Real, tutto su Mbappé. CR7 spera in Guardiola

Tra una settimana, Cristiano Ronaldo potrebbe ritrovarsi a dividere lo spogliatoio con uno dei suoi nemici storici: Lionel Messi o, più probabilmente, Pep Guardiola. Sarebbe la prova di quanto stretta gli vada ormai la Juventus. Accettare la convivenza con chi è stato regolarmente tra le linee nemiche – non solo sportivamente, ma quasi “filosoficamente” – pur di liberarsi di una realtà che non sente più sua, tra panchine e incomprensioni. A sei giorni dalla fine del mercato, sono rimaste due strade. La prima è il Manchester City, che non riesce a chiudere per l’arrivo di Harry Kane dal Tottenham, il preferito di Guardiola. Lui, il profeta della divinità Messi, che accoglie l’antagonista principale della Pulce? La soluzione è fortemente caldeggiata dall’agente Jorge Mendes, spinto dalla possibilità di monetizzare ancora con un trasferimento del fuoriclasse portoghese, molto più che da Pep. Ma ieri l’Equipe nella sua edizione on line ha lanciato un titolo tranciante: Ronaldo se ne va al City. In realtà non c’è ancora una trattativa, ma il fronte è aperto. Anche se la Juventus non ha alcuna intenzione di regalare Cristiano: ha un valore residuo a bilancio intorno ai 28 milioni e chi lo acquisterà, oltre a garantirgli lo stipendio – oggi guadagna 31 milioni netti – dovrà indennizzare la Juve per evitarle minusvalenze.

Ma il futuro di Ronaldo è una rosa che deve ancora sbocciare. Per questo ogni soluzione resta aperta. E ieri, poco prima del lancio dell’Equipe, era stato un tweet a far pendere la bilancia delle previsioni in direzione Parigi. Khalifa bin Hamad Al Thani, un qatariota che non sarebbe parente dello sceicco del Qatar proprietario del Psg, ha pubblicato un fotomontaggio di CR7 con la maglia del club parigino accanto a Messi. Accompagnando l’immagine con una didascalia: “Forse?”. Era lo stesso, Khalifa, che anticipò di un paio di giorni lo sbarco a Parigi di Leo. Abbastanza per prendere l’indicazione come una pista da seguire. Lo ha fatto persino Lapo Elkann, che ha risposto con un tweet: “È poco rispettoso continuare a mettergli altre maglie addosso come fosse una figurina. Se cambierà squadra, ovunque andrà, avrà rispetto come uomo e atleta”. Facile leggere tra le righe: non è detto che resti, ma non scherzate su Cristiano. In realtà, da Parigi si sono affrettati a prendere le distanze da quel tweet. E nessuno del club francese ha ancora chiamato Torino: né il ds Leonardo, né il presidente Nasser Al Khelaifi, una volta vicinissimo politicamente ad Agnelli, molto meno da quando è esplosa la bolla della Superlega.

Chissà, magari a Parigi aspettano di capire cosa accadrà a Kylian Mbappé. Il fuoriclasse francese si svincolerà la prossima estate e rifiutando proposte indecenti di rinnovo è stato chiarissimo sulle proprie intenzioni: vuole andare al Real Madrid, la squadra che sognava da bambino guardando i poster di Ronaldo appesi nella sua cameretta. E vorrebbe farlo subito, anche rinunciando ai guadagni maggiori che gli garantirebbe un trasferimento a costo zero tra un anno. Da Madrid sono pronti a cogliere l’attimo: 160 milioni, prendere o lasciare. E per la prima volta, Parigi è divisa. La corrente araba di Al Khelaifi, per cui “Il Psg non vende i suoi giocatori migliori”, sarebbe disposta a perderlo anche a zero tra un anno, pur di dare un segnale di forza. La corrente europea, più pragmatica, è favorevole a monetizzare la cessione al Real. Per sostituirlo, girerebbe un centinaio di milioni all’Everton per il brasiliano Richarlison, amico di Neymar e fresco oro olimpico col Brasile. O magari proverebbe a inseguire la suggestione Cristiano. Ronaldo, Messi e Neymar tutti insieme nella squadra dei qatarini: vi viene in mente un modo migliore, per lo sceicco Al Thani, di presentarsi ai Mondiali in Qatar?

Fonte Repubblica.it

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