Rinnovi, acquisti e stadio. Ecco i piani arabi per il nuovo Milan

Vedere tornare il Milan tra i grandi club del calcio mondiale. Il chiodo fisso dei tifosi — grandi investimenti uguale grandi giocatori uguale grandi vittorie — è di nuovo di stretta attualità. Se andrà in porto la l’acquisto da parte del fondo d’investimento del Bahrain Investcorp, è verosimile che il club rientri a fare stabilmente parte del ristretto gruppo delle società europee col budget più ricco. E che torni a fare concorrenza alle inglesi e a Real, Barcellona e Bayern. Un padrone arabo non è garanzia di successo, ma alza il budget della campagna acquisti, anche col nuovo Fair-play finanziario Uefa. 

Il portafoglio dell’attuale proprietario del Milan, il potente fondo statunitense Elliott, è superiore a quello di Investcorp. Diversa è tuttavia la sua ragione sociale: risanare una società per poi rivenderla. La prima parte della missione è stata compiuta. Invece il fondo del Bahrain, supportato dal fondo sovrano degli Emirati Mubadala, è un investitore con interessi nel settore del lusso e dell’immobiliare. Gli manca un ramo sportivo. E il Milan, che intreccia tutti e tre i settori — sport, lusso, immobiliare — colmerebbe nel migliore dei modi la lacuna. 
Il progetto Investcorp, già delineato, ricorda il rilancio di Gucci: investire su un marchio prestigioso, conosciuto a livello globale, dopo un momento di appannamento. Elliott ha restituito al Milan la Champions, ma ora servono ulteriori investimenti sulla rosa, come da slogan dell’ad delegato di Investcorp, Mohammed al-Ardhi: «Orgoglioso di essere milanista». Si traduce così: inserire calciatori affermati, ma senza fare l’album delle figurine come il Psg.

Contano anche i progetti di sviluppo immobiliare-sportivo: dal nuovo stadio — San Siro o Sesto San Giovanni che sia — al nuovo Milanello. L’ipotesi di trasferire il centro sportivo da Carnago, provincia di Varese, a Milano (i 27 ettari della Maura, nel parco di Trenno, dove fino a fine 2022 hanno sede le gare ippiche del trotto) è ostacolata dai vincoli paesaggistici, che la destinano a verde. Ma il fermento del Milan nel settore immobiliare lo rende ancora più appetibile per il fondo arabo.

L’altro fronte aperto dall’eventuale cambio di proprietà riguarda i rinnovi di contratto. Blindati salvo sorprese Pioli ed Hernandez, i risultati rendono poco plausibile il divorzio da un simbolo sempre più solido come il dt Maldini. Ha svolto bene la missione di risanamento dei conti, di aumento dei ricavi commerciali e di gestione societaria l’ad Gazidis (contratto quadriennale, firmato nel dicembre 2018): toccherà agli eventuali nuovi proprietari decidere se confermarlo. Il difensore Botman del Lille e l’attaccante Origi del Liverpool rimangono gli immediati obiettivi di mercato, con trattative già avviate. I casi più scabrosi restano Ibrahimovic e Leao. Il quarantenne svedese è penalizzato per il rinnovo dalle assenze per infortunio. Per l’attaccante portoghese la questione sembra legata alle offerte recapitate al suo procuratore Mendes da un paio di importanti club della Premier.  Rinnovi, acquisti e stadio. Ecco i piani arabi per il nuovo MilanFonte Repubblica.it

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