Roma-Leicester 1-0: un gol di Abraham vale la finale di Conference League contro il Feyenoord

Roma-Leicester 1-0: un gol di Abraham vale la finale di Conference League contro il Feyenoord

ROMA — Serviva un imperatore a Roma per uscire dai propri incubi. Serviva José Mourinho per cancellare trent’anni in un colpo e riportare la Roma a giocare una finale europea, la quarta della sua storia, per restituire a una città anestetizzata dalla mediocrità, dalle aspettative frustrate, dalla logica del piazzamento, la voglia di inseguire un’illusione. Era stato preso per questo: per urlare in faccia alla città, ma soprattutto ai giocatori, che il tempo di accontentarsi era finito. Gli sono bastati dodici mesi esatti dal pomeriggio di quell’annuncio shock per conquistare una finale. E non è un caso che nella notte romana contro il Leicester, in un Olimpico sognante e coloratissimo, il biglietto verso la finale di Conference League a Tirana del 25 maggio lo abbia timbrato Tammy Abraham, il più mourinhano dei calciatori della Roma: lo ha coccolato nelle giovanili da manager del Chelsea, lo ha seguito da spettatore interessato ai tempi di United e Tottenham, lo ha chiamato in estate: “Be’, che aspetti? Non ti sei stancato di veder giocare gli altri?”.

Il segno della sua politica. Una costruzione dal basso che non è quella di Guardiola, col pallone, ma in modo più strutturale quella di una squadra dalle fondamenta: prima del gioco, l’anima. Un processo di assimilazione con la città: aveva chiesto ai tifosi di giocarla, questa partita. Lo hanno fatto tutti a Roma, pure i raccattapalle, che hanno nascosto palloni, allungato i tempi delle riprese del gioco mentre all’Olimpico si faticava a sentir la propria voce.

“Per noi è come la Champions per il Real o il Liverpool”, dice Mourinho, “la storia della Roma è di sofferenza”. Ma l’esorcismo è compiuto. La maledizione delle semifinali perdute si spezza in una come quelle che avevano trasformato i sogni in incubi con Liverpool e United. Mourinho non ha cercato la chiave per riaprire la bacheca impolverata da 13 anni di attesa, a Trigoria. Ha deciso di scuoterla, a costo di fracassare tutto. Ciò che è rimasto in piedi, è ciò che ha usato per portare la Roma dove è oggi. A 90 minuti da un trionfo che manca da 14 anni: l’ultimo, una coppa Italia e per far capire quante ere geologiche siano passati basti dire che il presidente era Franco Sensi, Spalletti e Totti erano ancora amici e Ranieri – ieri commosso in tribuna dall’applauso delle due tifoserie – non solo non aveva mai allenato il Leicester ma nemmeno la Roma.

Notte di sogni e di coppe: il 25 maggio la Roma giocherà contro il Feyenoord per vincere il suo primo trofeo europeo dal 1961, sempre a voler considerare la Coppa delle Fiere, unica coppa internazionale mai entrata a Trigoria. Per Mourinho sarebbe invece addirittura il 5°: e non è un caso sia anche l’ultimo ad aver guidato a un trionfo una squadra italiana, nella notte in cui l’Inter sollevò la Champions del 2010. Ora, José può iscriversi al ristrettissimo gruppo di allenatori che hanno vinto tre diverse coppe europee, insieme a Trapattoni e Lattek. Ma conta, molto di più, aver spezzato la catena della maledizione. E aver obbligato Roma a tornare a sognare.

Roma-Leicester 1-0: un gol di Abraham vale la finale di Conference League contro il FeyenoordFonte Repubblica.it

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castigamatti
Ospite
castigamatti
13 giorni fa

ecco alcune tra le squadre piú temibili che hanno partecipato alla magistrale conference cup, in cui la rometta sta dominando (si noti l’altissimo livello calcistico):

  • st. joseph’s (da gibilterra)
  • fc santa coloma (da andorra)
  • urartu (dall’armenia… sembra un nome biblico…)
  • the new saints (galles… per proseguire con i santi…)
  • rsi runavik (isole far oer, cioé amici del bodo glimt, quello che alla roma aveva rifilato 6 perazze qualche anno fa…)
  • vaduz (capitale del liechtenstein, che avrá forse in tutto il principato 3 o 400 tesserati in tutto…)
  • fh hafnarfiöröur (islanda… si allenano sui ghiacciai)
  • rakow chestochowa (polonia, anche lei patrocinata dal paradiso…)

potrei continuare…
la qualitá dei partecipanti a questa competizione dominata dalla rometta é altissima e la vittoria finale della coppa sará per la squadra capitolina un punto di enorme prestigio da esibire negli annali della sua storia (in mancanza di altri…)

castigamatti
Ospite
castigamatti
13 giorni fa

“”Ora siamo una squadra vera”. Rivedi Pellegrini dopo la vittoria della Roma con il Leicester”.poveri rometti…
hanno fatto il gran premio di sabaudia (non certo le mans) e con una porsche sono arrivati in finale mentre gli altri guidavano la panda, la passat diesel, la multipla e qualcuno persino una citroen 2 cv e la mitica renault 4.
complimenti vivissimi!!!