Roma-Lazio, Giannini: “Quel giorno in cui pensai di fare come Di Canio”

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“Avevo e ho tutt’ora un sacco di amici della Lazio. Nella settimana che precedeva il derby mi prendevano in giro dicendomi che non avrei avuto il coraggio di imitare Paolo Di Canio, che andò sotto la curva Sud dopo aver segnato alla Roma”. Giuseppe Giannini nella settimana di Roma-Lazio riavvolge il nastro ricordi a partire da un episodio di una sfida finta 1-1.  “Dopo la promessa-scommessa con gli amici laziali, in quel derby portai in vantaggio la Roma e di istinto mi venne in mente di andare verso la Nord. Non se ne fee nulla, perché Tempestilli nell’abbracciarmi per l’esultanza di fatto mi fermò”. Giannini, storico capitano della Roma, rivive le sensazioni delle sue sfide con la Lazio durante la presentazione di “Il Grande libro del derby di Roma”, Ultra Sport di Lit Edizioni s.a.s., scritto da Fabio Argentini e Luigi Panella, avvenuta a Palazzo Colonna, a Marino, alla presenza tra gli altri del sindaco del comune laziale Stefano Cecchi e del Vicesindaco nonché Assessore allo Sport e ai Servizi Sociali Sabrina Minucci.

“E’ un piacere – ha proseguito Giuseppe Giannini- essere acccanto all’amico Stefano Cecchi per parlare e rivivere in qualche modo alcuni momenti della mia vita, quei lunghi anni in cui ho conosciuto tanti giocatori, tante e diverse strategie legate alla Lazio e alla Roma che mi hanno consentito di vivere momenti speciali e ben 17 derby, ognuno dei quali mi ha lasciato emozioni ancora vive. Tutti noi giocatori per la partita del derby nutrivamo grande rispetto, non è mai stata una partita come le altre”.

Giannini con il Sindaco di Marino Stefano Cecchi Giannini con il Sindaco di Marino Stefano Cecchi
Giannini con il Sindaco di Marino Stefano Cecchi 

Presente anche Michelangelo Gratton, regista e figlio dell’ideatore del celebre lupetto stilizzato della Roma: Era la metà degli anni Settanta quando mio padre Pietro entrava in contatto per la prima volta con la Roma – ha ricordato -. Dall’ iniziale idea di realizzare delle nuove tessere per andare allo stadio si passò grazie alla sua creatività a qualcosa di più elegante, dei tagliandi che si staccavano con un disegno in giallo e rosso fino alla proposta fatta all’allora Presidente Anzalone di adottare un nuovo logo al posto della Lupa, immagine ormai inflazionata. Nacque così nel 1978 il famoso lupetto per commercializzare il nuovo marchio e ampliare ancora di più la grande azienda chiamata Roma”.

Fonte Repubblica.it

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