Roma, a Mourinho mancano alternative. Allegri mette a posto i tasselli della Juventus

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Roma, a Mourinho mancano alternative. Allegri mette a posto i tasselli della Juventus

La giornata numero 13 – un terzo di campionato alle spalle – assicura al Napoli il titolo d’autunno: la certezza di trascorrere al comando la lunga pausa mondiale. È un primato che non garantisce nulla? Naturalmente. Ma non garantisce nulla nemmeno la maglia gialla dopo la prima settimana del Tour: se però hai un vantaggio di minuti e una parte significativa delle montagne è andata, vai incontro al futuro con ottime prospettive. Il Napoli ha fatto il vuoto, e le ultime due giornate prima della sosta (Empoli e Udinese in casa) lo autorizzano a pensarsi ancora più solo.

Spalletti non sta vincendo. Sta dominando, il che rende impropri i discorsi che si fanno sulla seconda parte del campionato, che inizierà a gennaio: complici alcuni rientri pesanti, da Pogba a Lukaku e a Dybala, si gioca a immaginare la rimonta delle squadre attardate come se il Napoli dovesse rallentare per forza. Magari non vincerà tutte le partite come sta facendo adesso, ma la varietà delle soluzioni e la completezza del software di gioco lasciano poche illusioni a chi pedala dietro. Ha svuotato la sua manovra dagli ideologismi, affidandosi piuttosto alle abilità: sviluppa come nessuno la partenza dal basso grazie alla fredda precisione di Lobotka, aggredisce le fasce con la corsa da quattrocentisti di Di Lorenzo e Mario Rui, sfrutta l’elastica velocità di Osimhen per attaccare la profondità col lancio lungo. Semmai a una squadra del genere è giusto alzare l’asticella: oggi c’è il sorteggio per gli ottavi di Champions, con quattro delle cinque avversarie possibili partirebbe favorito, e lo stesso Psg sarebbe una pesca sfortunata ma non necessariamente letale.

Sullo sfondo di una protagonista così meritevole del primo piano, il paesaggio muta ogni settimana. Il Milan ha riagguantato il secondo posto grazie alla rara qualità di reinserire la spina dopo averla staccata. Il sottinteso è che dà spesso per concluse partite che sono ancora ben vive, e questo senza avere la cattiveria necessaria per salire a punteggi che non ammettono repliche. Però c’è una riserva di qualità che emerge in certe gare: la fattura del gol di Giroud – magnifica l’esecuzione e magnifico l’innesco di Tonali – l’ha tolto dalla portata della difesa del povero Spezia. È una riserva che manca totalmente alla Roma, grande delusa della domenica per la sconfitta con la Lazio e per il nulla prodotto a fronte del pasticcio di Ibañez. Naturalmente il derby è una gara nella quale il risultato si porta via tutto. A corollario c’è il ritorno della Lazio in zona Champions malgrado l’assenza dei suoi uomini migliori. Mentre Sarri sa trovare alternative, però, Mourinho senza Dybala sembra perduto: in rosa non ha né un regista basso né un difensore abile nell’impostazione, soltanto mediani o laterali i cui cross vengono regolarmente murati. Al di là dell’infortunio di ieri, in questa squadra la posizione di Pellegrini andrebbe arretrata, perché il suo piede pulito faccia partire l’azione per gli strappi di Zaniolo o – quando rientrerà – le giocate di Dybala. Mou sta ottenendo zero dai suoi attaccanti. Senza abbandonare la speranza che si sblocchino (Abraham non può essere regredito così), è ora di studiare nuove soluzioni. Una linea difensiva a quattro, per esempio, gli consentirebbe di sostenere Pellegrini regista con i due mediani: Wijnaldum, in seguito, ne trasformerà uno in mezzala.

Derubricata a terza partita del turno per somma di punti, Juve-Inter è stata invece un duello pieno, con tanta Inter per un tempo – ma non davanti, dove gli sprechi sono stati copiosi – e la successiva riscossa della Juve. Molti tasselli del calcio verticale di Allegri sono andati a posto: la robustezza della difesa con Bremer e Danilo protagonisti, la conduzione vertiginosa del contropiede di Kostic, la puntualità di “accompagnatori” come il riemerso Rabiot e il convincente Fagioli. L’Inter perde per la quinta volta e sposta il mirino sulla zona Champions, ché 11 punti dal Napoli sono troppi. La Juve ne ha soltanto uno in meno ma da 4 turni, sia pure da lontano, sta viaggiando al ritmo della fuggitiva, e da ottava che era si ritrova quinta. Toccato il fondo, si è data una bella spinta per risalire.

Fonte Repubblica.it

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