Roma, Volpato: l’eroe non per caso lanciato da Totti che viene dall’Australia

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VERONA – Il primo squillo sul telefono, a partita finita, non è stato esattamente come gli altri. “Complimenti, Cristian”. Dall’altra parte del “filo”, come si sarebbe detto prima dell’era wireless, c’era il suo agente. Che però non è un agente come tanti, ma si chiama, Francesco Totti.  

Volpato e la telefonata di Totti 

La prima telefonata arrivata dopo il suo secondo gol in Serie A al 18enne (ancora per un paio di settimane) Cristian Volpato, è stata quella del giocatore più influente della storia della Roma: “Bravo Cri’, bravo”. E chissà che effetto fa sentire un mito che ti chiama mentre sei ancora nello spogliatoio dopo il tuo secondo gol in Serie A. In più, non è che l’ex capitano sia uno da telefonate quotidiane: si fa sentire, sì, ma non con una frequenza assordante, anzi, anche perché Cristian sta imparando l’italiano ma ancora non è molto fluido, e Totti non parla l’inglese. Ma quando serve sa essere velocissimo. La sua chiamata infatti ha anticipato persino quella di mamma Claudia, che segue da vicinissimo la carriera del giovane trequartista nato a Camperdown, in Australia. 

Volpato: il rinnovo senza Totti 

Volpato è fresco di rinnovo: a settembre la Roma ha sottoscritto con lui il primo, vero legame da giocatore della prima squadra: eredità del gol, il primo in Serie A, che aveva segnato a gennaio contro il Verona, prima di ripetersi poche ore fa al Bentegodi. Il paradosso è che, per arrivare a firmare, ha dovuto superare anche le resistenze di chi non ti aspetteresti. Sì, perché proprio Totti era il meno convinto. Aveva provato a convincerlo ad aspettare, a guardarsi intorno. A sbloccare tutto due “messaggi”: quello del general manager della Roma, Tiago Pinto, che ha telefonato alla mamma Claudia, invitandola a presentarsi da sola per chiudere il rinnovo. E poi l’invito di José Mourinho al ragazzo. Una cosa del tipo: “Sei matto a non firmare?”. E se te lo dice un totem come il tecnico portoghese, è un po’ difficile fare finta di nulla.  

Da Carlos Alberto a Morata e Zalewski: i giovani di Mou 

Anche perché José ha un certo gusto nel lanciare i giovani. E non soltanto quando le risorse non permettono voli pindarici sul mercato. Lo ha fatto più o meno ovunque, tirando fuori il meglio da molti. Anche da chi magari non aveva esattamente le stimmate del campione. Al Porto, per esempio, aveva fatto brillare la stella di tale Carlos Alberto, un brasiliano di 20 anni rivelatosi poi meno di una meteora, ma che con lui è diventato il secondo più giovane marcatore di una finale di Champions dopo Kluivert. All’Inter illuse il mondo di aver pescato dalla Primavera una specie di erede di Maldini: a quei livelli Davide Santon non ha giocato più. È andata meglio con Alvaro Morata, che Mourinho fece esordire a Madrid col Real, e poi con Scott McTominay, scovato tra i giovani del Manchester United ed elevato a titolare fisso. Alla Roma sta moltiplicando gli sforzi: un anno fa Zalewski, ora Volpato.  

Fonte Repubblica.it

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