Ronaldo e lo United, storia di un disastro. CR7 senza titoli dopo 12 anni

Ronaldo e lo United, storia di un disastro. CR7 senza titoli dopo 12 anni

LONDRA – Dopo tante avvisaglie, ora è ufficiale. L’avventura di Cristiano Ronaldo al Manchester United è stata un disastro, sotto molti, se non tutti i punti di vista. Dopo la meritata e disarmante eliminazione dalla Champions League contro l’Atletico Madrid ieri sera, è la prima volta che il campione portoghese fa “zero tituli” in 12 anni. Neanche un trofeo, stop. E molto probabilmente, non arriverà nemmeno il quarto posto che assicurerebbe la Champions League ai Red Devils, oramai eliminati da tutto. L’Arsenal è lontana solo un punto ma ha ben tre partite in meno e lo United deve ancora affrontare i Gunners nello scontro diretto a Londra e poi il Liverpool fuori casa e pure il Chelsea all’Old Trafford. Insomma, un’impresa quasi impossibile, e lo sa il sempre più alienato – dai giocatori e dai tifosi – tecnico tedesco Ralf Rangnick. Che mette le mani avanti: “Sarà molto difficile, speriamo di vincerne almeno 7 delle ultime 9”.

La fine di un’era, con Messi

Se, come è probabile, lo United sprofonderà in Europa League, a quel punto sarà anche il capolinea dell’avventura di Cristiano Ronaldo, di questa parabola del figliol prodigo che da ieri sera è incontestabilmente un incubo. CR7 ha segnato doppiette e anche una straordinaria tripletta come contro il Tottenham di Conte l’altra settimana. Ma, conti alla mano, ha insaccato molto meno che in passato: “solo” 12 reti su 24 match in Premier League, mai così male in un campionato da 17 anni, quando era ancora un ragazzino allo United. In Champions League invece ha tenuto i suoi ritmi usuali, 6 gol su 7. Ma per il secondo anno consecutivo non ha segnato nella fase finale della Coppa Campioni, cosa che non capitava dal 2006, dopo 14 stagioni consecutive. E per due anni di fila, sia lui sia l’altro campione della loro generazione, Lionel Messi, sono fuori agli ottavi. È la fine di un’era.

Numeri impietosi

CR7 esce ancora una volta, per il terzo anno consecutivo, agli ottavi di Champions, e l’anno prima ai quarti contro l’Ajax, per cui chiese l’esonero di Allegri. Si è detto e scritto più volte che Ronaldo corra poco in campo, meno del portiere del Wolfsburg, e non è un caso che il gol di Renan Lodi ieri sera parta dalla sua parte di campo, con Cristiano occupato a lamentarsi con l’arbitro per un precedente e inesistente fallo su Elanga, disinteressandosi dell’azione e camminando in campo: di lì, la rete decisiva dell’Atletico.

Cristiano Ronaldo è il giocatore che tira di più in Premier League (87) dopo Salah (con un mostruoso 112), ma scende al terzo posto (dietro Kane) per conclusioni in porta, e tutto questo non ha aiutato né lui, né il Manchester United in questa stagione. Ma c’è un altro dato preoccupante, che dimostra la stagione fuorigiri e disagiata del portoghese in campo: CR7 è il calciatore che finisce più volte in fuorigioco in Premier League, 25, seguito da Toney del Brentford (22) e il neozelandese Wood del Newcastle (21), di certo non due fenomeni. Assist? Solo tre in tutta la stagione. Di certo, non un bel segnale di gioco di squadra allo United.

Il mancato salto di qualità, come alla Juve

Più in generale, Cristiano è ricascato nel paradosso che lo ha tormentato da quando ha lasciato una squadra stellare come il Real Madrid, mentre gli anni avanzavano anche per lui: ovvero, non è riuscito a far fare il salto di qualità, né alla Juventus dove con lui ci si aspettava la Champions, né al Manchester United, dove dopo il secondo posto dell’anno scorso quest’anno si puntava dritti alla vittoria della Premier League. Anzi, entrambe le squadre, dopo un avvio promettente, sono precipitate in un’inquietante involuzione, con molti calciatori che hanno visto un crollo di prestazioni e di personalità, mentre Ronaldo diventava sempre più nervoso ed esigente, deludendo molti suoi compagni con i suoi atteggiamenti: la fuga dagli spogliatoi della Juve dopo la sostituzione in Champions con Sarri allenatore, o l’oramai fantomatico “infortunio” all’anca prima dell’ultimo derby City-United quando ha scoperto che non sarebbe partito titolare.

