Premier, fondo saudita a un passo dall’acquisizione del Newcastle

Il regno di Mike Ashley alla guida del Newcastle, dopo ben 14 anni, è giunto al termine. Secondo l’emittente britannica “Sky News” il milionario britannico avrebbe raggiunto un accordo per la cessione del club al fondo di investimento pubblico saudita (Pif). Lo scorso anno c’era già stata una trattativa in fase avanzata, bloccatasi però di fronte alle reticenze dei club della Premier di accogliere un fondo controllato dalle autorità saudite nella federazione calcistica, per questioni legate allo streaming illegale delle partite del campionato inglese.

300 milioni di sterline

La cifra della cessione dovrebbe aggirarsi attorno agli stessi numeri di un anno fa quando nel luglio 2020, il gruppo di investitori guidato dal Pif aveva annunciato di aver abbandonato la proposta acquisizione, per un valore di 300 milioni di sterline (390 milioni di dollari) della squadra di calcio del Newcastle United. Lo aveva reso noto lo stesso consorzio, che oltre al fondo saudita era composto dall’imprenditrice nel settore della finanza, Amanda Staveley, e dai due miliardari britannici Simon e David Reuben. Nella nota si leggeva come il ritiro fosse dovuto alla lunga negoziazione e alle sfide poste dalla crisi del coronavirus.

Le difficoltà della trattativa del 2020

Il gruppo di investitori aveva accettato di acquisire il club dal miliardario Mike Ashley nell’aprile 2020, poco dopo la sospensione del campionato inglese a causa della pandemia. Dopo aver raggiunto l’accordo con Ashley, il consorzio aveva atteso l’approvazione della Premier League inglese sulla loro idoneità come proprietari. “Durante il processo imprevedibilmente prolungato, l’accordo commerciale tra il gruppo di investimento e i proprietari del club è scaduto”, aveva dichiarato il consorzio nella nota. L’acquisizione del Newcastle da parte del consorzio guidato dal Fondo di investimento pubblico dell’Arabia Saudita aveva attirato critiche da parte di Amnesty International, che aveva chiesto di bloccare le negoziazioni a seguito delle violazioni dei diritti umani nel regno. Il gruppo del Qatar “BeIn Media Group” aveva anche accusato l’Arabia Saudita di aver diffuso in maniera illecita le sue trasmissioni sportive tramite l’emittente satellitare “BeoutQ”.

Fonte Repubblica.it

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