Rifondazione Genoa: il sogno di Zangrillo è riportare a Genova Gasperini

Rifondazione Genoa: il sogno di Zangrillo è riportare a Genova Gasperini

La rifondazione passa attraverso due possibili strategie, al Genoa è il momento delle scelte. Puntare su un ‘instant team’, ovvero una squadra costruita per vincere subito, oppure avere una visione più proiettata nel futuro con giovani di prospettiva e ingaggi sostenibili ma con il rischio di non ritornare subito in serie A? Il presidente Zangrillo non avrebbe dubbi, le dichiarazioni subito dopo la partita di Napoli sono state estremamente chiare: “Chiedo scusa ai tifosi. Loro meriterebbero la Champions, ma noi abbiamo fatto troppi errori”.

E, siccome è l’unico a metterci la faccia, essere unicamente un presidente di rappresentanza potrebbe non andargli più bene: se deve finire anche lui sul banco degli imputati, allora vuole essere reso partecipe delle scelte societarie perché troppe sono state cervellotiche.
Zangrillo ha di fatto preso le distanze da Johannes Spors, il direttore sportivo tedesco che era stato accolto come il rivoluzionario alfiere di un modo di fare calcio diverso che non si assoggetta alla cricca dei procuratori. Ora Spors, che in sei mesi a Genova non ha imparato una parola di italiano e non frequenta lo spogliatoio ma passa le giornate barricato in ufficio a studiare algoritmi applicati al calcio e a vedere giocatori su Wyscout, è in discussione soprattutto dopo che la campagna acquisti di gennaio non ha portato alcun beneficio, mentre la Salernitana, che era data per spacciata, operando in maniera tradizionale è a un passo dalla salvezza.

Quanto a Blessin i sette pareggi nelle prime sette partite della sua gestione sono stati una sorta di accanimento terapeutico. Alla fine però il malato l’ha perso ed è difficile pensare di andare avanti con un allenatore che ha comunque una retrocessione al suo attivo, tanto più che, se si è dimostrato perfetto nella fase di non possesso palla, il suo Genoa è risultato assolutamente privo di una qualunque proposta offensiva. I tifosi sognano il ritorno di Gasperini. E se dovesse prevalere la linea Zangrillo, il Genoa cercherebbe di stringere con il tecnico di Grugliasco che all’Atalanta ha ancora due anni di contratto a tre milioni di euro netti a stagione. Tentennerebbe davanti alla proposta di un ingaggio di quattro anni, il fedele Capozucca a fianco come direttore sportivo e ovviamente la massima libertà di scelta per quanto riguarda i giocatori. Tutto sta ora nel capire che squadra ha intenzione di proporgli l’Atalanta dove un settimo posto, ma con un organico non all’altezza delle prime, rischia di passare come un fallimento. Un’altra soluzione potrebbe essere affidare le chiavi della società a Giuntoli, attuale general manager del Napoli ma che a casa a Genova in Carignano. Con lui i 777 non si dovrebbero più preoccupare della gestione della società, potrebbero limitarsi a passare ogni tanto da Genova a controllare se tornano i conti e i risultati sportivi.

Il Genoa deve ripartire dal boato che ha fatto tremare lo stadio dopo il gol di Criscito al 95′ della partita con Juventus. Sta a significare la ritrovata coesione tra tifoseria, squadra e dirigenza e la caduta di quelle barriere che negli anni avevano portato sempre più lontana dalla sua gente una società, impegnata unicamente a realizzare plusvalenze. Un patrimonio che non va nuovamente disperso, però ora la serie B fa paura proprio per le scelte velleitarie che hanno segnato i primi mesi dei 777 in Italia. E questa stagione del Parma, anch’esso di proprietà Usa, è un precedente poco incoraggiante.

Rifondazione Genoa: il sogno di Zangrillo è riportare a Genova GasperiniFonte Repubblica.it

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