Roma-Pastore, alta tensione: il Flaco non autorizzato a festeggiare col Psg

Roma – Dopo tanta attesa, la pazienza è finita e l’addio non può più essere rimandato. Sono passati 3 anni da quel 2018 in cui Javier Pastore si trasferì da Parigi a Roma: tre anni segnati soltanto o quasi dalla sua assenza. Solo 4 gol in 37 partite, molte di più quelle viste da casa, alle prese con infortuni di varia natura. Per lungo tempo, la Roma ha deciso di aspettarlo: Paulo Fonseca aveva anche tentato di recuperarlo alla causa – riuscendoci parzialmente. Ma da alcuni giorni i rapporti tra il trequartista argentino e la società di Trigoria sono franati del tutto. 

Festa non autorizzata col Psg

Il motivo della rottura? Semplice: mentre la Roma scendeva in campo per la prima partita – seppur amichevole – davanti ai propri tifosi lo scorso 14 agosto, lui, il Flaco, come lo chiamano in Argentina ma anche a casa la moglie e la sua famiglia, aveva altro da fare. Più che la presentazione della squadra giallorossa, infatti, ha scelto si seguire quella del Paris Saint-Germain, la squadra da cui i giallorossi lo acquistarono per 25 milioni di euro. Una presenza tutt’altro che segreta, visto che è stata immortalata sui social, e dallo stesso club parigino. C’è un problema, però: Pastore non era stato autorizzato dalla Roma ad andare a Parigi. E il suo comportamento non è ovviamente piaciuto ai dirigenti. 

Prove di addio (ma gratis)

Anche per questo, la Roma sta cercando di forzare la mano per anticiparne l’addio. Pastore è legato ai giallorossi addirittura fino al 2023, ma è ormai fuori dai programmi tecnici. Si allena a parte col gruppo degli epurati – insieme a Nzonzi, Fazio, Santon, Olsen – ma il general manager Tiago Pinto sta cercando di accelerare l’addio. Trattando col suo entourage una risoluzione contrattuale. In cui la Roma non vorrebbe pagare incentivi all’esodo (questa è la politica aziendale, che vale anche per gli altri). Ma allo stesso tempo spera di poter ridurre al minimo la convivenza. Per alleggerirsi del suo stipendio da 8 milioni lordi, stipulato dall’ex ds spagnolo Monchi: quella Roma era reduce da una semifinale di Champions e tutto pareva possibile. Anche rilanciare una stella cadente. 

Fonte Repubblica.it

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