Psg, secondo per caso. Napoli o Bayern rischiano di incontrare Mbappé, Neymar e Messi

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TORINO — Il bizzarro gruppo H della Champions ha spedito in Europa League una squadra che ha perso cinque partite su sei, la Juventus, e ha risolto la questione del primo posto con un’incredibile coda di gol segnati in extremis: il Benfica ne ha fatti sei ad Haifa (gli ultimi due dopo l’88’) completando una strabiliante rimonta sul Psg, del quale ha raccolto gli stessi punti e segnato e subito gli stessi gol (confronti diretti inclusi). Ne ha però realizzati di più in trasferta, quarto parametro preso in considerazione per determinare la classifica: così il Benfica finirà lunedì nell’urna delle teste di serie (se lo stramerita, per la qualità di calcio espressa) mentre il Psg diventa la mina vagante, lo spauracchio delle big, visto che assieme al Liverpool, che però è una squadra malata, è l’unica, tra le grandi favorite per la vittoria finale, a essere arrivata seconda del suo girone.

Bayern-Psg e Napoli-Psg i sorteggi più probabili

Ci sono altissime probabilità che il nome del Psg vada a formare un ottavo di finale di altissimo livello. In base alle ormai seguitissime percentuali di un noto statistico spagnolo, che su Twitter si firma Mister Chip, l’accoppiamento più probabile è quello con il Bayern, con oltre il 18% di possibilità. Secondo viene il Napoli, che ha tuttavia altissime chance di pescare una tedesca.

Psg secondo senza accorgersene

Di sicuro, è piuttosto incredibile come siano andate le cose in questo stranissimo mercoledì. “In campo non sapevamo cosa stesse succedendo in Israele” ha ammesso il capitano Marquinhos, stupito come tutti i suoi compagni dall’idea, considerata una remotissima possibilità, di ritrovarsi secondi pur avendo battuto la Juventus. “Se prima della partita mi avessero detto che avremmo vinto 2-1 con la Juve ma che saremmo arrivati secondi, non ci avrei creduto”, ha commentato con mestizia l’allenatore Galtier. “La Champions è una competizione irrazionale”.

Psg, la maledizione degli ottavi di finale

Per il Psg adesso qualche prospettiva cambia, e vecchi incubi riaffiorano: negli ultimi sei anni, per quattro volte i francesi sono stati eliminati agli ottavi, incappando regolarmente in sorteggi molto poco fortunati. Ogni stagione la comincia col chiodo fisso di vincere la Champions, ma da quando il club è in mano ai qatarini, che hanno speso sul mercato circa un miliardo e mezzo di euro, ha raggiunto solo una finale, nel 2020 della pandemia.

Donnarumma: “Il nostro secondo posto è un problema per gli altri”

Ora i parigini rischiano di imboccare nuovamente una strada senza uscita. O meglio, di uscire al primo incrocio. “Ma il nostro secondo posto è un problema più per altri che per noi”, ha ringhiato Donnarumma. Il Psg ha la consapevolezza della propria forza, però anche la vulnerabilità di chi di anno in anno ha sempre dovuto convivere con imperfezioni, problemi, polemiche interne e in definitiva con un senso di squadra mai veramente sviluppato, anche se con Galtier le cose sembrano migliorate, da questo punto vista: sta riuscendo a far coesistere Mbappé, Messi e Neymar (e se i tre vanno d’accordo, non esiste un tridente più formidabile), ha sensibilmente elevato la qualità del centrocampo (oggi le alternative ai titolari sono Fabian e Renato Sanches, prima erano gli inadeguati Paredes, Herrera e Gueye) e sta cercando di destreggiarsi tre le correnti di una società sempre divisa al suo interno e perennemente scossa da lotte di potere all’ombra del presidente Al-Khelaïfi. La Parigi del pallone, insomma, è tutto meno che un bell’ambientino, anche se Galtier sembra l’uomo giusto per tenerlo in pugno.

Mbappé: “Da qui a febbraio possono succedere molte cose”

Di sicuro, è difficile prevedere quale Psg ritroveremo a febbraio. “L’essenziale era qualificarsi. Gli ottavi di finale sono lontani, ci sono tante cose da qui ad allora” ha detto a caldo Mbappé, inquadrando perfettamente la questione. Da qui a febbraio, tanto per cominciare, ci saranno i Mondiali e da Parigi dovrebbero partire in 13, una decina dei quali con fondate prospettive di arrivare fino in fondo: l’esito della Coppa del Mondo – con il suo strascico di fatiche, delusioni o entusiasmi – potrebbe cambiare sensibilmente il quadro degli equilibri interni nella squadra. Ma da qui a febbraio c’è anche il mercato invernale ed è probabilmente a quello che Mbappé si riferiva in prima istanza. Il Psg è difatti una squadra incompleta, gli mancano almeno un centravanti puro e un difensore centrale e la società, con la potenza economica di cui dispone, è pronta a colmare le lacune.

Psg, un centravanti e uno stopper per l’assalto alla Champions

Il centravanti è un’esigenza sbandierata anche dallo stesso Mbappé, che non ama dover fare la prima punta come spesso gli capita nell’anomalo tridente parigino ma che vorrebbe un riferimento centrale come lo è Benzema in nazionale. Il Psg aveva un unico centravanti in rosa, Icardi, e l’ha venduto senza rimpiazzarlo, se non con il giovane e poco utilizzato Ekitiké. Le alternative al tridente sono Soler e Sarabia, due ali. Una punta pura è una necessità e non a caso in estate il Psg aveva cercato Scamacca: il profilo individuato è di quel genere, un attaccante giovane che accetti di partire dalla seconda fila e di essere utilizzato solo in certe situazioni.

Psg, l’ultimo rilancio per Skriniar

Per Galtier l’urgenza è invece quella di un difensore, visto che in estate ha impostato la squadra sulla difesa a tre (Ramos-Marquinhos-Kimpembe) e quindi si è trovato a corto di centrali, tant’è che a causa dell’infortunio di Kimpembe è dovuto tornare alla linea a 4. Un tampone l’ha messo convertendo Danilo Pereira da centrocampista a stopper: un’ottima soluzione, tant’è che anche il nazionale il portoghese viene sempre più spesso impiegato in difesa, ma la necessità di un altro marcatore è impellente ed è questa la ragione del serrato corteggiamento a Skriniar, considerato uno dei migliori interpreti della difesa a tre in assoluto. Il ds Campos tenterà un ulteriore assalto allo slovacco, che Marotta conta di blindare quanto prima con il rinnovo del contratto, è però in ogni caso in difesa che i parigini faranno l’investimento grosso. A febbraio tante cose potrebbero essere diverse e il discorso vale anche per il Liverpool, altra big della seconda urna, che oggi è l’ombra di sé ma che fra tre mesi potrebbe aver guarito almeno qualcuna delle sue molte malattie. Il sorteggio di lunedì provocherà degli stati d’animo che a febbraio potrebbero non essere affatto gli stessi.

Fonte Repubblica.it

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