Roma, Mourinho: “Costruirò una mentalità vincente. I titoli? Arriveranno”. E attacca Conte e l’Inter

ROMA – “Non sarà la Roma di Mourinho, ma la Roma dei romanisti”. José Mourinhoentra subito nel cuore dei romanisti che “mi hanno riservato un’accoglienza fantastica. Mi sento in debito con loro, non ho fatto ancora nulla per meritarmela”. Cita Marco Aurelio “visto che siamo in Campidoglio, vicino alla sua statua: ‘Nulla viene dal nulla, come nulla ritorna nel nulla’…”. Ed entra nel cuore dei tifosi con il suo stile: caricando l’ambiente e scegliendo già i suoi nemici.

“Io e Conte? Inutile fare paragoni. Io ho fatto la storia dell’Inter”

La prima bordata a Conte: “Se mi mancherà sfidarlo? Ogni club ha la sua storia e ci persone che hanno fatto la storia di quel club che non meritano di essere paragonate. Qui Liedholm e Capello sono stati unici, così come è stato per me o Herrera all’Inter…”. Spiega di essere diventato una vittima di se stesso: “Ho sempre preteso il massimo e per questo le mie ultime esperienze sono state considerate deludenti. Però al Chelsea ho vinto un campionato, al Manchester United 3 titoli e al Tottenham ho conquistato una finale che non mi hanno fatto giocare. Per me è stato un fallimento ma ci sono allenatori che non riusciranno a centrare questi traguardi in tutta la vita…”

“Facile vincere se non si pagano gli stipendi..”

Una bordata lo Special One la prepara alla sua ex squadra, pur senza citarla direttamente: “Non sono venuto a Roma perché una bella città. Non sono in vacanza. Sono arrivato per aiutare la società a crescere e migliorare. Lavorerò giorno dopo giorno con il massimo impegno per riportare in alto il club. I titoli? Non sono ossessionato. Non possiamo dimenticare la realtà. La squadra la scorsa stagione è arrivata a 29 punti dallo scudetto e a 16 punti dalla zona Champions. Dobbiamo capire prima il perché e poi iniziare il tragitto che ci porterà dove vogliamo arivare. Si dice sempre che nel calcio non c’è tempo. Spesso è vero ma in questa caso il tempo esiste. Questa proprietà mi ha chiamato per costruire un progetto sostenibile per il futuro. I titoli arriveranno, ma deve essere un calcio sostenibile. Facile vincere se poi non hai soldi per pagare gli stipendi…”

“Il modulo? Cercherò di far rendere i giocatori al meglio”

Mourinho vuole entrare in punta di piedi anche all’interno del gruppo: “Voglio prima conoscere tutti. Sono arrivato per imparare, seminare e raccogliere i frutti. E’ logico che ho dei principi fondamentali, cercherò di far capire il mio modo di lavorare ai agazzi. E’ ovvio che ho un’idea di massima di come farli giocare ma cercherò soprattutto di adottare il modulo migliore per farli rendere al massimo. E’ importante che tutti si sentano in un ruolo confortevole e non adattati a situazioni in cui non si riconoscono. Il calcio, poi, oggi è cambiato e bisogna saper fare più cose e cambiare anche più moduli nel corso della partita. Ma sono ottimista: ormai tutti i giocatori hanno in testa varie situazioni tattiche”.

 

“Dzeko capitano? Non vi dico nulla. Cristante è importante per noi”

Mourinho non entra tanto nei particolari sui giocatori. Le uniche parole di elogio le spende per Cristante e Spinazzola: “Siamo felici che hanno fatto parte della nazionale che è arrivata in finale agli Europei. Il fatto che Cristante non faccia parte dell’undici titolare significa che è una squadra piena di talenti. Per me è un ragazzo di grande personalità e lo aspetto a braccia aperte. Mi dispiace tanto per Spinazozla. Ci mancherà per parecchio tempo. Abbiamo Calafiori nel suo ruolo ma, mi dispiace per Pinto, è evidente che abbiamo bisogno ora di un altro terzino sinistro…”. Mourinho non si sbilancia su Zaniolo (“Dove lo farò giocare? Devo capire, parlare con lui, analizzare…”) e fa muro su Dzeko e sulla questione capitano: “Non parlo di queste cose con la stampa. Scusate, sarò antipatico ma non lo devo dire a voi. Sono cose che devono restare al’interno del club. Chi sarà il capitano lo sapranno i giocatori prima di voi”.

“Il mio vero obiettivo è vincere la prima partita”

Lo Special One non si pone obiettivi a breve scadenza: “Io e il mio staff abbiamo un solo vero obettivo: vincere la prima partita ufficiale, in Conference League. Poi dopo penseremo alla seconda partita e così via. Faremo tutto passo dopo passo. Io, così come la società, abbiamo l’obbligo di fare meglio giorno dopo giorno. Il mercato? Dico solo che io non ho chiamato alcun giocatore per venire a Roma. Ci pensa Tiago Pinto”.

“Come mi vedo tra 3 anni? A festeggiare”

In chiusura Mourinho torna anche sul docu-film fatto al Tottenham (“All or Nothing”) dicendo: “Quello che avete visto sono io, in maniera naturale. Magari nella prima settimana si pensava un po’ alle telecamere ma poi non ci abbiamo più fatto caso. Erano ben nascoste… Però ora non date un’idea alla ‘Friedkin production’…”. Infine termina con una battuta: “Come mi vedo tra 3 anni quando scadrà il mio contratto? A festeggiare. Cosa? Qualcosa…”.

Fonte Repubblica.it

Condividi
Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
0
Would love your thoughts, please comment.x
()
x