Regalo e commento razzista: la festa di Afena è un autogol

Mentre scartava il regalo più special che avesse mai ricevuto, un rumore di fondo ha finito per guastare il momento di Felix Afena Ohene-Gyan. Che in quell’istante felice era davvero: le scarpe “da 800 euro”, in realtà 775 da listino, che Mourinho gli aveva promesso in diretta tv avvolte in un pacco a cui togliere il nastro, l’abbraccio prima e dopo al suo allenatore, premio per i due gol con cui ha steso il Genoa domenica notte e regalato alla Roma la vittoria. E invece, quella ripresa, quel “balla, balla”, che gli dicono appena indossa le nuove sneakers, ha qualcosa che disturba profondamente. Fino alla frase che dall’esterno non può non suonare razzista: “Ci stanno le banane dentro, Felix”.

La frase infelice dell’ex braccio destro di Totti

A pronunciarla Vito Scala, per 25 anni braccio destro di Totti, ora addetto agli arbitri del club: l’intento, giurano a Trigoria, era ironico, per le tante banane che il ragazzo mangia prima delle partite, tema di sfottò — dicono — tra compagni. E pure Felix, che nel nome ha la parola “re” (questo vuol dire Ohene) ha minimizzato: “Non era razzismo, siamo una famiglia, con me scherzano perché mangio tante banane, non fatevi idee sbagliate”. Poco prima lui stesso aveva rimosso il video, su suggerimento dei dirigenti, costretti a gestire una situazione esplosiva, per la famiglia Friedkin.

Il primo calciatore nato nel 2003 a segnare in Serie A

I primi gol di un ragazzo del 2003 in Serie A arrivano 8 mesi dopo il primo centro italiano di Felix: anche allora al Genoa, ma l’Under 18. Era arrivato qui da noi a fine gennaio per 50 mila euro netti all’anno. Un dvd con le sue giocate nell’Eurafrica, academy dell’agente Oliver Arthur, circolava in tutta Italia. In questo ragazzo velocissimo ma da formare tecnicamente, come scrivevano i talent scout, credevano in pochi: per tesserarlo bisognava sacrificare un posto da extracomunitario. Ci ha creduto la Roma.

La lunga scalata fino alla prima squadra

Che in estate ha deciso di tenerlo nonostante molte richieste dalla Serie C: per 9 giovani del vivaio il club ha ritenuto fosse più utile crescere con Mourinho. Felix non era finito nella prima selezione, quella per il ritiro dei grandi in Algarve. Ma tornati a Trigoria, in agosto, Mourinho ha capito che quell’attaccante che a giugno aveva sbagliato un rigore nella finale scudetto contro il Genoa — sempre il Genoa — aveva qualcosa di speciale. “Continua ad allenarti così, ragazzino”, gli aveva detto pochi giorni prima di regalargli l’esordio in Serie A, a Cagliari. Deciso dopo l’1-6 di Bodø: quando Mourinho ha diviso la squadra in buoni e cattivi, sapeva di dover rimpiazzare i secondi. E ha scelto chi non si risparmia, segue le indicazioni. Come Felix, che ha rinunciato alla convocazione del Ghana per seguire allenamenti anche individuali accanto a Mou. E Cristante, che parla inglese, si accerta che il ragazzo capisca le indicazioni. I gol di Marassi Felix li ha dedicati a mamma Juliet, ancora in Ghana: “Sono davvero orgogliosa, ti amo figlio mio”, gli ha scritto ieri. In attesa di un trasloco romano, quei gol hanno dato senso anche alla distanza.

Fonte Repubblica.it

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