Cristiano e i cinque allenatori in quattro anni

Proprio a causa delle sue ambizioni ed esigenze che mal si sposano in una squadra non Galactica o comunque con altre regole, c’è un altro dato poi che di certo non rassicura. Con Cristiano Ronaldo in squadra, la Juventus ha cambiato tre allenatori in tre anni, mentre il Manchester United due in una sola stagione. Negli ultimi tempi, sono circolate voci di liti furiose nello spogliatoio dei Red Devils, con Ronaldo che avrebbe preteso la fascia di capitano di Harry Maguire. Forse, alla luce di quanto accade dentro e fuori dal campo oggi all’Old Trafford e prima allo Juventus Stadium, questa instabilità collettiva con CR7 in squadra forse non è un caso.

Le colpe degli altri

Poi, certo, non si possono affibbiare a Cristiano Ronaldo tutte le responsabilità del flop del Manchester United. Ralf Rangnick, per quanto preparato, si è dimostrato assolutamente inadeguato a sedere su una panchina simile, e ieri Simeone lo ha incartato con una facilità incredibile, tanto che il portiere degli spagnoli Oblak non si è quasi sporcato le mani. Il predecessore Ole Gunnar Solkskjaer aveva fatto benissimo negli anni scorsi, prima di capitolare in questa stagione in cui non è riuscito a gestire né Ronaldo, né le pressioni di una squadra finalmente favorita per il titolo.

Non solo: il centrocampo dello United ha gravi lacune. McTominay è bravo dal punto di vista fisico e dell’intensità, ma disastroso tatticamente. Fred, nonostante i circa 50 milioni spesi per lui, si è dimostrato inaffidabile. Pogba, l’unico davvero di livello e in scadenza di contratto (torna alla Juve?), prima non veniva schierato da Solskjaer poi è stato a lungo infortunato. Bruno Fernandes, dopo la spettacolare stagione scorsa, si è pestato moltissime volte i piedi con Cristiano, e per lo stesso motivo uno come Sancho (pagato 85 milioni) all’inizio non ha giocato. Marcus Rashford, ex fenomeno della nazionale inglese, è sprofondato in una inconcludenza disarmante. E il difensore e capitano Harry Maguire, altro calciatore scandalosamente strapagato, sta giocando la stagione più disastrosa e umiliante della sua carriera: ieri è riuscito persino a dare una testata a Ronaldo lanciato a rete su un calcio d’angolo.

Il rammarico Conte

L’ex stella dello United, Rio Ferdinand, ieri lo ha detto: “Questi possono comprare pure Mbappé o Haaland. Non riuscirebbero a invertire la tendenza nemmeno loro. È un problema strutturale, si deve ricostruire dalle basi”. Per un’altra ex colonna, Paul Scholes, “manca soprattutto un vero allenatore. Rangnick non è all’altezza. E ci vuole qualcuno che metta paura ai giocatori, cosa che oggi non accade”. In realtà, un allenatore stravincente di questo tipo c’era già: Antonio Conte, che però è stato snobbato dallo United sia perché Cristiano Ronaldo non gradiva i suoi metodi di allenamento e tattici, sia perché la vecchia guardia dell’establishment dei Red Devils (da Sir Alex Ferguson a Gary Neville) lo hanno considerato inadeguato per un progetto a lungo termine, visti gli addii improvvisi del tecnico italiano alle sue ex squadre.

Quale allenatore?

Il risultato è che ora lo United si trova con un pugno di mosche in mano e stipendi pesantissimi da pagare, come quello di Cristiano. Al posto di Rangnick potrebbero arrivare Pochettino (magari insieme a Kane), Zidane (che però ha già detto no l’anno scorso) o l’allenatore dell’Ajax Ten Hag. Intanto, l’impero del Manchester United è tristemente decaduto, forse verrà demolito anche il leggendario Old Trafford per cercare di fare più soldi e ieri alcuni tifosi hanno vergognosamente tirato di tutto all’allenatore dell’Atletico Simeone che è dovuto scappare, riparandosi sotto al tunnel. Come è molto probabile che scapperà anche Cristiano Ronaldo, a fine stagione.

Fonte Repubblica.it

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