Roma, Fair play violato e rischio sanzioni: l’alleato è la pandemia

ROMA – La Roma evade in Financial fair play. Lo evade ed è lei stessa a metterlo nero su bianco, nella relazione di chiusura del bilancio 2020/21. Inutile bluffare: il “rosso” cresciuto esponenzialmente dal 2019 a oggi non è figlio della pandemia, ma di una politica di innalzamento dei costi non sostenuta da ricavi all’altezza di quelle spese, vuoi per l’addio alla Champions, vuoi – e questo sì – per gli effetti del crollo di biglietteria e sponsorizzazioni da marzo 2020. 

Il precedente del Milan escluso dalle coppe

Non solo, però. La maggior parte del “rosso” è stato prodotto da un mercato spesso fallimentare (vi ricordate Nzonzi e Pastore?), che ha incenerito risorse senza portare risultati. Più o meno quello che ha denunciato Mourinho nella conferenza stampa prima di Roma-Napoli. Una questione che, sulla carta, potrebbe portare – lo dice la Roma stessa – a delle sanzioni. Quali? Il Milan, per un significativo scostamento dalle regole di pareggio di bilancio è stato escluso un anno dalle coppe. Ma la Roma ha un “alleato”, se così si può definire: il Covid 19. 

Come la pandemia “aiuterà” la Roma

Quasi certamente, il Club Financial Control Body della Uefa inviterà i dirigenti della Roma a un approfondimento e a dare spiegazioni. “Al 30 giugno 2021″, scrive il club giallorosso, la società ha registrato uno scostamento dai requisiti di pareggio Uefa per il periodo di rendicontazione di 4 anni”. Gli esercizi dal 2017/18 a oggi la Roma li ha chiusi  rispettivamente con 25 milioni, 24,5 milioni 210 milioni e 185 milioni di perdite. Evidentemente, la stragrande maggioranza del “rosso” è maturato nel biennio segnato dalla pademia. E questo è forse il maggior “alleato” della Roma. Il rosso è maturato infatti quasi interamente nei bilanci segnati dalla pandemia. Quelli su cui la Uefa è decisamente più tollerante. Lo ha detto espressamente Andrea Traverso, direttore della stabilità finanziaria della Uefa, al Guardian: “I club hanno difficoltà ad adempiere ai loro obblighi, oggi la regola del pareggio di bilancio guarda al passato, ma con la pandemia non ha più senso, bisogna concentrarsi sul presente e sul futuro”. 

La prima domanda che il Control Body Uefa farà alla Roma sarà proprio questa: “Che farete per rientrare?”. La risposta la Roma l’ha scritta nel bilancio: con “l’apporto di ulteriori risorse patrimoniali e/o finanziarie da parte dell’azionista”. Già l’aumento di capitale è stato portato da 210 a 460 milioni. Una strategia che aderisce ai criteri del nuovo Fair play finanziario a cui lavora la Uefa: un sistema che elimini l’obbligo di break even, che premi le iniezioni di liquidità degli azionisti e introduca un tetto salariale con luxury tax per chi lo viola. La politica societaria della Roma va in quella direzione. E prevede, infatti, anche la cessione di calciatori, “seppur in misura limitata rispetto al trend degli ultimi esercizi”. Come a dire ai tifosi: venderemo, ma meno del solito. Una promessa: Uefa permettendo. 

Fonte Repubblica.it

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