Roma, Mourinho: “Cinque vittorie non sono cinquanta, serve equilibrio e restare tranquilli”

ROMA – Ha davvero pochi eguali come motivatore, però questa volta Josè Mourinho preferisce indossare i panni del pompiere. La sua Roma viaggia a punteggio pieno in campionato dopo tre giornate e viene da cinque vittorie consecutive in gare ufficiali e allora alla vigilia del primo impegno della fase a gironi di Conference League, giovedì sera all’Olimpico contro il Cska Sofia, il tecnico dei giallorossi cerca di smorzare l’entusiasmo creatosi nell’ambiente per l’avvio di stagione positivo. “Ci fa piacere sentire il supporto dei tifosi, è importante per i nuovi arrivati. Ma cinque vittorie non sono cinquanta – esordisce lo Special One in conferenza stampa, riferendosi alla presenza di circa 200 tifosi alla cena di squadra di ieri – Non ci sono ragioni per essere fuori di testa o super ottimisti e positivi, serve equilibrio. I risultati positivi sono comunque importanti perché aiutano il progetto di sviluppo della squadra. I tifosi anche devono essere equilibrati come noi, devono capire che è un processo e stiamo lavorando solo da due mesi. Si sente un’evoluzione, però tranquilli, tranquilli…”.

“Serie A più importante di Conference League”

Sollecitato dalle domande, Mourinho puntualizza alcuni aspetti sulle varie competizioni. “Non so se questa squadra è più adatta alle coppe, ma per noi è molto più importante il campionato della Conference League – ammette –  Voglio comunque la mentalità giusta: la prossima partita è sempre la più importante. Quando ci sarà la Coppa Italia dovrà essere lo stesso. E’ così che mi piace ragionare e così faremo. Voglio che la squadra sia pronta in tutte le competizioni. Vincere la Conference League? Mi piacerebbe vincerla, ma l’obiettivo non è essere l’unico ad aver vinto tutte e tre le coppe europee. Oggi siamo lontani dal poterla vincere, ma mi interessa e il primo passo è vincere il girone”.

“I tifosi hanno voglia di stadi pieni”

Intanto all’Olimpico sono attesi 30mila spettatori. “E’ bello che ci siano sempre tifosi, magari può spingere le autorità a capire che c’è una voglia tremenda di normalità da parte della gente, di tutte le squadre d’Italia di poter andare allo stadio con normalità e quindi al 100% della capienza – il commento dell’allenatore portoghese, che sa quasi di appello al governo -. Mantenere l’ambizione e questa voglia di lavorare nei limiti è una caratteristica che vogliamo mantenere. Tutto quello che è meno di 100% non è niente, dobbiamo mantenere queste caratteristiche che sono permanenti, non negoziabili. Però il nostro spirito, la nostra empatia coi tifosi, non è negoziabile, vogliamo avere sempre questa caratteristica anche quando arriverà una sconfitta”. Poi l’uomo scelto dai Friedkin per rilanciare la Roma annuncia per la prima volta l’intenzione di fare turn over, ma con moderazione: “Ovviamente farò dei cambi, non giocheranno gli stessi dell’ultima partita ma l’importante è mantenere una struttura perché è importante un risultato positivo”.

“Col CSKA giocano Calafiori ed El Shaarawy”

La struttura sta nella coppia di difensori centrali, composta da Mancini e Ibanez con Smalling che ha recuperato e scalpita. “Ne cambierò solo uno e un altro riposerà”, ha detto lo Special One, assicurando però di essere “soddisfatto del rendimento dei quattro centrali” e anche di Kumbulla, che va però verso un’altra panchina. Sicuri di una maglia da titolare sono Calafiori al posto di Vina ed El Shaarawy. E per l’italoegiziano, autore del gol vittoria contro il Sassuolo, ci sono solo parole al miele: “Per me è un titolare – ha detto Mourinho – Domani giocherà, Stephan è intelligente, sa di essere importante e sa che mi piacciono tanto le sue caratteristiche. Ma ha anche capito che doveva percorrere un percorso per arrivare alla forma migliore. I calciatori sono intelligenti e capiscono le cose. Non sono mai solo undici, stare in panchina o dall’inizio è una situazione che può cambiare. Non ho mai avuto una stagione in cui la formazione che ha cominciato è stata la stessa che ha finito”.

Il ‘Faraone’: “Panchina? Nessuna pressione per me”

La conferma arriva dallo stesso diretto interessato, che giudica la Cina come “un capitolo chiuso” e che nel recupero ha avuto un peso la condizione “atletica” per la difficoltà di allenarsi a causa del Covid. L’attaccante l’italo-egiziano,  autore del gol vittoria contro il Sassuolo, partirà dal 1′ ed è pronto a giocarsi le sue chance in concorrenza con gli altri colleghi di reparto. “Partire dalla panchina non è una situazione che vivo con pressione. Ho esperienza in Serie A, so quel che chiede il mister e conosco le sue esigenze – dice il ‘Faraonè che formerà con Pellegrini e Carles Perez la probabile trequarti titolare alle spalle di Shomurodov –  C’è tanta competizione, ma è necessaria per ambire a obiettivi importanti. L’obiettivo di ognuno deve essere lavorare con serietà e impegno perché ci saranno anche momenti in cui le cose non andranno bene. Siamo partiti forte ma dobbiamo tenere alta l’asticella. Abraham? Si è ambientato veramente bene qui a Roma. E’ stato accolto nel modo giusto, si è integrato nel migliore dei modi ed è un attaccante completo”.

Fonte Repubblica.it

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