere alle persone di continuare a giocare con il mio nome. Rimango concentrato sulla mia carriera e sul mio lavoro, impegnato e preparato per tutte le sfide che devo affrontare. Tutto il resto? Tutto il resto è solo chiacchiere”.

Ronaldo e la Juve, bilancio in rosso

Non è il miglior momento della carriera di Cristiano Ronaldo e sicuramente l’approdo di Messi al Psg, con tutto quel can can attorno e l’etichetta di “affare del secolo” che ha scalzato quella che definì il suo trasferimento dal Real alla Juventus, deve averlo irritato ulteriormente perché lui si nutre di paragoni, di dualismi, di confronti. E non accetta di perderli, come invece sta capitando. A conti fatti, la sua scelta di trasferirsi in bianconero è stata infelice per tutti: non si è nemmeno avvicinato all’unico trofeo che avrebbe dato un senso alla sua esperienza italiana (il primo anno ai quarti poi due volte agli ottavi), si sono succeduti allenatori con cui ha legato poco, ha piano piano abbandonato ogni vita di comunità, rimanendo ai margini del gruppo squadra, non ha più vinto trofei individuali di rilievo (Messi sì) e persino l’Europeo del Portogallo, che affrontava da campione in carica e tra i favoriti, è stato un disastro, mentre Messi alzava il suo primo trofeo con l’Argentina ipotecando anche il prossimo Pallone d’oro. A conti fatti, un bilancio negativo, anche il club in questo periodo ha dovuto affrontare tre crisi tecniche e ricorrere a due aumenti di capitale da 700 milioni complessivi.

 

La mimica dell’insofferenza

Non è stato un matrimonio felice e Ronaldo non sta facendo nulla per nasconderlo. Con il club, non risponde alle domande dei giornalisti dall’ottobre del 2019 (elogiò smisuratamente il gioco di Sarri in rapporto a quello di Allegri), però comunica con i social e il linguaggio del corpo: su Instagram ha scritto la parola Juve (in un hashtag) una volta in tre mesi, con la mimica sembra invece fare di tutto per non celare l’insofferenza, come si è visto più volte nell’amichevole con l’Atalanta della vigilia di Ferragosto.

 

L’amico del cuore: “Ancelotti lo vuole al Real”

Ma a tradire la sua voglia d’andarsene sono anche le voci che circolano, e che fanno circolare le persone a lui più vicine, a cominciare dall’entourage di Jorge Mendes. Il triangolo con Mbappé (il francese al Real, Ronaldo al Psg) è una suggestione che continua a trovare molto spazio sui giornali spagnoli ma assai meno su quelli francesi, mentre per tutta la giornata di martedì il famoso programma televisivo El chiringuito de Jugones, condotto da uno dei migliori amici di Cristiano, Edu Aguirre, ha annunciato per tutto il giorno un bombazo di mercato poi sganciato a mezzanotte: Ancelotti rivuole Ronaldo al Real.

La smentita di Carletto: “Mai pensato a Cristiano”

Carletto ha però subito smentito, addirittura con un tweet: “Cristiano è una leggenda del Real Madrid e ha tutto il mio affetto e il mio rispetto. Ma non ho mai pensato di farlo ingaggiare. Guardiamo avanti”. È stato in pratica un bombazo a metà: perché è vero che Ronaldo ha più volte contattato Ancelotti chiedendogli di intercedere presso Florentino Perez, ma l’allenatore gli ha risposto che non avrebbe potuto fare nulla per incrinare la volontà del presidente madridista, il quale ha sempre negato ogni apertura al ritorno di un giocatore che a Madrid non hanno mai rimpianto, anche se dopo la sua partenza il rendimento della squadra è precipitato in picchiata. Secondo gli spagnoli, Aguirre ha raccontato quella mezza verità per provare a smuovere le acque, magari per solleticare i tifosi, delusi per il fatto che da due anni Florentino non compra nessuno (ha soltanto ingaggiato a costo zero lo svincolato Alaba): un po’ di malumore al Bernabeu c’è e Ronaldo sarebbe perfetto per placarlo.

Alla Juve nessuna offerta

Negli ultimi giorni le voci su Ronaldo hanno avuto un’accelerata e lui stesso non sta facendo mistero, coi suoi compagni, di avere voglia di cambiare squadra. Ma al momento non si sono aperti spiragli né la Juve (che non esiterebbe e a liberare il portoghese, se ce ne fosse l’opportunità) ha ricevuto offerte per il suo giocatore più prestigioso. Alla fine del mercato mancano quattordici giorni e il clan ronaldiano sta lavorando sodo: ma riuscirà in due settimane a realizzare ciò che non è riuscito in due anni?

Fonte Repubblica.it

Condividi
Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x
Available for Amazon Prime