Roma-Lazio 3-0: Abraham e Pellegrini, derby dominato dai giallorossi

ROMA – È finita con Venditti che cantava il suo “Grazie Roma” in un Olimpico in festa, ma non era un concerto. Era il derby, e la squadra dei gol all’ultimo minuto ha deciso di stravolgere il copione. Impiegando appena cinquantasei secondi per prendersi tutto. Meno di un minuto: prima di Tammy Abraham nessuno, a Roma, aveva messo così presto sul piano inclinato la partita che da queste parti vale banalmente un’intera stagione. Anche quando mette in palio un misero quinto posto.

<<La cronaca della gara>>

La sua prima vittoria Mourinho non ha voluto godersela fino in fondo, evitando la festa sotto la curva: al fischio finale, dopo aver salutato Sarri, è filato negli spogliatoi, “perché volevo andare a casa”. Eppure è stata la più “mourinhana” delle vittorie della sua Roma: un 3-0 disegnato a tavolino nei dettagli, fin dall’esclusione di Zaniolo, troppo smanioso di giocarlo, questo derby. Rinunciandovi, Mourinho ha costruito un centrocampo densissimo, dove la Roma ha vinto la partita.

Attaccare subito, costringere la Lazio a esporsi per colpirla ancora. L’aveva immaginata così a Trigoria, in lunghissime sessioni di videoanalisi insieme al vice Foti e al collaboratore Salzarulo: al video dalla mattina alle 9, per smontare la costruzione dal basso della Lazio. Concetti poi trasmessi alla squadra in 48 ore appena, visto che fino a giovedì la Roma aveva in testa altro. “Tutto quello che avevamo pianificato, i giocatori sono stati capaci di metterlo in campo”, ha detto José. Che in vantaggio di tre gol, ha innervosito la Lazio ritardando il ritorno in campo della squadra dopo l’intervallo. Che se l’è presa con i tifosi per i loro “olé” di scherno, invitandoli a smettere perché “il rispetto è cosa bella”.

Il grosso però a quel punto lo aveva già fatto Abraham: 2 gol, in questo 2022 solo Lewandowski in Europa ha segnato di più. In tutto sono 23 stagionali, 15 in campionato. Ha stravinto il duello a distanza con un impalpabile Immobile – e a quattro giorni dai play-off per i Mondiali non è una gran notizia – e ripetuto per l’ennesima volta che, oggi, la Roma è soprattutto lui. “Sono arrabbiato per aver sprecato l’occasione di fare tripletta”, ha detto Tammy, “ho avuto una palla che non dovevo sbagliare, ma va bene lo stesso non potevo chiedere nulla di più”.

Una prima volta anche per questo ragazzo di 24 anni che da bambino amava il teatro e a Roma ha trovato il proprio palcoscenico, incendiando la folla con gestualità vistosa per un pallone recuperato, un angolo conquistato. Non lo ha sfiorato un fugace “buu” dopo una rincorsa a Felipe Anderson, a cui ha risposto mostrando i muscoli. È così, Tammy: quando il gioco si ferma, palleggia come un ragazzino. Prima di entrare in campo alza le braccia, chiude gli occhi e rivolge al cielo qualche parola. Chissà se ripensa alle richieste che Mourinho continua a rivolgergli, ossessivo, dopo ogni gara: “Quando dite che Abraham è fantastico non sono d’accordo, conosco le sue potenzialità e so che può fare quello che ha fatto oggi, da lui esigo tanto”, la sua carezza. Quasi una resa, invece, quella di Sarri: “L’approccio non è neanche esistito, siamo stati sorpresi negativamente e non siamo riusciti a venire fuori”. Con la sosta, avrà tempo per capire il perché.

Roma batte Lazio 3-0 (3-0)
ROMA (3-4-2-1):
Rui Patricio, Mancini, Smalling, Ibanez, Karsdorp, Oliveira (35′ st Veretout), Cristante, Zalewski (29′ st Vina), Mkhitaryan, Pellegrini (41′ st Bove), Abraham.
All. Mourinho.
LAZIO (4-3-3): Strakosha,  Hysaj (7′ st Lazzari), Luiz Felipe, Acerbi, Marusic, Milinkovic-Savic, Leiva (20′ st Cataldi), Luis Alberto, Felipe Anderson (20′ st Romero), Immobile, Pedro All. Sarri.
Arbitro: Irrati di Pistoia
Reti: nel pt 1′ e 22′ Abraham, 40′ Pellegrini Angoli: 6-3 per la Roma
Recupero: 3′ e 4′
Note: ammoniti Pedro, Karsdorp, Mancini, Leiva e Oliveira per gioco falloso, Patric per protesta
Spettatori: 51.932

Roma-Lazio 3-0: Abraham e Pellegrini, derby dominato dai giallorossiFonte Repubblica.it

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