Roma, l’altra faccia della vittoria: otto ore senza gol su azione

ROMA – In otto ore si può volare da Roma a Dakar. In otto ore si inizia e finisce mediamente una intera giornata di lavoro. Otto ore: quelle passate dall’ultimo gol della Roma segnato su azione: quello di Zaniolo a Empoli. Per la precisione, otto ore e ventitré minuti di gioco. Un problema, per la squadra di Mourinho. Evidenziato, per quanto paradossale possa sembrare, dalla vittoria ritrovata dopo più di un mese. Il gol da tre punti a La Spezia è arrivato su rigore dopo 99 minuti di tentativi sciupati: 15 conclusioni fuori dai pali, 9 nello specchio, altre ribattute. Un festival di errori occasioni perse. E non era la prima volta.

Otto ore e 23 senza gol su azione

La Roma crea tanto e finalizza poco. A volte pochissimo. Per riuscirci ha spesso saputo sfruttare le palle inattive: con un calcio d’angolo ha ripreso nel finale la partita col Sassuolo e sempre da azioni di corner ha rimontato due gol al Verona. A sfruttare quel tipo di situazioni è la più brava. Ma resta una domanda: perché nessuno dei calciatori di Mourinho riesce a sfruttare la mole di gioco prodotta per trovare la porta? La domanda resta, soprattutto perché a La Spezia la squadra ha raggiunto 8 ore e 23 minuti senza un gol su azione. Divise in cinque partite: quelle col Genoa, col Sassuolo, col Verona, con lo Spezia in campionato, e con l’Inter in Coppa Italia. Più, gli ultimi 53 minuti del match contro l’Empoli, dopo l’abbuffata di gol del primo tempo.

“Manca la cattiveria”

Al Picco ha contribuito la sfortuna. Ma non può essere solo la malasorte a chiudere la strada per la porta a una squadra che può contare un centravanti da 19 gol stagionali a fine febbraio, come Tammy Abraham, trequartisti come Zaniolo, Mkhitaryan e Pellegrini, alternative come El Shaarawy o Shomurodov. “A volte ci manca la cattiveria per chiudere le partite”, ha provato a sintetizzare Cristante. Un concetto che ha spesso ribadito anche Mourinho, sottolineando che il raccolto è decisamente inferiore, spesso, rispetto alla produzione. Soluzioni? Non ne ha nemmeno Mourinho, che già a metà gennaio evidenziava lo stesso problema: “Siamo la squadra che crea più occasioni, ma non so perché non riusciamo a chiudere prima le partite. Purtroppo non ho risposte”. Per iniziare a crescere, è indispensabile trovarne. 

Roma, l'altra faccia della vittoria: otto ore senza gol su azioneFonte Repubblica.it

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